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martedì 25 dicembre 2018

Serra del Prete Cresta Nord (tentativo)


Avevo atteso con ansia la prima invernale sul Pollino visto che alle prime nevicate tra impegni vari e cattivo tempo non ero riuscito a muovermi.E’ arrivata sabato 22 dicembre e purtroppo è andata male perche’ ci siamo dovuti ritirare a quota 2060 m dalla cresta Nord di Serra del Prete,la terza elevazione del Pollino.Si tratta di una ascensione non difficile sia per l’avvicinamento che è zero sia perché le pendenze tranne la rampa terminale non sono considerevoli anche se da Colle Impiso il dislivello è di 600 m.Questo ti fa comprendere come a volte la natura impone la sua legge nonostante ti muovi su un terreno facile.



Il programma era in realtà diverso, molto più ambizioso. Avevamo pensato di fare un lungo ed impegnativo giro per attaccare infine la Cresta Nord di Serra Crispo o tentare l’alpinistica via di Lupi sulla Nord del Pollino. Dopo il solito giro di messaggi restiamo in due e le previsioni non sono neanche malvage, il simbolo è nuvola e sole con rialzo termico. ”Alla faccia del bicarbonato di sodio” avrebbe detto Toto’ perché in quota avremmo trovato condizioni di pieno inverno con almeno zero gradi o forse meno.Da qualche tempo queste benedette previsioni meteo sono diventate una sorta di mistero della fede,una branca nella quale anche gli addetti del mestiere pare stiano trovando difficoltà nell’elaborare modelli di previsione precisi ed attendibili.L’unica certezza e’ che la neve e’ scarsa,si parla di una decina di cm circoscritta nella parte centrale del massiccio nei versanti a nord ad una quota di 1600 m. in su.Infine si decide di non portare attrezzatura alpinistica e fare l’anello su Serra Crispo. 


In autostrada prima di Capotenese un vento fortissimo proveniente da ovest porta improvvisamente nuvoloni neri e pioggia che in breve tempo investono la montagna. Con grande incredulità andiamo avanti speranzosi che le cose possano migliorare. L’altra incognita riguarda il fondo stradale. Non ho montato ancora gomme termiche ma dalle scarse notizie pare che Colle dell’Impiso si riesca a raggiungere. Riusciamo a passare Colle del Dragone,un punto delicato ma aimè un chilometro prima di Piano Ruggio ci dobbiamo arrendere perché ci imbattiamo in tratti di vetrato superabili solo con un buon fuoristrada probabilmente. 


























In ogni caso ci avviamo verso il pianoro sperando di trovare neve nei versanti esposti a Nord di Timpone Capanna,almeno per restare in zona ma niente,solo nebbia e desolazione totale.L’unica soluzione che ci rimane è raggiungere Colle Impiso a piedi che sono cinque chilometri e attaccare la cresta nord di Serra del Prete, almeno sul quel versante la neve ci sta di sicuro.Dalla cima avremmo poi attraversato i pianori di vetta per discendere dal lato opposto guadagnando Piano Ruggio e l’auto li vicino. 



























Ci affrettiamo a percorrere a piedi la strada asfaltata che dopo Vallone Zaperna è una sottile lastra di ghiaccio impercorribile. Finalmente raggiungiamo la nostra localita’ di partenza a 1575 m dopo circa un’ora e intraprendiamo il sentiero diretto per la cima. Guadagnando quota troviamo la neve che man mano aumenta fino ad una decina di centimetri non di piu che in compenso é bella compatta e croccante.Superati i 1900 m della fascia boscosa dopo aver risalito un pendio ripido colpito un paio d’anni fa da una slavina usciamo allo scoperto.A parte la nebbia piuttosto fitta per il resto sembra relativamente tranquillo,ma non appena raggiungiamo il filo di cresta siamo investiti dal vento fortissimo proveniente da ovest.Impetuoso e bagnato di nebbia umida non ci consente di andare molto lontano.


La nebbia si fa piu’ fitta tanto da perderci quasi di vista con il compagno. Unico riferimento gli omini di pietra che intravediamo appena mentre noi sembriamo due fantasmi persi nella nebbia. Tentiamo di tamponare la furia del vento procedendo riparati al di sotto della cresta ma come ci affacciamo la bufera ci blocca. A questo punto a quota 2060 m. realizziamo l’amara conclusione di battere in ritirata. Proseguire oltre con visibilità zero e vento forte non avrebbe alcun senso. Ci tocca ritornare sui nostri passi e ripercorrete a ritroso l’intero percorso dell’andata. 

Chi poteva pensare che una montagna non difficile un giorno mi avrebbe detto di no. Oggi ha vinto lei ed è anche giusto cosi perche’ di tanto in tanto devi ricordarti di non sfidarla, che non c’è nessun trofeo da conquistare e che sicuramente ed anche a breve ci saremmo rifatti, e allora alla prossima.