Dopo un poderoso colpo di coda dell’estate che si è presa il mese di Settembre e buona parte di Ottobre,l’autunno comincia a reclamare il suo tempo imponendosi gradatamente ma senza strafare. Siamo a metà Ottobre al cospetto del Monte Alpi che domina la Valle del fiume Sinni.I colori,forti e accesi tipici dell’autunno ancora non si vedono ma i profumi della macchia mediterranea mista alla frescura delle piogge precedenti saturano l’atmosfera circostante.
Il paesaggio è maestoso. Guardando a Sud spicca Latronico
posto su un poggio e all’orizzonte le vette più alte del Pollino,da Serra del
Prete a Serra Crispo che dominano le vallate ovattate dalla foschia mattutina.
I 1000 m. di dislivello da colmare ci impongono una camminata moderata ma
cadenzata. Raggiungiamo l’anticima posta a 1742 m. Alla nostra sinistra gli
aspri e inaccessibili dirupi di Pietra Longa,a destra i pendii più dolci
ammantati dalle faggete di “Coste le Ghiaie”.
Da questo punto di osservazione un bel colpo d’occhio su
Santa Croce e Monte Alpi,ancora distanti. Si supera una affilata crestina che
divide l’anticima dalla vetta di S.Croce aggirando i vari banchi rocciosi e si
impegna l’ultima dura rampa prima di raggiungere la cima. Durante la faticosa
marcia ci imbattiamo in strane rocce di alabastro stratificate e levigate dal
tempo,altre ricoperte di estese macchie di licheni e finalmente,dopo un ultima
piccola selletta siamo in cima. Una direttissima molto bella,faticosa ma
immensamente appagante per gli ampi panorami che si aprono durante la marcia
verso l’Alpi e il Sirino,verso il glabro Monte Raparo e le vette Cilentane a
Nord – Ovest.
Per la discesa decidiamo di scendere sulla sella che
separa S.Croce da M.Alpi “buttandoci” nella vallata. Sulla crestina abbiamo il
privilegio di osservare lo “Spettro di Brocken” che appare quando
il sole splende da un punto più basso dietro ad uno scalatore che guarda da una
cresta o da un picco, nella foschia. La luce proietta l'ombra dello scalatore
sulla foschia, spesso con una strana forma triangolare dovuta alla prospettiva.
Quì rinveniamo un sentiero che si addentra nel bosco e che conduce in breve
alla pittoresca sorgente “Gavitone”dalle acque freschissime. Attraversiamo il
bosco incontrando strane e contorte radici di faggio che stimolano la fantasia
interpretativa dell’osservatore dirigendoci verso la sorgente Fontanelle,posta
all’interno di un rudere con il simbolo del Fascio sull’architrave. Ancora un
ultimo sforzo e siamo al punto di partenza completando e chiudendo un
fantastico anello alla propaggine più settentrionale del Pollino.
1 commento:
Ma che bella foto autunnale la decima foto...
piena di foglie colorate che si intravedono nell'aqcua...
e la rende davvero particolare...
complimenti! :)
Un sorriso :)
...Edva...**
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