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lunedì 12 settembre 2011

A tutto rafting


Non c’è niente di meglio in una giornata rovente di fine Agosto che immergersi nella frescura di un torrente o di un fiume,sempre a contatto con l’acqua. Dopo il torrentismo nel Raganello è stata la volta del fiume Lao,unico fiume in Calabria che consente la pratica del Rafting.  Il Rafting è una discesa fluviale su un particolare gommone inaffondabile e autosvuotante, il raft, appunto. L'equipaggio (4-8 persone) governa l'imbarcazione tra le rapide grazie alle pagaie mentre per la sicurezza vengono utilizzati la muta in neoprene,il giubbotto ad alto galleggiamento e il casco. E’ una disciplina sportiva a tutti gli effetti e la Federazione Italiana Rafting(F.I.Raft) organizza annualmente il Campionato Italiano nel quale gareggiano numerosi club nelle varie discipline (fondo, velocità, testa a testa e slalom).- Wikipedia-

 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
 
  
 
Breve ma importante fiume a corso perenne del versante tirrenico della Calabria, il fiume Lao nasce in Basilicata dala Serra del Prete sul Massiccio del Pollino con il nome di Mercure. Dopo pochi chilometri, entra in territorio calabrese e presso i centri di Laino Borgo e Laino Castello confluisce con i fiumi Battendiero e Jannello mutando così il suo nome in Lao. Da qui, copioso di acque tutto l'anno, entra in una spettacolare e suggestiva valle, che scorre per diversi km rimanendo incassato tra le rocciose pareti del gruppo montuoso del Monte Ciagola, nel cuore del contiguo Massiccio del Pellegrino.- Calabriatours –
Sicuramente il tratto più suggestivo è quello compreso tra Laino Borgo e Campicello,località situata nei pressi della famosa Grotta del Romito,perché entra in una spettacolare gola scorrendo estremamente incassato per svariati Km.Dopo Campicello si apre assumendo più l’aspetto di una fiumara fino a sfociare nel Tirreno nei pressi di Scalea. Per la bellezza e la purezza delle sue acque(qui vive la lontra) e la lunghezza del suo tratto ingolato,il Lao è meta frequentatissima dagli appassionati di rafting e sport acquatici.




















































Il nostro equipaggio,composto da me e altri due temerari,uno di Bari e l’altro di Lecce è guidato da “Mephisto”singolare ed eccentrica guida,esperta e preparata del del Canoa Club Lao Pollino. Pittoresco il suo casco “munito” di corna,che sembravano più due peperoncini.  Il primo ostacolo è rappresentato da una serie di briglie artificiali facili da saltare. Poi un 2° e 3° salto più impegnativi. Proprio sotto il ponte c’è un piccolo e facile salto. Poco più sotto, il Lao riceve le acque di un affluente, il fiume Iannello, dove si può praticare agevolmente torrentismo e escursionismo. Proseguendo per circa 2 km il fiume comincia a restringersi e le pareti della gole s'innalzano.Così si arriva all'ingresso delle Gole del Lao.
Impraticabile. Dopo circa 200 m, superato un enorme masso (con degli alberi semi sommersi) un “impraticabile” ci sbarra la strada. É importante fermarsi prima e trasbordare, sulla riva destra. Imbarcandosi subito dopo l'ostacolo, si affronta una curva a sinistra impegnativa con molta acqua. È l'entrata delle gole. Dopo circa 300 m e un salto, si passa sotto il maestoso viadotto Italia alto ben 270 m. Qui un restringimento con 2 massi centrali rendono il passaggio insidioso per i raft (viene chiamato lo “spuntone”). Il fiume si restringe passando tra due massi, qualche problema per i rafts più larghi.



















 Più sotto, dopo una facile rapida contornata da massi, si arriva ad un passaggio chiamato la “chiocciola”. È fatto da un masso enorme al centro del fiume, in corrispondenza di un restringimento delle gole. Sulla sponda sinistra è presente un masso su cui, con un po' di attenzione, possono trasbordare rafts e kayak. La “chiocciola” è comunque attraversabile alla destra del masso, anche se prima si consiglia di visionarla attentamente. È necessario prestate particolare attenzione sopratutto alla parete destra (nicchia), che potrebbe dare non pochi fastidi alla pagaiata. Superata la chiocciola si affronta una lunga serie di rapide interessanti e divertenti, con un salto che, con maggiore acqua, può diventare un enorme buco.Proseguendo, si arriva in un punto molto suggestivo dove si trova la Cascata di Malomo. Qui la cascata sorgiva di 20 m precipitava sopra una grande formazione calcarea ricoperta di muschio, denominata “il Fungo”, caduta da poco tempo.


Il punto è l'ideale per una sosta e consente, sulla riva destra, un'agevole fermata sia per kayak che raft. Riprendendo la discesa è necessario fare molta attenzione al masso enorme davanti alla cascata, su cui spinge un sifone (uno dei pochi) davvero pericoloso. Proseguendo è possibile osservare, sulla destra, un'altra cascata davvero spettacolare, detta “du pirtusu”. Segue un lungo tratto piuttosto impegnativo. Più a valle bisogna prestare attenzione a due passaggi:la Piccola “S”: uno slalom tra due enormi massi, il secondo dei quali presenta un sifone aperto e il Tirrutino. Si tratta di un enorme masso, residuo di un antico ponte in pietra, posto al centro del fiume. Pericolo per canoisti e rafts, data la sua conformazione (rischio cravatta), è un classico sifone semi-aperto.Poi vi è la Grande “S contraddistinta, anche nei periodi di secca, da una notevole velocità. E’opportuno prestare attenzione alla seconda roccia, quella a sinistra, in quanto è un sifone dalla dinamica variabile.
Subito dopo, a neanche 20 m, abbiamo un Imbuto, davvero impegnativo e pericoloso. Anch'esso è trasbordabile sulla destra. Qui tutte le acque del fiume confluiscono in un piccolo corridoio di circa un metro, dalla pressione vertiginosa, il che lo rende impraticabile ai raft, e pericoloso per i kayak. Numerosi sono i canoisti (anche molto esperti) che hanno rischiato di farsi male in questo punto. Da qui in poi, fino a contrada Campicello, è un susseguirsi di rapide e rocce, che pur non presentando notevoli difficoltà, offrono, come il resto del percorso nelle gole, numerosi candelai e onde divertenti. Qui finiscono le gole e si costeggia, per un lungo tratto una verde montagna. In genere si sbarca in località Campicello dopo una piccola “S”, in prossimità del ponte in legno. Qui finisce il tratto delle Gole del Lao, ma si può proseguire verso Papasidero, fino ad arrivare a Scalea e alla foce del Lao.
- comune.lainoborgo.cs.it –

In circa tre ore riusciamo a completare il percorso,un ora in meno del previsto. Anche se la sicurezza deve prevalere su tutto il rafting in queste acque non è da considerarsi uno sport estremo ma adatto a tutti. E’richiesto solo di saper nuotare ed essere in buone condizioni di salute. Una volta indossato l’abbigliamento fornito dal club, e dopo aver seguito la lezione teorico–pratica, si raggiunge il punto di imbarco e comincia l’avventura.

1 commento:

Anonimo ha detto...

Per fare rafting sul Lao bisogna per forza appoggiarsi alle associazioni del posto o lo si può fare anche privatamente con proprio mezzo?
Grazie della gentile risposta
Luigi