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mercoledì 28 dicembre 2005

??. e quindi uscimmo a riveder le stelle.


Con l?ultima escursione credo di aver scritto insieme a Massimo una delle pagine più importanti di alpinismo d?alto livello del Pollino.La via è la risalita del canalone che porta direttamente alla vetta di Serra Dolcedorme, chiamata ?Pietra Colonna?;proprio perché al culmine vi è un monolito che visto di taglio appare di forma colonnare anche se in realtà si tratta di una roccia piatta e sottile.Questo percorso lo avevamo già affrontato in maggio di quest?anno(vediAltro che Alpi ) giudicandolo il più difficile per scalare il tetto del parco,sicuramente impossibile da effettuare d?inverno per ovvie ragioni tecniche:pendenze di 50,60,addirittura 75 ° in alcuni punti e l?esposizione di questo versante a sud,quindi pericoli di crolli e slavine d?inverno.

Comunque,le nevicate dei giorni scorsi,il freddo notevole avuto per parecchi giorni, pensiamo, avrà compattato lo strato nevoso non peraltro notevole.La giornata senza sole ci ispira a partire per questa ?terribile?via.A differenza della volta precedente ci attrzziamo fino al collo,imbraghi,chiodi da ghiaccio,corde,ramponi,piccozze,discensori e quant?altro e si và.Appena imboccata la testata del canalone inizia a piovere e la cosa non ci rassicura molto,la giornata è grigia,buia.Dopo un primo segmento di pietraia la pioggia diventa nevischio che si appiccica addosso e si alza la nebbia.Non abbiamo problemi di orientamento perché la via è obbligata e,finalmente,dopo una buona ora di cammino il canalone diventa ripido,ghiacchiato.Tiriamo fuori le picozze,e montiamo i ramponi.Lo scricchiolio delle punte dei ramponi e delle piccozze che mordono il ghiaccio rievocano nella mia mente film d?alpinismo visti in tv,come ?La morte sospesa?,che inizia appunto con lo stesso suono secco.


Il canalone diviene sempre più ripido fino al ?crepaccio?,punto in cui un enorme masso insuperabile ci sbarra la strada.Siamo costretti ad innestarci nella ?bretella?,una deviazione obbligata dal canalone,per rientrarvi giusto sotto la Pietra Colonna.E? qui che produciamo uno sforzo immane usando la tecnica di risalita con le piccozze chiamata ?piolet traction?.La fatica muscolare nell?affrontare i 75° di pendenza mi provoca un accenno di crampi.Infortunarsi qui sarebbe un bel guaio.Ma il monolito è li,davanti a noi,immersa nella nebbia.Un attimo per riposarci per riprendere la marcia.Manca poco per l?uscita in cresta ma prima dobbiamo fare i conti con l?ultimo ostacolo,lo stretto canalino verticale invaso da una ?brutta neve?,uno strato ghiacciato sotto,un secondo più morbido sopra.Massimo lo affronta per primo.Nella sua progressione però sfascia lo strato nevoso che avrebbe dovuto consentire a me di piantare la piccozza.Con tanta buona volontà e coraggio anche questo ostacolo è superato.Qualche metro di facile pendio e siamo in cresta.Il peggio però lo troviamo proprio qui.

Ci ritroviamo nel mezzo di una tormenta di neve.Il vento impetuoso che polverizza la neve e la nebbia non ci consentono di vedere più niente.Solo bianco tutt?intorno.Ciò che vedo davanti a me è soltanto la sagoma di Massimo sballottata dal vento,sospesa in un chiarore irreale.Solo per qualche secondo riusciamo ad intravedere il filo di cresta alla nostra destra.Il problema stà nell?individuare l?attacco del vallone del ?Faggio Grosso?per la discesa che ci ricondurrà al punto di partenza.Purtroppo scendiamo un po? oltre fino ad imboccare un vallone parallelo,il ?Vascello?,che si congiunge con la ?Valle Stiavucca? e poi con ?Valle Scura? fino ad un?altra località di partenza del versante sud del Dolcedorme: Cozzo Palombo.Sembra un incubo senza fine.L?auto che dobbiamo andarte a recuperare è a cinque chilometri di distanza da noi (un piccolo errore a monte ci ha deviato di parecchi chilometri a valle).Già stanchi ,provati fino al limite,fisicamente ed emotivamente attraversiamo sotto una pioggia persistente i rimboschimenti di pino nero che tappezzano Valle Scura e Valle Piana alla ricerca della sterrata percorsa la mattina con l?auto.Finalmente!Eccola,non crediamo ai nostri occhi.Solo qualche centinaio di metri e scorgiamo la bianca sagoma della nostra ?Panda 4x4?.E?finita.E dopo un?avventura come questa non possiamo che esclamare come il sommo poeta quando uscì dall?Inferno:

??.salimmo su,el primo e io secondo,
tanto ch?i? vidi delle cose belle
che porta ?l ciel,per un pertugio tondo;
e quindi uscimmo a riveder le stelle."

In foto:Massimo si staglia di fronte al canalone di Pietra Colonna

venerdì 23 dicembre 2005

Verso il Dolcedorme


Verso il Dolcedorme


Superbo,sua maestà il Dolcedorme si staglia di fronte a noi,severo e imponente,con le sue tormentate e ripide creste,frastagliate e seghettate,punteggiate di loricati sempreverdi,eterni custodi di questi luoghi fuori dal tempo.Mai vista così,la più bella montagna del parco.Forse,il suo profilo più bello,eccelso,alpino.



ATTENZIONE: firmate la petizione contro il brutale massacro di animali da pelliccia
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"PETIZIONE"

sabato 10 dicembre 2005

Il piacere della riscoperta



Quando si frequentano assiduamente determinati luoghi,si pensa ormai di avere acquisito tutto su di esso.Spesso però veniamo puntualmente smentiti allorché la natura ci sorprende regalandoci scenari inaspettati e inediti.Ci rende così più consapevoli della nostra piccolezza difronte allo spettacolo da essa offertoci.
E? stato il caso dell?ultima avvincente escursione di domenica scorsa 4 dicembre.L?itinerario non era determinato.Massimo voleva arrampicare alle falesie di Frascineto,Luigi,vicecaposquadra del soccorso alpino Calabria optava per la Pietra dell?Angioletto,nel Massiccio dell?Orsomarso.Io ero del parere di tentare un?ascensione al versante sud del Dolcedorme pensando di trovare neve non ghiacciata sicuramente,ma compatta.Come spesso avviene,per noi decide il meteo che ci fa dirottare nella zona dei Monti Manfriana(il microclima di questa parte del Parco spesso fa si che ci siano condizioni ideali quando altrove il tempo è perturbato). ? vedi post ?Sulle orme di Apollo?.
Il caldo dei giorni passati convincono il gruppo che di ramponi e picozza neanche se ne parli.Si è del parere che c?è solo un po? di neve morbida ai versanti nord.


Si decide per un percorso di cresta che parte da Colle della Scala e,seguendo lo spartiacque giunge al Dolcedorme.Viene chiamato ?La via dell?infinito?.
Dopo i primi saliscendi incontriamo la neve, poca e distesa sul versante nord come avevamo previsto ma dura e compatta come vetro (tralaltro la temperatura non è neanche molto bassa).Chi l?avrebbe detto! Ideale per una risalita di ghiacchio sulla parete nord del Dolcedorme.Proseguiamo con l?amaro in bocca per l?occasione mancata.

Il nostro Pollino fantastico però sa ripagarci nel modo giusto.Sotto la vetta della Manfriana Orientale visione d?incanto verso la cresta con i pini loricati slanciati sull?azzurro intenso del cielo.Di fianco la vetta occidentale fa da contraltare e in mezzo il ?Passo dell?Afforcata?innevata di tutto punto che divide le due cime.
Il bello deve ancora arrivare:raggiungiamo in breve la cima (1985 m.)e da qui il panorama non ha eguali.Superbo,sua maestà il Dolcedorme si staglia di fronte a noi,severo e imponente,con le sue tormentate e ripide creste,frastagliate e seghettate,punteggiate di loricati sempreverdi,eterni custodi di questi luoghi fuori dal tempo.Mai vista così,la più bella montagna del parco.Forse,il suo profilo più bello,eccelso,alpino.


E mentre osserviamo i massi squadrati,muti testimoni di antiche civiltà,meditiamo sulla nostra presunzione,e di concludere che,in fondo,è meravigliosa ??.la sorpresa della riscoperta..



CHE TEMPO FA IN CALABRIA?






ATTENZIONE: firmate la petizione contro il brutale massacro di animali da pelliccia
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"PETIZIONE"



In foto:?La via dell?infinito?