Raggiunto
“Campo Base” ci attende l’enorme tronco secco riverso in terra. Sono trascorse
4 ore da quando abbiamo lasciato il fuoristrada a Valle Piana (900 m.)e siamo
notevolmente stanchi e provati. La via è stata resa proibitiva dalle abbondanti
nevicate dei giorni precedenti,30,40 centimetri di neve farinosa e ogni passo
una via crucis. Ingannati dalle basse temperature registrate nella notte
abbiamo deciso ugualmente di muoverci sperando di trovare ghiaccio a sud.
Abbiamo
cavalcato lo spettacolare crestone dei loricati attraverso passaggi aerei e
tecnici nel superare roccioni e labili creste innevate tra i pini neri prima e
i pini loricati più in alto. La “Direttissima” al Dolcedorme è di per se una
via estremamente dura che richiede impegno e forza di volontà non indifferenti
per colmare i 1367 m. di dislivello ma non immaginavamo di dover strappare dal
profondo del nostro animo tutto lo spirito e l’ardore necessario a vincere oggi
questo avversario formidabile in condizioni estreme.


Il mio
compagno raggiunge per primo il grande pino loricato che segna l’attacco al
canalone e lancia un urlo che squarcia il silenzio e la pace di quel luogo
magico,una perfetta fusione di rocce e ghiaccio con i grandi pini che adornano
il paesaggio. E’ un grido di guerra,l’estrema volontà a proseguire,a dare tutto
se stessi. Non può finire così,con la coda tra le gambe. Ho più volte ricordato
durante la salita come in passato raramente sia stato costretto a rinunciare.
Oggi invece è quasi una certezza.
Ma ecco
realizzarsi un piccolo miracolo,nel canale la neve diventa più compatta dandoci
la possibilità di salire più agevolmente e soffrire di meno. In alcuni tratti
gradinando entrano solo le punte degli scarponi. E’ l’esiguo vantaggio che ci
concede la montagna. Cerchiamo allora di giocarci questo importante jolly ma la
“benzina” è finita;solo la forza di volontà e qualche zolletta di zucchero ci
forniscono quel pò di carburante quanto basta per arrivare in vetta. Si!Proprio
l’agognata vetta oggi quasi impossibile,invincibile.
Raggiunta la
cresta dirò al mio compagno di fermarci ad una ventina di metri dall’omino di
pietra che segna la cima,che per me è comunque fatta ,per non profanare quel
fazzoletto di roccia che oggi doveva a tutti i costi restare inviolato.
5 commenti:
Grande Peppe...è inutile hai sempre pronto uno splendido exploit!
Complimenti ancora e spero vivamente di fare il crestone anch'io...in questo pazzo inverno.
il Pollino d'inverno è veramente fantastico: si percepisce dalla descrizione della tua avventura come la volontà di godere di questa immensa bellezza dia la forza di esplorarla anche in condizioni difficili.
complimenti.
Ciao Master,
che spettacolo e che avventura!!!
Sempre meravigliosi i tuoi post e le tue foto!!! Devvero complimenti.
Stasera con il cai andro' a fare una notturna in val grande al chiaro di luna.
In quanto alla paura... un po' si, tutte le volte che decido di andare in montagna mi viene, anche perche' sento che la mia gamba non e' ancora forte (soprattutto nella discesa), ma e' piu' forte la voglia di andare, e allora vado e affronto i dubbi e le paure.
E' da novembre che vado tutte le domeniche.
ciao e alla prossima avventura.
pralina
Quando meno me lo aspetto trovo le tue parole meravigliose...
e...mi sono commossa...
grazie... sei un tesoro.
E dimmi dimmi quando mi porti con te a godere di questi paesaggi incantati e puri come la neve?!?
:))
Un bacio grande
...Edva...**
Bellissimo percorso...con neve e ghiaccio davvero la montagna diventa sublime. Spero solo che al più presto riusciremo ad organizzare un'escursione assieme in questi posti che tu conosci così bene.Confesso comunque che sono quasi contento che, per me, il versante sud del dolcedorme sia ancora da scoprire....
Indio
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