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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

domenica 22 febbraio 2015

Monte Cannitello da Serra La Croce

















Un fantastico e sontuoso Cannitello quello fatto con Pasquale Lunedì 16 Febbraio. E’ annoverato tra le cosiddette “Minori che contano”,un gruppo di cime che sovrasta la Valle dell’Esaro, satelliti della Montea,del Monte La Caccia e Petricelle. Comprendono il Monte Faghitello (1432 m.),Serra La Croce (1438 m.),il Cannitello (1464 m.) e La Castelluccia (1296 m.).Minori forse solo per quanto riguarda la quota ma di certo non dal punto di vista dell’ambiente selvaggio in cui sono collocate,dai panorami mozzafiato che offrono in tutte le direzioni e dalle atmosfere wilderness in cui ci si può immergere.



































































Una splendida cornice di selle e creste imponenti e aderte,segnate da enormi e strapiombanti bastionate rocciose e culmini acuti e seghettati,valloni dirupati,orridi profondi che si tuffano verso valle. A dominare la scena risalendo verso il bellissimo rifugio Belvedere è l’imponente parete ovest di Monte La Caccia ed è davvero inusuale vedere queste cime copiosamente innevate considerando la loro esposizione ad Ovest e di rimpetto al mare. 





































Una ascensione in cui  abbiamo praticamente indovinato tutto,dalle previsioni meteo in quanto quel giorno tutto il Pollino e l’Orsomarso erano chiusi da nubi grigie e fitte ad esclusione appunto dalla zona da noi battuta alla quantità e qualità della neve. Venticinque,trenta centimetri semicompatta da non richiedere assolutamente l’uso delle ciaspole ma neanche dei ramponi,insomma una camminata piuttosto agevole su una neve perfetta. 






























Partenza dai 730 metri di Trifari, ridente frazione montana di Belvedere Marittimo. Non appena usciti dall’auto un simpaticissimo volpino che chiamiamo Willy si precipita scodinzolante verso di noi in cerca di coccole e avventura. Ci seguirà fino in cima e ritorno,diventando in tal modo il nostro cane guida. Il sentiero,ben tenuto è utilizzato anche da frotte di fedeli in occasione della festa della Santa Croce . Il 22 giugno ha luogo un pellegrinaggio con processione che parte appunto da Trifari e giunge alla piccola chiesetta posta su Sella Croce costruita nel 1935 in cui si celebra una Messa che rappresenta una grande attrazione per i numerosi turisti che vi partecipano.

















Quì il panorama ti rapisce,alle nostre spalle il litorale tirrenico all’altezza di Belvedere e Diamante dove occhieggia l’isola di Cirella e all’orizzonte si intravedono tre delle isole Eolie,Stromboli fumante fra tutte. Verso sud i valloni dirupati di Monte Cannitello e alla nostra sinistra l’imponente parete Sud Ovest e gli orridi canaloni di Monte La Caccia che si incuneano verso la frastagliata cresta di vetta festonata da pini loricati.
















A quota 1100 incontriamo la neve,prima a chiazze e poi abbondante per cui sarà necessario indossare le ghette.Il sentiero prosegue fino ad intersecare un fosso superabile attraverso comodi ponticelli in legno all’altezza di un abbeveratoio che troviamo ghiacciato. Subito dopo, snodandosi su terreni erosi,dalla fine e grigia ghiaia calcarea,sempre in mezzo ai pini,zigzagando e guadagnando quota raggiungiamo il Rifugio Belvedere a 1335 m.,unico rifugio insieme a quello di Piano Gaudolino di “tipo alpino” nell’areale del Pollino, ovvero raggiungibile soltanto a piedi. La pittoresca baita è gestita dall’associazione “Amici della Montagna”di Belvedere Marittimo.
















Le condizioni climatiche ora cambiano improvvisamente. Folate di vento da Est cariche di umidità portano nubi a banchi le quali affacciandosi dalla linea di cresta sul mare e trovando l’alta pressione vanno a sfaldarsi. L’atmosfera è surreale,sembra essere sospesi fra cielo e mare in uno scenario di cime aguzze,pini loricati e valloni dirupati. Ora bisognerà impegnare in un saliscendi la cresta che da Serra La Croce si snoda tortuosa fino al più distante Cannitello che si erge imponente dando la sensazione di essere molto più elevato di quanto sia.



















Intanto il nostro buon Willy si impegna come un matto andando avanti e indietro sulla neve seguendoci o precedendoci. Prima di impegnare la dura erta finale che ci condurrà dritta sulla vetta più alta del Cannitello effettuiamo una breve digressione verso una sua anticima molto panoramica.
































Dalla cima del Cannitello il panorama si apre ancor più maestoso verso la profonda gola dell’Esaro sormontata dalle due cime del Faghitello e dalla Montea.Monte La Caccia le fa da contraltare precipitando repentinamente verso il mare. Il litorale tirrenico con l’isola di Cirella e i centri di Belvedere Marittimo e Diamante piccoli sotto i nostri piedi, mentre a sud chiudono la fantastica linea di cresta le altre due cime più basse del Cannitello con la vetta più arrotondata de La Castelluccia. 
















































Davvero strano il contrasto scendendo poi lungo il sentiero dell’andata incontrando aria più calda con il mare di fronte. Sembra di tornare da una escursione fatta in primavera. Il cagnolino che in vetta ci aveva abbandonato ricompare improvvisamente ad un quarto d’ora dall’auto. Sempre contento e scodinzolante oggi è stato il protagonista di una bella giornata trascorsa tra le nevi delle sue montagne.