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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

lunedì 29 giugno 2009

Il cammino della vita



Un viaggio

è come il cammino della nostra vita,

dove ogni giorno

affrontiamo un paese diverso;

e siamo allegri

o siamo tristi,

e vorremmo toccare il cielo con un dito

o fuggire via.

La vita non va sprecata o buttata

ma va consumata

e tinta di rosa e d’arancio

con meravigliose nuvole come zucchero filato

e gioiosi canti di passeri felici.

Perché la vita

è unica e una sola;

perché la vita è nostra

e nostro il compito di esplorarla,

scoprirla, viverla e colorarla di noi.

La vita è un grande dono

che Dio ci ha regalato,

che dà gioia e tristezza,

e sempre allegria.

La vita è di ognuno ma è di tutti,

e questo meraviglioso viaggio

è un bellissimo portarti in luoghi diversi:

le nostre esperienze.

E solo quando ritorni nel tuo paese,

ti accorgi che questo viaggio

è finito, che il cammino della tua vita

è a termine.

Ed è solo in questo momento

che capisci che…

vorresti tornare indietro,

e visitare ciò che non hai mai vissuto,

e rivivere ciò che hai provato,

perché nei nostri ricordi

le emozioni ci premono il cuore,

e non vorremmo mai lasciarle,

e quell’intimo sfarfallìo

ci dà il coraggio di andare avanti

e affrontare la nostra vita.

ma ti accorgi che non è possibile,

perché indietro non si può tornare

ma Dio tanto ringraziare.

Anna Malvone









lunedì 15 giugno 2009

Gran Sasso,a cavallo tra i due Corni

Sul Corno Piccolo via "Danesi"


Vetta Orientale Corno Grande via "Ricci"

domenica 7 giugno 2009

Solitaria lungo la ferrata del Caldanello


Martedi 2 Giugno festivo, doveva essere il giorno di A., 11 anni alla sua prima escursione insieme ad un gruppo di amici sulla classicissima Monte Pollino. Invece il maltempo con annessi temporali che imperversava da vari giorni ci ha lasciato l’amaro in bocca. Vabbè! Tutto rimandato. Per chi mi conosce però, non sono il tipo da tirarmi indietro facilmente e dal balcone di casa mia riesco a scorgere l’unico chilometro quadrato di cielo sereno in tutto il Pollino,circoscritto alla zona di Monte Sellaro e Cerchiara di Calabria. Cerchiara è uno splendido paesino arroccato a 650 m. sul livello del mare alle pendici del Monte Sellaro appunto.E’ lambito da una splendida gola,il Caldanello,considerata una delle più belle d’Italia(simile se vogliamo al suo fratello maggiore,il Raganello). Partendo dalla briglia, si sviluppa una interessante e divertente via ferrata, divisa in due tratti che si snodano sulle opposte pareti della forra. Decido così di percorrerla in solitaria. Il tratto in sinistra idrografica è costituita da segmenti orizzontali e verticali e giunge fin sotto le rovine diroccate del castello del paese. L’altro tratto è molto interessante se consideriamo la parte iniziale,da brivido:si scende su uno spezzone di cavo d’acciaio posto a strapiombo sulla gola. Dopo un breve tratto orizzontale suggestivo su vertiginose cenge si interrompe improvvisamente presso un boschetto. Il percorso parte dal basso,presso il depuratore del paese. Mi avventuro nelle cenge. Il tempo sembra tenere e procede tutto bene,cadenza regolare. Un po’ di attenzione in un tratto verticale privo di frazionamenti. Al ritorno,per evitare rogne mi calo in doppia. Una caduta in questo punto provocherebbe sicuramente dei danni anche se provvisto di longe.Segue un altro tratto ripido e subito dopo altri 6/7 metri quasi verticali ed esposti sul filo di una crestina. Giunto alla briglia mi sposto subito in destra idrografica dove bisogna calarsi verticalmente per alcuni metri su una liscia parete che scende a picco nel fondo della gola. Percorro una cengia che sale diagonalmente sugli strapiombi di 50 metri perfettamente verticali. Paesaggio aspro e severo il Caldanello, si staglia innalzando le sue maestose pareti calcaree lavorate e levigate dal millenario lavorio degli agenti atmosferici. Nel procedere sono accompagnato dal timido brusio delle acque che scorrono nel fondo delle gole e dal cinguettio degli uccelli che non capiscono ancora se ci troviamo in primavera. Il cavo si interrompe bruscamente presso un boschetto laddove si innalza una parete di una trentina di metri. Da qui si potrebbero attrezzare due vie interessanti,una dritta (almeno di 5°,5+),l’altra che sale per alcuni metri in verticale e poi si sposta verso destra per terminare presso alcuni alberi (4°). Percorro entrambi i tratti di ferrata A/R in 4 ore circa. Tutto sommato sono riuscito a “salvare” la giornata. In estate vista la sua brevità può essere tranquillamente percorsa anche nel tardo pomeriggio godendosi così la frescura della forra al riparo dal sole cocente dell’estate.