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venerdì 26 dicembre 2014

Parco del Circeo,Picco e cresta di Circe



















« ... Ecco, ed all'isola Eèa giungemmo, ove Circe abitava, Circe dai riccioli belli, la diva possente canora, ch'era sorella d'Eèta, signore di mente feroce. »

































Il Circeo,parco nazionale storico istituito nel 1934 è nato per tutelare un ricco insieme di biomi (associazioni di piante ed animali coesistenti determinata ed influenzata da fattori ambientali) caratteristici con una conseguente estrema ricchezza di specie oggi definita come biodiversità. E’ un piccolo e isolato massiccio montuoso che si erge sul Mar Tirreno, insieme al promontorio di Gaeta, come estrema propaggine meridionale della provincia di Latina, nel Lazio.



















Secondo la tradizione, con la sua nave, Ulisse sarebbe entrato in quella che oggi si chiama Cala dei Pescatori, sul lago di Paola, per poi rimanere vittima delle malìe della Maga Circe il cui profilo sarebbe oggi ancora visibile nella sagoma della montagna.



















Comunque,tra storia,leggenda e natura quella del 13 dicembre è stata una giornata che ha visto due sezioni Cai (Aprilia e Antrodoco)unirsi in una animata intersezionale per “conquistare” il caratteristico “Picco di Circe”.In mezzo al folto gruppo di partecipanti,vi ero anch’io, l’unico proveniente dalla Calabria apposta per il Circeo dopo aver contattato il capogita Paolo che ringrazio per la disponibilità e la cortesia.
 



































I 541 metri della vetta non devono trarre in inganno e non devono nel modo più assoluto snobbare quella che è a mio avviso un’escursione molto lunga e impegnativa,considerando l’attraversata integrale da Torre Paola al borgo di S. Felice Circeo.Si affronta già da subito una erta e dura salita dritta in massima pendenza per raggiungere il primo belvedere,quando invece il percorso dovrebbe essere servito di regola da un tracciato a tornanti.



















Al primo belvedere già ti si apre un fantastico panorama verso la Duna litoranea e i 20 km di spiaggia che da Sabaudia raggiungono la Marina di Latina ove sorgono i quattro laghi costieri di Paola,Caprolace, Monaci e Fogliano, piccoli bacini d'acqua salmastra e ideale rifugio per molte specie di uccelli acquatici. I laghi sono in realtà degli stagni costieri, con acque poco profonde (in media circa due metri) che comunicano con il mare attraverso una serie di canali che assicurano il ricambio idrico.
 

















Da questo punto ti rendi conto del tortuoso percorso sempre sul filo di cresta che devi compiere per raggiungere dapprima il “Naso di Circe”e dopo un faticoso saliscendi,il Picco,sempre immersi in una fitta macchia alta di leccio, associata, a quote più basse, al frassino minore, al carpino nero, alla roverella e al farnetto e deliziati al contempo da numerose fioriture di erica.




















Ora guardando a sud direzione mare emergono da un mare d’argento le pittoresche isole Pontine:Ponza e la piccola Gavi quasi unite tra loro,Zannone e Palmarola ad’Est e ad Ovest delle prime. Ventotene non è visibile a causa della foschia,mentre Ischia appare molto sbiadita guardando a sud est.



















Circondati da strapiombi impressionanti raggiungiamo a fatica la nostra meta,il Picco di Circe che dall’alto dei suoi 541 m domina l’intero Golfo di Gaeta e la pianura Pontina. Non è  finita;già con un colpo d’occhio ti rendi conto del percorso di cresta che ancora devi affrontare per raggiungere i lontanissimi ripetitori nei pressi dei quali una pista scende al centro storico di S.Felice Circeo.
 


































Stanchi ma immensamente appagati per gli stupendi scenari che questa terra leggendaria ha saputo regalarci prendiamo l’autobus che ci ricondurrà a Torre Paola dove mi aspetta  l’auto e il lungo viaggio di ritorno.