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domenica 2 settembre 2018

Raganello preludio alla tragedia

Dopo alcuni giorni di smarrimento e profondo dolore per l'accaduto nelle gole del Raganello in quel maledetto Lunedi 20 Agosto vorrei esternare i miei pensieri e cercare di trasmettere le impressioni che ho vissuto dai tre giorni prima della tragedia quando ho percorso lo stesso tratto di gole in cui 10 escursionisti hanno perso la vita. Pubblico alcune foto solo per la cronaca e per dare un'idea della natura geomorfologica di questo ambiente ai profani e a chi non è ferrato in materia di torrentismo. Il canyon del Raganello è una perla del Pollino, una gola tra le più belle e lunghe d'Europa con pareti strapiombanti che si innalzano anche per 500 m. Un luogo magico di straordinaria selvaggia bellezza e ricca di fascino.

Dalle prime sparute frequentazioni risalenti a trent'anni fa da parte degli appassionati nonché temerari che li si avventuravano senza attrezzature specifiche, via via si è sviluppato un movimento che ha cominciato a coinvolgere sempre più turisti ed escursionisti portando alla formazione di associazioni che hanno contribuito alla propagazione della conoscenza di questi luoghi. Negli ultimi anni qualcuno ci ha anche visto una sorta di gallina dalle uova d'oro e sono in tal modo partite le visite guidate dietro compenso da parte di ragazzi formati e preparati tecnicamente sui percorsi di forra. Questo è stato positivo perché è servito da volano all'economia locale e ha altresì tamponato in buona parte quel fenomeno che vedeva improvvisate armate Brancaleone che si avventuravano nelle acque del Raganello avendo scarsa o nessuna conoscenza di quella tipologia di percorsi.
 

Purtroppo però chi comincia a praticare questo tipo di attività per "mestiere" ripetendo ogni giorno lo stesso itinerario durante tutta l'estate,potrebbe divenire succube dell'abitudine come se vendesse pacchetti turistici preconfezionati facendo inevitabilmente abbassare la guardia verso i pericoli oggettivi ed assopire quel senso di allerta e consapevolezza che ti fa fermare quando è il caso di farlo. Venerdì 17 dopo l'escursione ho proprio avvertito nell'aria questa sensazione, che il Raganello fosse diventato una sorta di luna park o un acqua park se preferite, dove il divertirsi a tutti i costi prende il sopravvento sul buon senso accompagnato dall'autoconvincimento anche inconscio che siccome non è mai successo niente intendendo episodi gravi, non succederà mai niente.

Non voglio fare retorica spicciola ma una vocina pareva mi dicesse che quel "giocattolo" prima o poi si sarebbe rotto. Vorrei ricordare che il toponimo Raganello deriva da "ragare" cioè raschiare e si rifà alla caratteristica peculiare di questo torrente a trascinare pietre e detriti durante le piene. Le gole alte, quelle in territorio di San Lorenzo Bellizzi si chiamano anche Gole di Barile perché gli abitanti del piccolo borgo durante le piene sentivano che il torrente trascinava i massi producendo un suono simile a quello dei barili che rotolano su un selciato. Ciò significa che il Raganello possiede questo carattere turbolento e i vecchi del paese lo sanno bene e lo hanno sempre saputo.
 

E arriviamo così al fattore meteo. Già trent'anni fa Giorgio Braschi nella sua guida "Sui sentieri del Pollino" aveva avvertito a caratteri cubitali di non avventurarsi nel fondo delle gole quando il tempo è incerto per il pericolo di piene improvvise e travolgenti. Personalmente sono vent'anni che percorro il fondo delle sue gole e queste parole mi sono sempre rimaste impresse.Qualcuno dirà che a Civita non pioveva ma questo è stato l'inganno peggiore perché quando si verifica un forte temporale a San Lorenzo Bellizzi accade che le acque vengono velocemente convogliate a monte grazie anche al terreno argilloso di quella conca incanalandosi nella forra alta e stretta e giungendo a Civita con una violenza inaudita, come una cannonata, uno tsunami. Lo stesso Braschi ammette però che negli ultimi anni durante i temporali estivi il livello del torrente si alzava soltanto di qualche decimetro ma non si è fatto i conti con il meteo eccezionale di questo lunatico mese di Agosto che sta provocando trombe d'aria, nubifragi, fulmini e quant'altro. Stiamo assistendo infatti a temporali improvvisi e bombe d'acqua che si formano quotidianamente dal primo pomeriggio e localizzati in piccole aree rendendoli assolutamente imprevedibili e letali.
 

Inoltre è necessario rammentare la pericolosità delle fiumare calabresi in queste condizioni meteo, che in un secolo hanno causato la morte di 500 persone e più di recente hanno fatto sei morti a Crotone nel 1996 e 13 morti travolti da un torrente a Soverato nell'ottobre del 2000.Purtroppo un po' in tutta Italia le lezioni, anche quelle severe che ti impartisce la natura, dopo breve tempo finiscono nel dimenticatoio. Come ricordava l'ex assessore di Civita e promotrice del territorio Stefania Emmanuele in una sua recente intervista "la natura non è assassina, è potente"

Decido di fare il Raganello Venerdì 17 Agosto e qualcuno già ironizza sulla data non proprio congeniale ai superstiziosi. Consulto vari siti meteo e tutti concordano che nella mattinata non pioverà su tutto il massiccio mentre i cumulonembi si formeranno a partire dalle 13. Mi accordo con Falk, alla sua prima esperienza di torrentismo e lo prego di ritrovarci a Civita per le 7.30 in modo da scendere nelle gole massimo alle 8.30 e uscire dal Ponte del Diavolo a mezzogiorno perchè dopo sarà rischioso. Per questo rinunciamo al percorso lungo, quello che parte dal Ponte d'Ilice proprio per non indugiare all'interno delle gole. Usciamo alle 11.30 e ci dirigiamo all'auto per cambiarci e qui troviamo una marea di turisti in procinto a scendere in acqua con le guide mentre in cielo si stanno già formando nuvoloni temporaleschi. Nessuno però, guide e torrentisti sembrano curarsi minimamente dell'aspetto del cielo mentre io e il mio compagno restiamo assolutamente attoniti. Sembra che nonostante tutto lo spettacolo debba continuare, "The show must go on" come cantava qualcuno tempo fa.
 

Ma veniamo a Lunedì.Cosa è accaduto? Erano state diramate tre allerte meteo gialle con i soliti temporali che si sarebbero formati dalle 13 proprio sul versante nord del Dolcedorme e su tutta la conca che circonda la valle del Raganello in territorio di San Lorenzo Bellizzi. Un escursionista che quella mattina aveva deciso di salire sul Pollino partendo da Valle Piana racconta:"All'altezza del Pollinello non sono riuscito ad evitare la tempesta e la montagna mi ha ricordato con tutta la forza che non la si deve sottovalutare. Nonostante il concreto rischio di rimanere fulminato sono arrivato sano e salvo e soltanto bagnato al bivacco Gaudolino e poi a tempesta passata rientro per colle Impiso".Una tempesta di tale portata che i vecchi di San Lorenzo Bellizzi avrebbero detto di non aver mai visto tant'acqua in cinquant'anni. Questo è bastato a causare la tragedia. Mentre io e il mio amico venerdì eravamo piuttosto in ansia di finire in mattinata, dall'altra parte ho visto molta leggerezza nel valutare le condizioni meteo.
 

Cosa succederà adesso? La macchina delle indagini è inevitabilmente partita. Ci saranno sicuramente responsabilità e si prenderanno provvedimenti per il futuro dell'area già di per se martoriata dal punto di vista economico. Spero solo non si arrivi al proibizionismo estremo e che si usi buon senso anche perché nonostante tutto si è trattato di un evento eccezionale che nessuno poteva immaginare di tale portata.Per il resto semplicemente non mi arrogo il diritto di esprimere giudizi su singoli e istituzioni anche se purtroppo al momento varie ordinanze comunali stanno impedendo la fruizione di corsi d'acqua,grotte,falesie e quant'altro,interdizioni tuttalpiù dettate dall'atmosfera di psicosi generale di cui si sono impadronite le varie istituzioni.  

Auspico soltanto che il Pollino e con esso l'area del Raganello non vengano mortificati a causa di questo evento funesto ma eccezionale e riconquisti quel posto che giustamente gli spetta ritornando il più presto possibile a brillare quale motivo di vanto ed attrazione, non come un luna park ma per ciò che realmente è, un'area di grande interesse naturalistica, paesaggistica, storica, per la sua notevole biodiversità e selvaggia bellezza ma soprattutto come un'area protetta. Che riacquisti la sua antica identità e si ritorni ad apprezzarne i sui autentici valori.E che divenga un monito e preso come esempio in tutte le aree protette.




















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