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sabato 26 dicembre 2009

Dolcedorme,Rampetta Tranquilla (video)

mercoledì 9 dicembre 2009

Divertirsi a Nord

Volevamo fortemente la prima invernale ,ma di questi tempi con le temperature miti registrate era davvero difficile trovare neve. Unica isola dove concretizzare le nostre speranze ,i versanti esposti a Nord dell’Acrocoro centrale del massiccio del Pollino,Serra Dolcedorme,Monte Pollino o Serra del Prete. Infine le condizioni invernali le abbiamo trovate,soprattutto dopo la conca carsica della Fossa del Lupo ai piedi del Dolcedorme fino in vetta dove un vento fortissimo da Sud-Ovest ci ha costretto a tirar fuori dagli zaini l’intero corredo dell’abbigliamento invernale.




Ingredienti fondamentali di questa ascensione al tetto del Meridione cinque compagni affiatati : i quattro dell’attraversata della Montea di un mese fa ai quali si è aggiunto Domenico;una splendida giornata di sole che pareva infiammare la cima del Dolcedorme,peculiari contrasti cromatici ai Piani di Pollino,tra il bianco della neve e il verde intenso della prateria;una luna gigantesca che faceva capolino sulle creste di Monte Pollino;il bagno di sole ai Piani;i laghetti ghiacciati e una via nuova battezzata “Rampetta tranquilla” (si fa per dire!),un 120 m. di misto roccia e un labile quanto insidioso strato di ghiaccio crostoso “adocchiata”da me dalla Fossa del Lupo. In realtà,nei nostri propositi c’era la parete Nord-Est da attaccare dal Piano di Fossa,idea abbandonata perché del tutto esposta al sole.

Dunque la ricerca di un percorso interamente all’ombra ci ha portato a seguire una linea alquanto illogica e discontinua per raggiungere i 2267 m. del Dolcedorme (vedi ultima foto),dapprima vincendo la “Rampetta”,seguendo poi per un tratto la linea di cresta che porta al Passo di Valle Piana ed infine,evitando di salire per la via normale dove era scarsa la neve e scendendo lungo la traccia che conduce al Pino loricato scheletrico che segna l’ingresso del sentiero che porta al Passo delle Ciavole affrontare in direttissima la Parete Nord.”Divertirsi a Nord” dunque.

Una bella sorpresa prima di raggiungere la vetta. Un bel branco di cavalli che pascolava poco sotto la cima sembrava attenderci. Non ne avevo visto così tanti a quella quota e con quelle condizioni climatiche. Infine il mare di nubi adagiato sulle valli circostanti rendeva il paesaggio superbo e irreale,e noi piccoli esseri umani di fronte al grandioso spettacolo della natura non potevamo che esserne completamente rapiti ed ammaliati.





Al ritorno per il sentiero che ci riporta alle auto un’altra sorpresa. Scorgiamo le sagome di due escursionisti davanti a noi. Si trattava di Roby e Salvatore detto “U Lupu” che a differenza di noi “pazzi” hanno preferito fare qualcosa di più tranquillo,Serra delle Ciavole.Il meteo volge al brutto come da previsione ma ormai siamo alle auto,stanchi ma pienamente soddisfatti per aver portato a termine la prima (quasi) invernale. Ora attendiamo il freddo “serio”,quello severo che conosciamo e sarà sicuramente avventura,amore per la nostra bella montagna e il continuo rinnovarsi di amicizie con l’avvicinarsi di mondi diversi accomunati però dalla stessa passione.

E allora……alla prossima.







venerdì 30 ottobre 2009

Dove osano le aquile



Tutte le guide del Pollino sulla scalata alla Montea riportano quanto segue:”…da evitare accuratamente in caso di maltempo e soprattutto di nebbia per il pericolo,durante la discesa,di impegnare un costone sbagliato e ritrovarsi su rocce molto esposte,completamente fuori strada.” (Sui sentieri dell’Orsomarso – ed. Il Coscile di Francesco Bevilaqua).

Ma per quattro intrepidi e affiatati compagni di cordata, la nebbia non fa altro che accrescere il fascino e il mistero di questa montagna incantata realizzando una bella avventura. Dunque,dove osano le aquile. Uno del gruppo, additando la nebbia che cominciava ad avvolgerci durante l’ascensione lungo il costane Ovest (vedi il post precedente) avrebbe detto:”A noi lupi del Pollino niente ci fa paura!”.

-“Vuoi dire Aquile del Pollino.” ho ribattuto.

-“I lupi camminano……le aquile volano!!”.

Siamo in quattro: io, Max, il “Falco”e Gigi che esordisce sulla Montea. Inizialmente un po’ preoccupato e disorientato per via della nebbia ma in mezzo a noi stava davvero in una gabbia di ferro.

Il progetto era quello di fare una cosa grande:l’attraversata integrale della Montea da Ovest ad Est partendo dal Passo dello Scalone fino alla fontana di Cornìa in un percorso di cresta mozzafiato. Peccato che la nebbia ci abbia impedito ogni sublime visione. In compenso era come trovarsi fuori dal tempo e dallo spazio,rapiti in una dimensione irreale,in mezzo ai pini loricati,creature evanescenti di un mondo preistorico,mentre le rocce dalle forme bizzarre emergevano e scomparivano nel biancore intorno a noi. Che bello inoltre giocare con uno scoiattolo nero che si burlava di noi mentre saltellava fra i rami di un loricato.

Quale contrasto uscire poi da quel paesaggio lunare dominato dalla nebbia discendendo l’ultimo costone e ritrovarsi proiettati in un altro mondo,una autentica esplosione di colori del bosco sottostante in una infinità di tonalità di verde,rosso fuoco,arancio,giallo;l’autunno in festa. Ed infine fotografando cespi di ciclamini e tronchi avvolti dal muschio, che meraviglia ritrovarsi davanti lo spettacolo del mare che,sfolgorante all’orizzonte appariva e scompariva incastonato in una cornice di monti e di scure nubi di un cielo cangiante.

Ben 9 ore è durata l’attraversata,ma la soddisfazione non ti fa sentire la stanchezza.

Ci rinfranchiamo con una fumante cioccolata calda consumata al solito bar della piazzetta di S.Agata d’Esaro,quattro chiacchiere col gestore del bar che non tradisce di certo la sua soddisfazione nel vedere come la “sua” Montea ci piace davvero. La ripromessa infine,di fare un giorno una bella scalata insieme.