Non c’è niente di meglio in
una giornata rovente di fine Agosto che immergersi nella frescura di un
torrente o di un fiume,sempre a contatto con l’acqua. Dopo il torrentismo nel
Raganello è stata la volta del fiume Lao,unico fiume in Calabria che consente
la pratica del Rafting. Il Rafting è
una discesa fluviale su un particolare gommone inaffondabile e autosvuotante, il raft, appunto.
L'equipaggio (4-8 persone) governa l'imbarcazione tra le rapide grazie alle pagaie mentre per la sicurezza vengono
utilizzati la muta in neoprene,il giubbotto ad alto galleggiamento e il casco.
E’ una disciplina sportiva a tutti gli effetti e la Federazione Italiana Rafting(F.I.Raft) organizza annualmente il
Campionato Italiano nel quale gareggiano numerosi club nelle varie discipline
(fondo, velocità, testa a testa e slalom).- Wikipedia-
Breve ma importante fiume a corso
perenne del versante tirrenico della Calabria, il fiume Lao nasce in
Basilicata dala Serra del Prete sul Massiccio del Pollino con il nome di
Mercure. Dopo pochi chilometri, entra in territorio calabrese e presso i centri
di Laino Borgo e Laino Castello confluisce con i fiumi Battendiero e Jannello
mutando così il suo nome in Lao. Da qui, copioso di acque tutto l'anno, entra
in una spettacolare e suggestiva valle, che scorre per
diversi km rimanendo incassato tra le rocciose pareti del gruppo montuoso del
Monte Ciagola, nel cuore del contiguo Massiccio del
Pellegrino.-
Calabriatours –
Sicuramente il tratto più suggestivo
è quello compreso tra Laino Borgo e Campicello,località situata nei pressi
della famosa Grotta del Romito,perché entra in una spettacolare gola scorrendo
estremamente incassato per svariati Km.Dopo Campicello si apre assumendo più
l’aspetto di una fiumara fino a sfociare nel Tirreno nei pressi di Scalea. Per
la bellezza e la purezza delle sue acque(qui vive la lontra) e la lunghezza del
suo tratto ingolato,il Lao è meta frequentatissima dagli appassionati di
rafting e sport acquatici.
Il nostro
equipaggio,composto da me e altri due temerari,uno di Bari e l’altro di Lecce è
guidato da “Mephisto”singolare ed eccentrica guida,esperta e preparata del del Canoa Club
Lao Pollino. Pittoresco
il suo casco “munito” di corna,che sembravano più due peperoncini. Il
primo ostacolo è rappresentato da una serie di briglie artificiali facili da saltare. Poi un 2° e 3° salto più
impegnativi. Proprio sotto il ponte c’è un piccolo e facile salto. Poco più
sotto, il Lao riceve le acque di un affluente, il fiume Iannello, dove si può
praticare agevolmente torrentismo e escursionismo. Proseguendo per circa 2 km
il fiume comincia a restringersi e le pareti della gole s'innalzano.Così si
arriva all'ingresso delle Gole del Lao.
Impraticabile. Dopo circa 200 m, superato un enorme masso
(con degli alberi semi sommersi) un “impraticabile” ci sbarra la strada. É
importante fermarsi prima e trasbordare, sulla riva destra. Imbarcandosi subito
dopo l'ostacolo, si affronta una curva a sinistra impegnativa con molta acqua.
È l'entrata delle gole. Dopo circa 300 m e un salto, si passa sotto il maestoso
viadotto Italia alto ben 270 m. Qui un restringimento con 2 massi centrali
rendono il passaggio insidioso per i raft (viene chiamato lo “spuntone”). Il
fiume si restringe passando tra due massi, qualche problema per i rafts più
larghi.
Più sotto, dopo una facile
rapida contornata da massi, si arriva ad un passaggio chiamato la “chiocciola”. È fatto da un masso enorme al centro del
fiume, in corrispondenza di un restringimento delle gole. Sulla sponda sinistra
è presente un masso su cui, con un po' di attenzione, possono trasbordare rafts
e kayak. La “chiocciola” è comunque attraversabile alla destra del masso, anche
se prima si consiglia di visionarla attentamente. È necessario prestate
particolare attenzione sopratutto alla parete destra (nicchia), che potrebbe
dare non pochi fastidi alla pagaiata. Superata la chiocciola si affronta una lunga
serie di rapide interessanti e divertenti, con un salto che, con maggiore
acqua, può diventare un enorme buco.Proseguendo, si arriva in un punto molto
suggestivo dove si trova la Cascata di Malomo. Qui la cascata sorgiva di 20 m precipitava sopra una grande
formazione calcarea ricoperta di muschio, denominata “il Fungo”, caduta da poco
tempo.
Il punto è l'ideale per
una sosta e consente, sulla riva destra, un'agevole fermata sia per kayak che
raft. Riprendendo la discesa è necessario fare molta attenzione al masso enorme
davanti alla cascata, su cui spinge un sifone (uno dei pochi) davvero
pericoloso. Proseguendo è possibile osservare, sulla destra, un'altra cascata
davvero spettacolare, detta “du pirtusu”. Segue un lungo tratto piuttosto impegnativo. Più a valle bisogna
prestare attenzione a due passaggi:la Piccola “S”: uno slalom tra due enormi massi, il secondo dei quali presenta un
sifone aperto e il Tirrutino. Si tratta di un enorme masso, residuo
di un antico ponte in pietra, posto al centro del fiume. Pericolo per canoisti
e rafts, data la sua conformazione (rischio cravatta), è un classico sifone
semi-aperto.Poi vi è la Grande “S” contraddistinta, anche nei periodi di secca, da una notevole velocità. E’opportuno
prestare attenzione alla seconda roccia, quella a sinistra, in quanto è un
sifone dalla dinamica variabile.
Subito dopo, a neanche 20
m, abbiamo un Imbuto, davvero impegnativo e pericoloso. Anch'esso è trasbordabile sulla
destra. Qui tutte le acque del fiume confluiscono in un piccolo corridoio di
circa un metro, dalla pressione vertiginosa, il che lo rende impraticabile ai
raft, e pericoloso per i kayak. Numerosi sono i canoisti (anche molto esperti)
che hanno rischiato di farsi male in questo punto. Da qui in poi, fino a
contrada Campicello, è un
susseguirsi di rapide e rocce, che pur non presentando notevoli difficoltà,
offrono, come il resto del percorso nelle gole, numerosi candelai e onde
divertenti. Qui finiscono le gole e si costeggia, per un lungo tratto una verde
montagna. In genere si sbarca in località Campicello dopo una piccola “S”, in
prossimità del ponte in legno. Qui finisce il tratto delle Gole del Lao, ma si
può proseguire verso Papasidero, fino ad arrivare a Scalea e alla foce del Lao.
-
comune.lainoborgo.cs.it –
In circa tre ore riusciamo
a completare il percorso,un ora in meno del previsto. Anche se la sicurezza
deve prevalere su tutto il rafting in queste acque non è da considerarsi uno
sport estremo ma adatto a tutti.
E’richiesto solo di saper nuotare ed essere in
buone condizioni di salute. Una volta indossato l’abbigliamento fornito dal
club, e dopo aver seguito la lezione teorico–pratica, si raggiunge il punto di imbarco
e comincia l’avventura.









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