Piacevole
escursione sul roccioso Monte Sellaro, estrema propaggine orientale del Massiccio
del Pollino. Il toponimo deriva dalla sua conformazione a sella descritta dalle
sue due cime, il Sellaro appunto e il più basso Panno Bianco. La sua quota
modesta, solo 1439 m. non deve trarre in inganno perché si tratta di una
montagna incredibilmente panoramica, forse più di tante altre più blasonate.

E' un
fantastico balcone che si affaccia sul mar Jonio con il Golfo di Sibari in
bella evidenza e l’omonima Piana che da qui si domina interamente. Lo sguardo
si estende anche alla Sila lontana e alla Catena Costiera con il Monte Cocuzzo
che spicca su tutti. Ma non solo, giungendo in cima per la via normale dal
santuario della Madonna delle Armi, si apre all'improvviso un grandioso sipario
su tutte le vette più elevate del Pollino e le Timpe con il Raganello che
serpeggia a valle.

E' un ottimo
itinerario se si ha poco tempo come una mezza giornata, in quanto la strada
asfaltata giunge direttamente alla località di partenza e in qualche ora, impegnando
il sentiero che si stacca di fianco il Santuario, ti conduce in vetta. Con un
po’di tempo in più a disposizione, ritornando alla sella si può tranquillamente
salire anche su Panno Bianco facendo attenzione alla cengia leggermente esposta
da percorrere e al tratto finale su roccette.

E dopo la
bella e divertente salita è d’obbligo visitare il santuario. Infine volendo ci
si può fermare per consumare un pasto ai tavolini in legno sotto i pini e al
contempo continuare a godere del magnifico panorama che il luogo offre. Unico
neo è rappresentato dalla cospicua presenza di visitatori che di solito giungono
nei weekend che disturbano non poco la pace del posto invadendo come cavallette
le aree pic nic.
Le chiavi di
lettura di questa salita sono molteplici, geologiche, storiche, religiose-antropologiche.
In primis, lo stupendo santuario da visitare assolutamente, un gioiello
incastonato tra le rocce (da questo Madonna delle Armi, dal greco “ton
armon,ovvero“delle rocce”).Salendo lungo il sentiero ci si immette all'interno
di un incantevole bosco di lecci, pini neri e azaruoli selvatici. Usciti allo
scoperto si apre il paesaggio tipicamente roccioso da far west con in bella
evidenza lo Sperone del Naufragio, un imponente lastrone calcareo che s'innalza
verso il cielo a darti il benvenuto.

Non passano
inosservate poi le armoniose stratificazioni a franapoggio delle pareti, testimonianza
dei processi di sedimentazione avvenuti milioni di anni fa sul fondo della
Tetide, il mare primordiale dal quale si è innalzato l’intero massiccio. In
tutto il Pollino si possono osservare queste interessanti ed estetiche strutture,
ma qui si evidenziano in maniera marcata.
Però chi
l'ha fatta da padrona oggi è stata una miriade di minuscole creature dalla
forza prodigiosa, gli scarabei stercorari, praticamente presenti dappertutto,
con le loro pallottole di sterco, perfettamente sferiche che facevano rotolare sul
suolo intenti a trasportarle con cura nei loro nascondigli. Ci hanno
letteralmente accompagnato lungo tutto il percorso. E pensare che questo insetto
era venerato nell'Antico
Egitto. Era infatti collegato a Khepri, il dio Sole nascente, che si supponeva creasse il Sole ogni
giorno in modo analogo a quello con cui lo scarabeo crea la pallottola di sterco.
Infine compare anche il solito branco di cavalli e puledri a brado che pascola
placidamente tra queste brulle ed assolate pendici non curanti della presenza
umana.
Come dicevo il panorama dalla
vetta non ha assolutamente eguali. A 360 gradi si osservano le principali
elevazioni del Pollino disposte a corona che sono Timpa Principe, Manfriana, Serra
Dolcedorme, una piccola porzione di Monte Pollino,Serra Ciavole, Serra Crispo. Poi
tutto il settore di Monte Sparviere con la minuscola e appuntita risorgenza
della Timpa di Pietrasasso, spettacolare dente di roccia ofiolitica alto più di
50 metri nel territorio di Terranova del Pollino. E poi in processione le
quattro Timpe calcaree: Falconara, San Lorenzo, Cassano e Porace.

Probabilmente la vetta del
Sellaro è il punto privilegiato dal quale si possono osservare i fenomeni
geologici che hanno interessato il massiccio del Pollino nel corso delle
ere.Per menzionarne uno si può notare come la valle del Raganello, tra Serra
Ciavole e Timpa di San Lorenzo sia riconducibile ad una immensa valle di
sprofondamento simile ad una Rift Valley generata da movimenti di tettonica
distensiva che ha dato vita alla depressione
dove attualmente vegeta il bosco della Fagosa. Molto verosimilmente si presume
che il Pollino un tempo raggiungesse l'altezza di 3000 metri con la sua vetta posta
pressappoco all'altezza del centro della valle.
Insomma, questo piccolo
Sellaro, forse un po’snobbato dagli escursionisti riserva delle sorprese
incredibili e inaspettate. Non smette certo di stupire. L'escursione di oggi lo
ha dimostrato.

Nessun commento:
Posta un commento