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CONTATTO dgiusep@tiscali.it

Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

mercoledì 15 dicembre 2010

Assaggio d'inverno su Timpone Viggianello


Il 6 Dicembre si poteva aprire la  stagione invernale 2011,ma un assurdo scirocco che ha causato l’innalzamento delle temperature fino a 25° in pianura aveva annullato le abbondanti nevicate dei giorni precedenti.

domenica 5 dicembre 2010

The dark side of Montea


La Montea,alpestre e selvaggia,evoca in ogni escursionista che calca le sue rocce atmosfere arcane proiettandolo in uno degli angoli wilrdness più incontaminati del Sud. Dalle sue creste infatti non si vede traccia di civiltà e di centri abitati.

giovedì 2 dicembre 2010

Ai Sassi di Matera patrimonio dell'Unesco

sassi 1



Lunedì 8 Novembre,una splendida giornata ci ha accompagnato nella pittoresca Matera per visitare il Rione Sassi immergendosi in un altro tempo e in una dimensione passata. Da non credere come la gente un tempo riuscisse a vivere in queste abitazioni rupestri in perfetta simbiosi con la roccia sfruttando sagacemente tutte le risorse primarie. Una esperienza che mi mancava.


I Sassi di Matera sono stati iscritti nella lista dei patrimoni dell'umanità dell'UNESCO nel 1993. Sono stati il primo sito iscritto dell'Italia meridionale. L'iscrizione è stata motivata dal fatto che essi rappresentano un ecosistema urbano straordinario, capace di perpetuare dal più lontano passato preistorico i modi di abitare delle caverne fino alla modernità. I Sassi di Matera costituiscono un esempio eccezionale di accurata utilizzazione nel tempo delle risorse della natura: acqua, suolo, energia. (Cai Castrovillari)

mercoledì 24 novembre 2010

Sul Monte Civetta ( video)

Quindici minuti di pura emozione su uno dei più spettacolari colossi dolomitici lungo la mitica Ferrata degli Alleghesi

Buona visione


lunedì 8 novembre 2010

Fall Foliage sul Pollinello



Gli americani ne vanno pazzi e in Europa affascina un numero sempre maggiore di persone: si chiama fall foliage, lo spettacolo che la natura offre ogni autunno trasformando i verdi boschi in distese luminose di giallo, arancio e rosso.

mercoledì 13 ottobre 2010

Prove d'autunno su Serra del Prete

serra del prete 1


pollino



Autunno


Sbiadiscono i colori della mia anima
mare non sei più verde smeraldo
ma blu profondo
come i miei pensieri
tempestosi e reconditi come le tue onde
che si infrangono violente sugli scogli
cancellando l’estate e le urla festose
dei suoi bimbi sulle spiagge
Cielo non sei più azzurro intenso
non fai più volteggiare le sue rondini
Sole, hai perso la tua forza
non sprigioni più i biondi raggi d’agosto
ti fai avvolgere dall’intreccio delle nubi
e mi rubi le ore del giorno
e la mia libertà.


Edva di Bluprofondo


serra del prete 2



faggi

domenica 3 ottobre 2010

Monte Civetta per la ferrata degli Alleghesi



Prologo
Ricordo ancora quel 28 luglio 2007 quando di ritorno da una sortita turistica alle Tre cime di Lavaredo ricevetti la telefonata di Francesco,guida alpina delle dolomiti,dicendomi che il Civetta per la ferrata degli Alleghesi non si sarebbe fatta a causa delle avverse previsioni meteo.

sabato 25 settembre 2010

Pollino Dolcedorme in notturna

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Serra delle Ciavole "a modo mio"

Sono convinto che nella pratica dell’escursionismo, dopo aver acquistato una buona esperienza e conoscenza del territorio si debba smettere di seguire passivamente un gruppo o una guida a testa bassa senza preoccuparsi eccessivamente dei problemi relativi all’orientamento ,al territorio circostante o su possibili varianti al percorso. Bisogna attivare altri sensi come l’istinto,guardarsi attorno,setacciare con lo sguardo ogni cresta,ogni valle,seguire il profilo della montagna per cercare e creare vie alternative. Così ho fatto in una mia solitaria su Serra delle Ciavole che con i suoi 2130 m. è la quarta vetta del Pollino. Lungo questa splendida bastionata rocciosa a ridosso della Piana di Pollino vegetano centinaia di pini loricati che sembrano sfilare in processione,di ogni dimensione,forma ed età. Presso la Grande Porta del Pollino,tra Serra Ciavole e Serra Crispo sono adagiati i resti di quello che era il simbolo del Parco del Pollino,”Zi’Peppe”,bruciato tempo fa da balordi contrari all’istituzione dell’area protetta.



Salire su questa splendida vetta dal versante Ovest non è difficile,il dislivello viene colmato piuttosto dolcemente .Ho voluto tentare invece la risalita dalla Cresta N-O inizialmente in arrampicata (parete di 50 m.,L3, IV-)in autoassicurazione e poi in un divertente saliscendi lungo il filo di cresta superando e aggirando le rocce tra pungenti ginepri emisferici,piccoli faggi e spettacolari pini loricati abbarbicati lungo la strapiombante parete Ovest. Da essa risalgono impervi canaloni molto interessanti da risalire d’ inverno con piccozza e ramponi. Di fronte,la mole di Sua Maestà il Dolcedorme domina incontrastato il paesaggio e la lunga cresta dell’”Infinito” che corre lungo i Monti Manfriana chiudendosi con Timpa del Principe



Raggiungo così il primo culmine a 2127 m. Non sarà un problema seguire il filo di cresta e dopo qualche facile arrampicata su massi di roccia conquistare la cima più alta dalla quale il panorama è mozzafiato,soprattutto verso Est da dove precipitano paurosi dirupi verso valle. Da qui si domina la Valle del Raganello con l’impressionante parete Ovest della Timpa di S.Lorenzo alta circa 800 m. a strapiombo sul torrente che fa da contraltare alle più alte vette del Parco. Più a sinistra la Falconara,altro dente roccioso che emerge da una “gengiva” d’argilla (così la definisce Giorgio Braschi) meta di impavidi rocciatori. In lontananza l’alpestre profilo di Monte Sellaro chiude il quadro. Impressionante poi il bosco della Fagosa,una immensa distesa verde che riveste la valle a perdita d’occhio.



Nella discesa verso la Piana di Pollino è un vero spettacolo osservare frotte di pini loricati che pacatamente vegetano nel loro habitat naturale. Cerco di rintracciare l’esile sorgente del Frido,la più alta del parco ma non la trovo. Evidentemente a fine estate è secca ma non fa niente. Intraprendo così la via del ritorno pensando ai cavalli selvatici che pascolano indisturbati e incuranti della mia presenza dandomi quella sensazione di libertà che solo qui,da queste altezze riesco a trovare e che i complessi ingranaggi della vita di oggi purtroppo ci priva.