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mercoledì 29 giugno 2016

Serra Crispo e il Giardino degli Dei




Qualche tempo fa mi chiedevo come mai il Parco Nazionale del Pollino non fosse stato ancora inserito nell'Unesco diventando in tal modo  patrimonio dell' umanità, riflessione legittima visto che, se vogliamo prendere in considerazione un solo parametro, vegetano nel suo areale i monumentali pini loricati, unici al mondo e degni quindi della massima tutela e protezione.



Ed eccomi accontentato. Il 17 novembre 2015, i 195 Stati membri dell'UNESCO, nell’ambito della 38° Sessione Plenaria della Conferenza Generale dell'UNESCO, hanno riconosciuto la Rete dei Geoparchi Mondiale quale Progetto prioritario dell’UNESCO. Tutti i 120 membri della Rete Globale dei Geoparchi hanno quindi ottenuto il riconoscimento di Unesco Global Geopark. Tra questi è presente il Pollino Geopark e da ciò ne consegue che tutto il territorio del Parco del Pollino è entrato a far parte del Patrimonio dell’UNESCO.



Se c’è un luogo nel Pollino che meglio rispecchia le caratteristiche suindicate  è il versante occidentale del gruppo Serra delle Ciavole Serra di Crispo con la piccola Serretta della Porticella nel mezzo, separate dalla Grande Porta del Pollino.



Qui infatti vi è la più alta concentrazione di pini loricati di tutto il parco, e non solo. Su Serra Crispo in particolare vegeta una popolazione di una bellezza tale da ricevere in passato l’appellativo di "Giardino degli Dei".



Serra Crispo e' stata la meta della mia uscita in solitaria del 18 giugno scorso, ben  11 anni dopo l'ultima volta su questa cima. Le sensazioni che ti trasmette questo luogo incantato sono indescrivibili, passeggi in mezzo a quegli esemplari straordinari guardandoti intorno con un senso di stupore e di meraviglia simile a quella di un bambino davanti ad un giocattolo nuovo. E' un vero paradiso.


Ho voluto compiere un giro "inedito" per chi proviene da Colle Impiso, e cioè raggiungere la sua base attraversandola interamente per attaccare  la cresta nord, percorrerne il filo, scendere dalla parte opposta, salire la Serretta e tornando all'Impiso dai Piani. Nota piacevole la presenza di alcune mandrie di cavalli a brado che pascolavano indisturbati nei pressi della sorgente del Frido, la più elevata del Pollino.



La giornata molto calda e afosa impone la massima protezione e per sfuggire all’afa cerco di camminare il più possibile lungo il bordo del bosco seguendo il corso del torrente Frido. In realtà non amo molto andare su queste cime in piena estate e in condizioni di grande caldo ma ho bisogno di mettere a tiro le gambe in vista di prossime uscite che si preannunciano molto impegnative.



































Da Colle dell'Impiso a Piano Toscano impiego poco più di un'ora. Il tempo di rifocillarmi e bere un po' di liquidi  e mi avvio  lungo il Frido sfruttando il più possibile l'ombra degli alberi fino alla Grande Porta. A questo punto invece di iniziare la salita comodamente nel punto più vicino, percorro il sentiero che proviene dalla Madonna di Pollino, fino a che rientrando nella faggeta e girando a destra ad un bivio  prendo subito l'attacco della cresta Nord.




La salita è dura e il caldo si fa sentire tutto. Ho bisogno di fare molte pause all'ombra dei loricati per recuperare. Finalmente giungo in alto dove appare in tutta la sua bellezza il Giardino degli dei. L’ intento è quello di raggiungere la cresta che si affaccia ad Est e per questo devo traversare dalla parte opposta. Raggiunto filo il paesaggio è ancora più sublime perché ti affacci su una balconata che permette una vista mozzafiato sull'alta valle del Raganello e a 360 gradi su tutte le cime più elevate. Peccato che l'afa e la foschia impedisca una visione nitida del panorama, che comunque è in assoluto tra i più stupefacenti del Pollino.



































Un'altra nota incredibile è  lo spaventoso sfasciume della roccia marcia della parete est. Qui come forse da nessuna altra parte sembra che mezza montagna, in prossimità della Grande Porta, si sia completamente sbriciolata in una paurosa rovina di massi. E che dire dei pini loricati abbarbicati in  precario equilibrio che sopravvivono a tutto e purtroppo anche quelli morti a causa dei crolli e colpiti da fulmini e per altre cause. Tutto il paesaggio in questo luogo è grandioso e spettrale allo stesso tempo.



 






























Dopo essermi saziato all’inverosimile di tanta bellezza scendo sempre rasentando gli strapiombi dirigendomi verso la Serretta della Porticella che misura 2000 m tondi. Da questo punto appare maestosa la parete Est di Serra delle Ciavole con il bosco della Fagosa che si protende dai suoi piedi distendendosi a perdita d’occhio immenso e sconfinato.


Chiudo infine questo spettacolare anello passando per la sorgente del Frido, ammirando alcuni esemplari di alberi serpente, un’altra bizzarria di questi luoghi e ritornando infine sui miei passi fino alla sterrata che conduce a Colle dell’Impiso. Un’escursione piena di soddisfazione, appagante e rigenerante allo stesso tempo.

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