
Questo fine dicembre per le montagne del Sud è stato un
periodo avaro di neve. Nell’Appennino Calabro Lucano ci saranno stati appena
una decina di centimetri residui nei versanti a N delle cime più elevate, ma in
compenso complici le temperature molto basse, quel po' di neve era praticamente
ghiaccio, al punto che neanche il sole riusciva ad ammollare. E dopo il flop
del sabato precedente ci siamo organizzati puntando proprio alla parete Nord
del Pollino, l’unica che avrebbe potuto darci qualche soddisfazione.

Veniamo a sabato 29 dicembre, insieme all’immancabile Pasquale c’è anche Damiano che dispone di un buon fuoristrada. In tal modo non dovremmo avere problemi a raggiungere la nostra località di partenza. Destinazione dunque Colle Impiso che infine raggiungiamo senza problema alcuno perché la strada è completamente libera e asciutta tanto che saremmo potuti arrivare anche con gomme lisce. Il freddo è però secco e pungente, siamo infatti a zero gradi e forse anche meno ma la giornata è semplicemente splendida con cielo terso e assenza totale di vento.
Ci avviamo lungo il solito e strabattuto sentiero che si
dirige ai piani alti di Vaquarro dal quale la vista si apre verso la mole
piramidale di monte Pollino,il circo glaciale della Serra del Prete con
un’argentea luna piena incastonata in un cielo azzurro intenso e la cresta
sommitale di Serra Crispo.Come immaginavamo la neve è davvero scarsa, spruzzata
sul Pollino, più cospicua sulla nord di Serra del Prete,zero su Serra Crispo.Il
torrente Frido che attraversa il pianoro e forma dei pantani è completamente
ghiacciato, oggi tutto sarà così.

Qui il sentiero si biforca, a destra raggiunge Piano
Gaudolino mentre a sinistra scende prima verso l’altro ramo del Frido che
occorrerà attraversare e poi conduce ai Piani del Pollino.Prendendo
quest’ultima direzione cominciamo a vedere la neve soltanto alla piccola radura
di Rummo a quota 1700 m circa in prossimità dei Piani di Pollino che
raggiungiamo da lì a poco.
Da questo punto di osservazione constatiamo che forse
l’unica via che ci permetta di toccare neve più abbondante è il Costone Nord, già
fatto due anni quando aprimmo la stagione invernale 2017.Avevamo pensato alla
Via dei lupi ma la prima parte non è visibile, mentre la parte superiore risulta
invece scoperta e per questo desistiamo. Tutte le altre vie sono quasi asciutte
tranne Psicologika, via alpinistica di ghiaccio misto che corre sullo sperone
destro della Grande Frana che con nostra sorpresa risulta essere in condizione.
Dobbiamo anche in questo caso scartarla in quanto è una via da proteggere e non
abbiamo corda e materiale per fare sicura per cui si va sul più facile ma non
per questo meno spettacolare.
Dopo una pausa all’ingresso dei Piani puntiamo alle gobbe
boscose che precedono le balze rocciose della Grande Frana fino ad uscire allo
scoperto. Davanti a noi si para la linea del Costone Nord innevato quanto basta.
Io e Pasquale ci avviamo decisi mentre Damiano preferisce spostarsi verso la
parete NE, che oppone difficoltà minori, procedendo su pendenze meno sostenute.
L’ascensione è agevole e la neve ghiacciata, un piacere per
i nostri ramponi che cominciano a mordere con grinta. Dopo la prima rampa
usciamo su una spalla panoramicissima dove la vista si perde sulla
impressionante Grande Frana con le sue pareti rocciose magre di neve. Alle
nostre spalle si aprono i Piani di Pollino asciutti e Serra delle Ciavole che
li domina, spruzzata da una quantità misera di neve sulla spalla settentrionale.
Alcuni escursionisti sono impegnati invece su Serra Crispo che è completamente priva
di neve.
Dopo un’ultima pettata risalendo lungo il bordo di un muro
raggiungiamo il ciglio della Grande Frana, credo il posto più panoramico di
Monte Pollino. Da qui riesco a scorgere Damiano che nel frattempo ha raggiunto
la vetta posta poco più in alto. Lo richiamiamo perché vorremmo scendere verso
la Cresta Est dove, guardando verso il Tirreno coperto dal mare di nubi
lontanissimo scorgiamo un pennacchio di fumo che vi fuoriesce. Dapprima penso
sia lo Stromboli, Pasquale invece non ha dubbi, è l’Etna che in questo periodo è
in grande attività. In effetti è proprio lui, il Gigante siciliano visibile a
ben 270 km di distanza in linea d’aria. Lo Stromboli, anch’esso in attività ma
molto più basso è nascosto invece dalle nuvole e quindi resta invisibile.

Dopo aver fatto diverse foto per immortalare il fenomeno, ci
dirigiamo perdendo quota verso la Sella Dolcedorme che posta a 1900 m. separa
il Pollino dal Dolcedorme appunto. Scendendo attraverso la Scaletta o Canale di
Malvento, esposto a nord est e quindi colmo di neve ghiacciata anche nel bosco,
guadagniamo il bordo sudoccidentale dei Piani.

Al cospetto di Serra Ciavole consumiamo i nostri panini e
qualche arancio che in questo ambiente gelido ha un sapore eccezionale. L’ultima
parte dell’escursione la dedichiamo infine ad attraversare i Piani e ad
ammirare i laghetti che naturalmente sono completamente ghiacciati tanto da
poterci pattinare. Sono comunque molto pittoreschi e caratteristici, tanto più incastonati
in questa prateria asciutta che sa più di autunnale che invernale.



Infine salutiamo il nostro Pollino da uno di questi piccoli laghetti ai suoi piedi e ritorniamo a Colle Impiso soddisfatti di questa bella salita in un clima glaciale anche se in un ambiente scarsamente innevato. Alla macchina concludiamo alla grande con un bel bicchiere di birra artigianale al rum prodotta dal buon Damiano. E ora speriamo nella neve seria, quella che cade copiosa imbiancando le nostre montagne e ci permetta di fare una grande stagione invernale.

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