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venerdì 3 agosto 2018

Cresta Ovest di Celsa Bianca al Dolcedorme in notturna


Anche quest'anno com'è ormai consuetudine abbiamo realizzato la nostra notturna sui monti del Pollino,avvincente come le precedenti ma meno spensierata  perché più dura,risalendo una cresta molto aderta dal notevole dislivello.Tutto questo al buio totale perché fatta in una notte senza luna. Insomma una prova muscolare di grande impegno.Soltanto le frontali  ad illuminare i nostri passi,le imponenti e bianche rocce calcaree e i maestosi pini loricati.A valle le flebili luci di Castrovillari e Morano Calabro ci accompagnano vegliando in una notte silente mentre lontani da tutto e da tutti vaghiamo chissà in quale dimensione,chissà in quale era.Giunti lassù dove la stanchezza si impossessa di noi salutiamo il nascere del nuovo giorno ammirando il sorgere il sole sullo Jonio.







Poi quando la luce soffusa e radente che lambisce le creste dei monti  avvolge il paesaggio ecco che  per incanto tutta la fatica della notte iniziata 1300 m. più in basso e cinque ore prima pare svanire.Attorno e' soltanto silenzio,pace e perfetta armonia.Le notturne suscitano sempre emozioni particolari e la montagna assume un volto arcano e misterioso nel quale noi piccoli uomini immersi in questo maestoso universo osiamo  svelarne i misteri come se aprissimo con un gesto sacrilego uno scrigno segreto.





A contendersi l'itinerario di salita sono la Via dell'Infinito e la Cresta Ovest di Celsa Bianca con possibile prosecuzione verso il Dolcedorme.Infine si fa quest'ultima anche perché l'Infinito in notturna l'avevo già in bacheca.Se vogliamo immortalare la nascita del nuovo giorno dobbiamo affrettarci a partire presto in modo da arrivare in tempo sulla cima di Celsa Bianca. 






Si parte all'una dal sottopasso dell'autostrada a 800 m. di quota dopo l'orto botanico e con le nostre frontali per riscaldarci ci sorbiamo i due chilometri gratuiti della pista strerrata non più praticabile con le auto fino alla vera località di partenza Valle Piana.Qui vi sono alcune tabelle informative e tavoli in legno. Imbocchiamo subito il sentiero per la Direttissima e al primo bivio giriamo a sinistra sulla traccia che conduce ai 1700 m. del Varco del Pollinello che raggiungiamo alle 3.45 colmando 900 m.di dislivello in due ore e mezza circa,non male. 





Nel frattempo azzardiamo qualche scatto notturno su Castrovillari e Morano e sui primi pini loricati che incontriamo illuminandoli solo con la luce delle frontali.Dopo una breve pausa al Passo attacchiamo la cresta Ovest rimontandola fino al suo culmine dove spiana decisamente.La ovest e' abbastanza aderta ma non oppone difficoltà tecniche.Le uniche sono rappresentate da alcuni passaggi fra le rocce sempre sul filo e alcuni fitti  boschetti di faggio da aggirare.Da quel poco che si riesce a vedere però si comprende che si tratta di una cresta estremamente panoramica che meriterebbe una ripetizione di giorno.In realtà un paio di anni fa ne risalii una parallela a questa partendo però dalla vetta del Pollinello.Ai primi barlumi siamo già ai 2057 metri di Celsa Bianca dove la sagoma scura del Dolcedorme si staglia davanti a noi alta e maestosa.





Mentre continuiamo ad avanzare sul bordo dei dirupi costellati di loricati cerchiamo di individuare il punto in cui dovrebbe sorgere il sole.Per essere più sicuri decidiamo di oltrepassare la cresta di Celsa Bianca portandoci un po'più avanti sulla Timpa di Valle Piana a quota 2167m.Infatti vi giungiamo proprio nell'attimo preciso in cui il sole sta sorgendo tra il Dolcedorme e le creste di Serra Ciavole riuscendo in tal modo a cogliere l'attimo della nascita del nuovo giorno di sabato 21 luglio. 





Dopo le foto di rito mi sdraio giusto una mezz'oretta per chiudere gli occhi e recuperare un po' di energie.Infatti decidiamo di proseguire verso sua maestà dando alla nostra uscita un senso di completezza.Non facevo la cima del Dolcedorme dal marzo dell'anno scorso quando la raggiunsi in solitaria invernale nella nebbia totale e tantissima neve.






Stavolta il panorama e' grandioso e i miei occhi cadono sui dirupi impressionanti a sud cercando di seguire con lo sguardo le varie  crestine e canali che caratterizzano questo versante davvero tormentato oggetto di innumerevoli salite alpinistiche invernali e non.Tiriamo fuori anche il libro di vetta per apporre una dedica e notiamo con piacere come queste cime siano frequentate non soltanto dai locali ma da tanta gente proveniente soprattutto dal centro Italia in giù. 





Il ritorno avviene dalla parte opposta lungo la cresta Est andando a guadagnare la piu' comoda via di discesa di questo versante,la Valle del Faggio Grosso che si trova provvidenzialmente in ombra.Sono le 7.30 e fa già un caldo bestiale.La cresta che scende fino al Passo del Vascello e' veramente mozzafiato,di una bellezza unica e impreziosita dai raggi radenti del sole che l'accarezzano dolcemente.





Arrivati alla fine del vallone che si chiude come un imbuto dove la Bocca e i Denti del Dolcedorme ci stanno a guardare, prendiamo la pista che ci condurrà in una infinita discesa prima al Passo di Valle Cupa e poi ricongiungendoci col percorso dell'andata al bivio per il varco Pollinello ed infine al sottopasso dell'autostrada chiudendo così un fantastico anello.