Sortita
pomeridiana e in solitaria quella che mi ha visto impegnato questo fine Gennaio
sui monti del Pollino. Caratterizzato da una fase invernale avara di neve ormai
vige il motto un po'per tutti i frequentatori di montagna nella scelta degli
itinerari: " Devi andare dove puoi, non sempre dove vuoi". E pensare
che secondo la tradizione popolare si tratta dei cosiddetti "giorni della
merla", quelli che dovrebbero essere i più freddi dell'anno. Invece credo
che la merla abbia cambiato abitudini e se ne sia andata in vacanza ai tropici,
almeno a queste latitudini.
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Piano Ruggio e Serra del Prete |

Non avendo il
compagno e muovendomi di pomeriggio mi butto sul facile e approfittando anche
del fatto che Colle Impiso è raggiungibilissimo anche con gomme lisce penso ad
una bella salita lungo la cresta nord di Serra del Prete. Si tratta della terza
vetta del Pollino che tocca la quota ragguardevole di 2183 m. ed è inoltre la
montagna più ampia del meridione, una specie di panettone la cui sommità ha le
caratteristiche morfologiche di un esteso altopiano simile al paesaggio lunare.
Monte Sirino |
Monte Alpi |
L'avvicinamento è
pressoché zero e non oppone difficoltà rilevanti da qualsiasi versante la si
affronti, quindi anche in ambiente innevato la cresta nord, la più impegnativa
delle vie di salita è da considerarsi prettamente escursionistica. Nonostante
ciò quando si attacca da Colle Impiso il dislivello è di ben 608 m. su una
breve distanza, di conseguenza le pendenze risultano da subito accentuate. Direi
che essa rappresenti un connubio perfetto tra facilità di approccio, elevazione
importante, ambiente maestoso e spunti paesaggistici di incomparabile bellezza
in tutte le direzioni.
Serra delle Ciavole |
Giungo intorno
alle tredici a Colle dell'Impiso in un silenzio surreale. La giornata è
splendida e la luce cristallina. Spero così di arrivare sulla vetta in prossimità
del tramonto in modo da cogliere e immortalare paesaggi incantati. Mi porto
dietro anche le ciaspole ma non serviranno perché la neve è bella croccante e
da ramponi che calzo dopo cento metri di camminata.
Pollino |
La prima parte
di salita, interamente in faggeta è un po' monotona e mi limito semplicemente a
seguire i segnavia biancorossi cai, ma in alcuni punti si colgono scorci
panoramici molto belli verso il Pollino e i Piani, Serra Crispo e Serra delle
Ciavole. Sbuco su una prima ampia radura dove lo sguardo si apre anche verso la
Valle del Mercure e San Severino Lucano. Rientro nel bosco dove compaiono
numerosi esemplari di alberi serpente, faggi contorti dal peso della neve e
poco dopo riemergo definitivamente allo scoperto per affrontare il filo di
cresta che costeggia lo spettacolare e grandioso circo glaciale a
"braccioli di poltrona". Caratteristico e unico è testimone silente
dell'ultima glaciazione avvenuta nell'era di Wϋrm trentamila anni fa circa.

La cresta nord è
davvero estetica e la sommità di questa bella montagna oggi è una calotta
ghiacciata. La salita è sempre ripida e i ramponi mordono avidamente il
ghiaccio che diviene vetrato laddove batte il sole. In ombra invece risulta più
crostosa e sfondosa. Verso Nord Ovest impatta la cima bifida della Coppola di
Paola e la vetta arrotondata del Grattaculo che circondano l'ampio pianoro di
Ruggio dove in un angolino dello stesso sorge il rifugio De Gasperi. Desolatamente
chiuso è una vera delusione se si pensa alla sua posizione altamente strategica
essendo questa indubbiamente la località maggiormente frequentata da turisti ed
escursionisti.

Nel frattempo un
mare di nubi ovattate ricopre interamente le valli lasciando emergere come
isole le cime lontane del Sirino, Monte Alpi, La Spina, il Caramolo e il Cozzo
del Pellegrino. Raggiungo in tal modo l'anticima e dopo un'ultima impennata
tocco i 2183 metri del plateau di vetta di Serra del Prete. Notevole il colpo
d'occhio sul Pollino che da questo punto di vista si lascia ammirare nel suo
profilo più bello. A sinistra giacciono i Piani di Pollino interamente
ricoperti di neve con Serra delle Ciavole e Serra Crispo in bella evidenza
mentre una argentea luna quasi piena comincia a fare capolino all'orizzonte.


E' un'ottima
occasione per restare in cima a lungo vista la quasi assenza di vento e la
temperatura gradevolissima che nonostante si aggiri intorno ai 4 gradi il sole
emana un tepore così innaturale per la stagione che è un piacere restare. Guardando
verso il tramonto l'altopiano di vetta completamente ghiacciato sembra
trasportarti sul Mare della Tranquillità della Luna. Mi godo lo
spettacolo mentre il sole comincia a calare all’orizzonte.
Creste della Madonna di Pollino |

In questi attimi
di estasi però il telefonino mi sfugge e come un piccolo bob comincia a
prendere velocità sul pendio ghiacciato. Devo fare un balzo di lince, superarlo
e bloccarlo con un placcaggio stile rugby per fermarlo battendo anche il gomito
sul ghiaccio durissimo. Mi viene in mente quando anni fa sul Gran Sasso il
casco mi partì scivolando per trecento metri più in basso. Una faticaccia a
recuperarlo.


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