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L'escursionismo è una pratica più romantica, quasi “sognante” e meditativa molto più di quanto non lo sia l'alpinismo dove la concentrazione è assai più determinate per l'uscita. Una differenza apparentemente sottile ma essenziale, una differenza che rende l'escursionismo una attività completamente diversa dall'alpinismo. Ben inteso, considerazione questa che non toglie nulla ne all'una ne all'altra delle due attività di montagna.


Giorgio Carrozzini

sabato 30 luglio 2011

Pollinello,Cresta di Celsa Bianca al Dolcedorme

Ancora sul tetto del Meridione,Serra Dolcedorme,questa volta  con Gianni e,siccome ogni promessa è debito, il suo sogno di conquistarne la cima diventa realtà. Per rendere più avvincente la salita,penso di fare un bel giro,lungo ma allo stesso tempo panoramicissimo seguendo una straordinaria via di cresta,quella delle Murge di Celsa Bianca passando per la vetta del Pollinello.La giornata è bella ma molto ventosa e fresca,mi fa un po’ senso rivedermi nelle immagini nel periodo estivo con la giacca in gore-tex.
La partenza è da Colle Impiso molto presto,come mia abitudine fare per  raggiungere il Pollinello lungo il sentiero classico che passa per Colle Gaudolino,aggira gli scoscendimenti occidentali di Monte Pollino e si affaccia sugli strapiombi di Gaudorosso,splendido sentiero che a tratti sembra scavato nella roccia. Sul Pollinello grandi panorami si aprono verso la piana di Castrovillari e Morano e i Monti di Orsomarso.Da qui rinunciamo al sentiero che si inoltra nel Bosco Pollinello che riemerge  nei pressi della Sella Dolcedorme e affrontiamo di petto la cresta di Celsa Bianca scendendo prima al Varco del Pollinello.Dal varco uno spettacolare sentiero scavato nella roccia scende a Valle Piana. Il tratto di cresta iniziale è una rampa piuttosto impegnativa,a tratti un po’ esposta che si affaccia sui ripidi canaloni occidentali in un paesaggio di rocce e pini loricati.




Finalmente rimontiamo sul filo di cresta che ci porterà dritti su Timpa di Valle Piana,non senza godere di fantastiche visioni sui canaloni dirupati che si impennano verso la vetta di Serra Dolcedorme.La fatica è tanta e il vento sempre teso da Nord non ci da tregua,ma finalmente siamo alla pettata finale per la cima che raggiungiamo in una buona mezz’ora. Gianni alza le braccia al cielo e con un urlo strozzato dalla fatica e un po’ barcollante dice:”ho vinto!”.Bello raggiungere il Dolcedorme facendo questo giro,sicuramente lungo,come osservavo all’inizio ma molto appagante,forse uno dei più belli in assoluto che consiglio vivamente in alternativa alla via normale di salita da Nord.

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