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lunedì 23 aprile 2012

Parco del Cilento:Canalone del Cervati


























10 Aprile 2012. Nonostante i capricci del meteo, continua l’avventura alpinistica su ghiaccio-misto e questa volta i miei passi mi conducono a nord del Pollino dove sorge un altro gigante:il Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano. Con una superficie di 181.048 ettari è il secondo d’Italia per  estensione. 


“L'area protetta corrisponde oggi alla parte meridionale della provincia di Salerno, compresa tra la piana del Sele a Nord, la Basilicata a Est e a Sud, e il mar Tirreno ad Ovest. Comprende, in tutto o in parte, i territori di 8 Comunità Montane e 80 Comuni. Dal 1998 è Patrimonio dell'umanità dell'Unesco (con i siti archeologici di Paestum e Velia e la Certosa di Padula), dal 1997 è Riserva della biosfera e dal 2010 è il primo parco nazionale italiano a diventare Geoparco.” (Wikipedia)


 Destinazione Monte Cervati che con i suoi 1898 m è la vetta più elevata del Parco. Via di salita il fantastico canalone N,N-E. Si parte da Sala Consilina con Mimmo (che qui gioca in casa) e Rocco,pregiato scalatore di Potenza conosciuto l’anno scorso in occasione della salita al canalone N-O di Montea.Lungo la strada montana tocchiamo i territori di Sassano e Monte S.Giacomo giungendo così alla nostra località di partenza,Valle Scura. Una bella impennata iniziale per rompere gli indugi lungo il sentiero che costeggia un pittoresco torrente e raggiungiamo un ampio pianoro dove facciamo una breve sosta. Riprendiamo nella faggeta fino ad una successiva radura dove ci appare la mole dolomitica del colosso campano e la nostra via di salita (e di discesa).


 
“È un monte singolare e caratteristico. Già dall'autunno appare ricoperto dalla neve, che permane a lungo fin nella tarda primavera, giacendo nelle conche sommitali e nei canaloni: in una zona chiamata la "Nevera" (mt. 1785), un profondo inghiottitoio carsico, la neve permane perenne, schermata dalle oscure ombre delle bianche rocce.”(digilander.libero.it/allegracore)

























Arriviamo alla base dei due canali che appaiono maestosi e alquanto intriganti,incassati fra alte e strette pareti calcaree. Una di esse è ancora ricoperta dalle stalattiti di ghiaccio nonostante siamo quasi a metà Aprile. Ci leghiamo in “conserva” e ci avviamo verso il canale di sinistra. Mimmo guida la cordata. Superato il tratto di slavina ci incuneiamo opponendo le punte dei nostri ramponi a lastre di ghiaccio vivo alternate a strati meno compatti dovuti all’ultima nevicata e che fanno da coperta al ghiaccio sottostante.

























La pendenza aumenta durante la progressione,35 gradi alla base fino ai 55 e ai 60 dell’uscita. Spettacolare ed elegante è uno dei più bei canali che abbia mai risalito. Alla fatica della risalita in se si aggiunga quella di riuscire a realizzare foto e riprese con la mia digitale,operazione che,in quelle condizioni può essere anche rischiosa in quanto  è necessario usare due mani che inevitabilmente devono abbandonare le sicurezze delle piccozze piantate nel ghiaccio. Dunque è necessario collegare una “longe” alla piccozza bloccata nel ghiaccio,mentre si fanno le riprese. Dopo un’esaltante uscita siamo fuori,al bordo della parte sommitale.






















“E’ una sorta di vasto altopiano formato da due catene quasi parallele e leggermente arcuate, un continuo susseguirsi di cime tondeggianti separate da enormi crateri allungati di natura carsica. Quella che guarda verso il Tirreno ha le cime arrotondate e più alte; l'altra, che è rivolta verso l'interno, è più accidentata, con torri, denti, guglie strapiombanti sul sottostante bosco con salti vertiginosi.” (digilander.libero.it/allegracore)
La giornata è splendida e permette di spaziare con lo sguardo a 360 gradi fino alle lontane cime del Sirino e del Monte Alpi verso S-E. Dopo una foto su un vertiginoso salto roccioso ci apprestiamo a scendere lungo l’altro canale,più aperto e meno pendente;comunque la marcia viene effettuata in “retromarcia” fino a raggiungere pendenze più dolci in basso. Niente di meglio dopo l’ennesima fatica che consumare la nostra colazione nei pressi di una copiosa sorgente di fronte alla massiccia mole della Motola facendosi cullare da una dolce brezza proveniente da Ovest. Anche oggi è andata bene,bella salita,tempo splendido,ottimi compagni d’avventura.
Ed'ecco in esclusiva il video più completo dell'ascensione al Canalone N-E del Cervati

giovedì 12 aprile 2012

Lupi nella notte




Notte tra il 31 Marzo e il 1 Aprile. Le notturne in montagna mi hanno sempre ispirato,ancor più se in ambiente innevato. Due lupi nella notte verso il Monte di Apollo protesi in avanti con l’imperativo di cogliere la nascita del nuovo giorno,una splendida alba con il sole che sorge dal fianco meridionale di Serra delle Ciavole .Ancor prima,il fascino di avanzare in perfetta solitudine nella neve candida,nell’oscurità più totale;neanche il biancore della luna ad accompagnarci,com’era sempre accaduto in precedenza. Da sogno spegnere le frontali giunti ai piani di Vaquarro e più su ai Piani di Pollino e farsi rapire dalla magia di un cielo stellato come non esiste altrove. Illuminati soltanto dalle miriadi di stelle e dalla scia della Via Lattea che impera su tutto il firmamento. Si giunge così all’attacco della Via dei Lupi prima dell’alba che catturiamo ed immortaliamo a metà canale,sempre ripido ed elegante fino alla spalla, prima di affrontare la seconda rampa ghiacciata e baciata dai primi raggi del Sole.







































































Sul crinale e sulla cima quasi assenza di neve, spazzata dal vento,strano fenomeno questo che ha caratterizzato le vette del Pollino durante questo rigido inverno appena trascorso. Ed infatti ci accoglie un maestrale fortissimo che ci costringe ad indossare le giacche e ad accovacciarci per consumare una colazione frugale prima di impegnare la cresta Nord e poi il canalone Sud-Ovest,che ormai utilizziamo come via di discesa,rapida e diretta. A Gaudolino uno sciatore solitario si avvia verso la Normale cercando di valutare ad occhio la consistenza del manto nevoso. Ormai il sole è alto,la neve molle rende quasi indispensabile l’uso delle ciaspole fino all’auto che ci aspetta al Colle dell’Impiso. Il Sole è alto e caldo oggi sul Pollino ma nella mente e nel cuore rimane indelebile la magia di questa notte buia e profonda sospesa nel silenzio irreale tra neve e stelle. 





sabato 7 aprile 2012

" I Diavoli ballano sul Pollino" (Pollinya) video

Con il video relativo al post precedente vorrei rendere un po giustizia ai compagni d'avventura Franco e Massimo che rivendicano l'apertura di questa via.Sintetizzo il tutto nell'ultimo commento del post precedente da parte di Max:

" Il canalino iniziale era considerato una "possibile" variante di Pollynya quando non era ancora stato percorso. L'anno scorso, quando è stato aperto, si è continuato verso l'alto, ignorando Pollynya, facendolo parte iniziale di una via totalmente nuova, appunto: "I Diavoli Ballano Sul Monte Pollino" della quale avete fatto la prima ripetizione. Quindi, allo stato attuale delle cose, facendo il colatoio iniziale, e poi deviando sulla parte finale di "Pollynya", sarebbe più corretto parlare di un concatenamento tra i tiri iniziali di "I Diavoli..." e i tiri finali di "Pollynya"...

Comunque il mio parere è che la via era stata aperta tempo fa da Guido Gravame di Roccia&Resina,con un attacco diverso da quest'ultima.La seconda ascensione doveva servire esclusivamente a "raddrizzare"l'originale Pollinya e rimanere come tale,anche perchè il contrafforte Ovest dove si sviluppano Squirrel,Dyrekta,Pollinya ecc.è un dedalo di canali,pareti,cenge dove è facile modificare ognuna di queste vie.