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venerdì 26 agosto 2011

Il respiro del Raganello




Sentire il respiro di luoghi magici è appannaggio di coloro che sono sensibili all’atmosfera che li avvolge,che ne ricercano gli aspetti più selvaggi o wilderness,come direbbe l’amico Indio. Per questo,quando entro nelle Gole del Raganello preferisco farlo al mattino presto,quando insieme ai miei compagni possiamo solcare le acque perfettamente cristalline e trasparenti delle pozze,avvertirne la solitudine,concentrarsi sui profumi,sul gorgoglio delle cascate,sulla tiepida brezza che accarezza le alte pareti bruciate dal sole d’agosto.
Poi,questo incantesimo si rompe,allorchè sopraggiungono gruppi più o meno numerosi di turisti che pensano di trovarsi in spiaggia,spesso senza casco protettivo e privi di calzature adeguate. Evidentemente non hanno mai visto cadere pietre dall’alto esplodere in mille pezzi (sempre se non ti becca!!).Ho visto una ragazza poi,indossare un paio di infraditi,che ad ogni passo doveva essere aiutata pena una probabile storta alla caviglia.E l’acqua cristallina del primo mattino,quando il torrente era “solo nostro”,si trasforma inevitabilmente in un torbido acquitrino.
La risalita delle gole alte del Raganello quest’anno l’ho condivisa con Indio che ha scritto una pregevole descrizione dell’itinerario nel suo blog “Leucodermis”,che vi invito calorosamente a leggere, e a Vincenzo,con il quale ho già fatto in passato una escursione sul Cozzo del Pellegrino.
Indio,in particolare mi ha sempre colpito per la sua passione profonda nei confronti dei luoghi selvaggi e sempre alla continua ricerca della wilderness in ogni escursione che compie. Sicuramente questa sarà la prima di tante altre avventure da vivere insieme e già ci siamo dati appuntamento in Ottobre per una salita sulla Montea,una delle montagne più selvagge non solo del Pollino,ma di tutta l’Italia,credo. Speriamo la trovi di suo gradimento.