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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

sabato 25 settembre 2010

Serra delle Ciavole "a modo mio"

Sono convinto che nella pratica dell’escursionismo, dopo aver acquistato una buona esperienza e conoscenza del territorio si debba smettere di seguire passivamente un gruppo o una guida a testa bassa senza preoccuparsi eccessivamente dei problemi relativi all’orientamento ,al territorio circostante o su possibili varianti al percorso. Bisogna attivare altri sensi come l’istinto,guardarsi attorno,setacciare con lo sguardo ogni cresta,ogni valle,seguire il profilo della montagna per cercare e creare vie alternative. Così ho fatto in una mia solitaria su Serra delle Ciavole che con i suoi 2130 m. è la quarta vetta del Pollino. Lungo questa splendida bastionata rocciosa a ridosso della Piana di Pollino vegetano centinaia di pini loricati che sembrano sfilare in processione,di ogni dimensione,forma ed età. Presso la Grande Porta del Pollino,tra Serra Ciavole e Serra Crispo sono adagiati i resti di quello che era il simbolo del Parco del Pollino,”Zi’Peppe”,bruciato tempo fa da balordi contrari all’istituzione dell’area protetta.



Salire su questa splendida vetta dal versante Ovest non è difficile,il dislivello viene colmato piuttosto dolcemente .Ho voluto tentare invece la risalita dalla Cresta N-O inizialmente in arrampicata (parete di 50 m.,L3, IV-)in autoassicurazione e poi in un divertente saliscendi lungo il filo di cresta superando e aggirando le rocce tra pungenti ginepri emisferici,piccoli faggi e spettacolari pini loricati abbarbicati lungo la strapiombante parete Ovest. Da essa risalgono impervi canaloni molto interessanti da risalire d’ inverno con piccozza e ramponi. Di fronte,la mole di Sua Maestà il Dolcedorme domina incontrastato il paesaggio e la lunga cresta dell’”Infinito” che corre lungo i Monti Manfriana chiudendosi con Timpa del Principe



Raggiungo così il primo culmine a 2127 m. Non sarà un problema seguire il filo di cresta e dopo qualche facile arrampicata su massi di roccia conquistare la cima più alta dalla quale il panorama è mozzafiato,soprattutto verso Est da dove precipitano paurosi dirupi verso valle. Da qui si domina la Valle del Raganello con l’impressionante parete Ovest della Timpa di S.Lorenzo alta circa 800 m. a strapiombo sul torrente che fa da contraltare alle più alte vette del Parco. Più a sinistra la Falconara,altro dente roccioso che emerge da una “gengiva” d’argilla (così la definisce Giorgio Braschi) meta di impavidi rocciatori. In lontananza l’alpestre profilo di Monte Sellaro chiude il quadro. Impressionante poi il bosco della Fagosa,una immensa distesa verde che riveste la valle a perdita d’occhio.



Nella discesa verso la Piana di Pollino è un vero spettacolo osservare frotte di pini loricati che pacatamente vegetano nel loro habitat naturale. Cerco di rintracciare l’esile sorgente del Frido,la più alta del parco ma non la trovo. Evidentemente a fine estate è secca ma non fa niente. Intraprendo così la via del ritorno pensando ai cavalli selvatici che pascolano indisturbati e incuranti della mia presenza dandomi quella sensazione di libertà che solo qui,da queste altezze riesco a trovare e che i complessi ingranaggi della vita di oggi purtroppo ci priva.


3 commenti:

falcotrek ha detto...

un post da "esploratore" in solitaria: passione, istinto, tecnica di chi cerca di andare sempre un po' più in là: oltre l'ordinario, oltre le consuetudini, oltre i percorsi fatti
Davvero Complimenti
a presto
P.

Gianpiero Lauria ha detto...

complimenti: seguendo l'istinto e uscendo da ciò che per noi è diventato consueto si può scoprire nuova bellezza.

dolcedorme ha detto...

Rimani sempre un GRANDE... Vediamo di organizzare qualcosa insieme prossimamente!
Intanto anch'io ho aggiornato il blog dopo una vita...
A presto!