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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

mercoledì 12 dicembre 2012

"Buona la prima"




Quest’anno l’inverno si è imposto  con repentina prepotenza scalzando quel po’ di autunno del mese scorso. Così,dopo alcuni fine settimana perturbati,Venerdì 7 Dicembre riusciamo ad organizzare  la prima invernale. Mimmo propone il giorno,io l’itinerario,in ballottaggio tra Montea (una classica) e Dolcedorme versante sud.Si decide per la Montea che vorremmo salire lungo la  Serra del Finocchio,una alternativa qualora non si riesca a raggiungere Fontana di Cornia.Si lascia l’auto presso il famoso “Passo dello Scalone” posto a 740 m. lungo la strada che collega S.Agata d’Esaro con Belvedere Mar.mo, antico passaggio che collegava la Valle dell’Esaro con il Tirreno.
 



Dal passo si scende per intraprendere la sterrata che in breve giunge ai 596 m. di Renazzo laddove l’Esaro nasce dall’unione di due rami sorgentizi che scorrono dai fianchi delle irte pareti del Faghittello. Per fenomeni di permeabilità le sue acque compaiono e scompaiono sotto un alveo sabbioso ingombro di ciottoli e sassi di ogni foggia.





E’molto presto e il freddo si fa sentire (4 gradi);il primi bagliori  dell’aurora ci rapiscono mentre il Sole cerca di emergere illuminando la vallata. L’attacco di Serra Finocchio è una pettata tremenda e caratterizzata da un  terreno invaso da vegetazione bassa. Questo ci scoraggia non poco,considerando gli zaini pesantissimi e l’abbigliamento invernale. L’idea è quella di risalire il sentiero che costeggia più dolcemente il ramo sinistro dell’Esaro e che raggiunge il Passo della Melara,e poco prima del Passo del Faghittello piegando decisamente a destra seguendo un sentiero a mezza costa che rimonta la Serra proprio all’uscita del bosco. Un percorso che alla fine abbiamo giudicato decisamente lungo e macchinoso.





Comunque la vista lungo il crinale è grandiosa in tutte le direzioni,ma soprattutto verso il massiccio che racchiude le cime della Castelluccia,le tre vette del Cannittello,Serra Croce,La Caccia e il Petricelle,i cui crinali aguzzi e seghettati precipitano paurosamente nel Vallone del Canyon dell’Esaro. Guardando a Sud lungo la costa tirrenica svetta lontano ed innevato Monte Cocuzzo mentre il Sole riflette i suoi pallidi raggi sul mare. La giornata non è delle migliori e venti di cambiamento si intravedono in direzione N-O, ma ancora dobbiamo profondere uno sforzo enorme lungo le ripidi pendici dell’interminabile crestone,superando dapprima un’affilata ed aerea crestina con molta attenzione.




Infine ci innestiamo con il crinale principale della Montea con l’obiettivo di raggiungere i 1785 m. della prima cima,ove sorge il pilastrino che segna il punto trigonometrico. La nebbia,che da queste parti la fa da padrona ci raggiunge e ci investe scoraggiando ogni nostro tentativo di fare la seconda vetta;la stanchezza è davvero tanta. Gli ultimi cinquanta metri presentano ghiaccio,e senza calzare i ramponi  facendo molta attenzione,finalmente dopo sei ore raggiungiamo la cima. Per la discesa impegniamo il canalone che scende sul fianco occidentale di Serra del Finocchio intersecando in basso il sentiero intrapreso la mattina.





Una bella ascensione dunque e tutto sommato buona la prima,questo tentativo alla Montea per una via inedita,molto faticosa e lunga ma altamente appagante che regala visioni mozzafiato in tutte le direzioni. Questa montagna incantata davvero non si smentisce mai. Possa essere di buon auspicio per una stagione invernale esaltante ed appagante.