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martedì 1 novembre 2011

Direttissima a S.Croce (M.Alpi)


Dopo un poderoso colpo di coda dell’estate che si è presa il mese di Settembre e buona parte di Ottobre,l’autunno comincia a reclamare il suo tempo imponendosi gradatamente ma senza strafare. Siamo a metà Ottobre  al cospetto del Monte Alpi che domina la Valle del fiume Sinni.I colori,forti e accesi tipici dell’autunno ancora non si vedono ma i profumi della macchia mediterranea mista alla frescura delle piogge precedenti saturano l’atmosfera circostante.



Abbiamo appena superato la ridente cittadina di Latronico “svegliandola” all’alba e ci dirigiamo verso la località “Salicone” alle pendici sud orientali di M.Alpi,nei pressi di una cava,ennesimo sfregio al paesaggio.
 
Lasciamo l’auto di fronte una tranquilla masseria ancora “addormentata”puntando verso un primo gruppo di ripetitori posti alla testata del crinale. Per raggiungerli impegniamo un tortuoso percorso a mezza costa tra arbusti di leccio e rocce levigate e taglienti. Da qui in libera sulla cresta in una panoramica e faticosa “direttissima” verso la vetta di S.Croce che con i suoi 1893 m. di quota è la cima gemella di M.Alpi (1900 m.) posta di fronte. Da S.Croce risalta bene la sua forma di perfetta piramide,slanciata ed elegante. Durante la salita una serie di brutti ripetitori metallici,come un pugno nell’occhio ci sbarra la strada. Bisogna aggirarli e puntare verso l’anticima in dura erta.

Il paesaggio è maestoso. Guardando a Sud spicca Latronico posto su un poggio e all’orizzonte le vette più alte del Pollino,da Serra del Prete a Serra Crispo che dominano le vallate ovattate dalla foschia mattutina. I 1000 m. di dislivello da colmare ci impongono una camminata moderata ma cadenzata. Raggiungiamo l’anticima posta a 1742 m. Alla nostra sinistra gli aspri e inaccessibili dirupi di Pietra Longa,a destra i pendii più dolci ammantati dalle faggete di “Coste le Ghiaie”.
























Da questo punto di osservazione un bel colpo d’occhio su Santa Croce e Monte Alpi,ancora distanti. Si supera una affilata crestina che divide l’anticima dalla vetta di S.Croce aggirando i vari banchi rocciosi e si impegna l’ultima dura rampa prima di raggiungere la cima. Durante la faticosa marcia ci imbattiamo in strane rocce di alabastro stratificate e levigate dal tempo,altre ricoperte di estese macchie di licheni e finalmente,dopo un ultima piccola selletta siamo in cima. Una direttissima molto bella,faticosa ma immensamente appagante per gli ampi panorami che si aprono durante la marcia verso l’Alpi e il Sirino,verso il glabro Monte Raparo e le vette Cilentane a Nord – Ovest.




Per la discesa decidiamo di scendere sulla sella che separa S.Croce da M.Alpi “buttandoci” nella vallata. Sulla crestina abbiamo il privilegio di osservare lo “Spettro di Brocken” che appare quando il sole splende da un punto più basso dietro ad uno scalatore che guarda da una cresta o da un picco, nella foschia. La luce proietta l'ombra dello scalatore sulla foschia, spesso con una strana forma triangolare dovuta alla prospettiva.  Quì rinveniamo un sentiero che si addentra nel bosco e che conduce in breve alla pittoresca sorgente “Gavitone”dalle acque freschissime. Attraversiamo il bosco incontrando strane e contorte radici di faggio che stimolano la fantasia interpretativa dell’osservatore dirigendoci verso la sorgente Fontanelle,posta all’interno di un rudere con il simbolo del Fascio sull’architrave. Ancora un ultimo sforzo e siamo al punto di partenza completando e chiudendo un fantastico anello alla propaggine più settentrionale del Pollino.

























1 commento:

Edva ha detto...

Ma che bella foto autunnale la decima foto...
piena di foglie colorate che si intravedono nell'aqcua...
e la rende davvero particolare...
complimenti! :)

Un sorriso :)

...Edva...**