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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

giovedì 18 agosto 2022

Anello Monte Grattaculo Cozzo Dimoniello Cozzo dell'Eremita

Finalmente dopo due mesi di stop in montagna causa caldo atroce e un problema fisico, escludendo la precedente uscita torrentistica, si torna a fare un giro sui monti del Pollino. Si tratta di un percorso non eccessivamente impegnativo ma ugualmente rimunerativo sia per valutare le condizioni fisiche che evitare i violenti temporali di calore che si stanno generando in questo periodo quasi ogni pomeriggio.






Insieme a Pasquale e Damiano pianifichiamo un anello partendo da Piano Ruggio ancora “tranquillo”, in vista della bolgia che ci sarà a Ferragosto in occasione della festa locale. La meta sarà monte Grattaculo che raggiungeremo impegnando il bellissimo e ben curato sentiero 902 che si inoltra alle spalle del rifugio De Gasperi, tristemente chiuso da ormai tanto tempo. Dalla vetta in un percorso ad anello scenderemo lungo il 902° che passa per il Belvedere Emilio Colombo. In caso il meteo dovesse tenere opteremo per un giro più lungo puntando il Cozzo Dimoniello, il Cozzo dell’Eremita e nell’eventualità allungandoci fino a Serra Mauro dilatando i tempi di marcia.






Dopo esserci dati appuntamento a Frascineto con una argentea l’una che sta a guardarci, giungiamo alle 7 di sabato 13 agosto in un deserto e silenzioso Piano Ruggio. Il cielo è terso, l’aria è frizzante e la luce morbida del mattino genera un suggestivo gioco di luci e ombre che irradia il pianoro e le cime circostanti creando delicati e tenui contrasti cromatici. Quale occasione migliore approfittare delle perfette condizioni di oggi e della tregua che ci sta concedendo il caldo intenso per compiere una bella e rilassante uscita in montagna. Il sentiero è comodo e ben tracciato che si insinua nel bosco misto di pini e faggi tagliando in diagonale il fianco della montagna. Siamo abbastanza veloci e ben presto sbuchiamo sul Belvedere Alcide De Gasperi a quota 1670 m. Da questo balcone panoramico esposto a sud ovest dominiamo Piano Ruggio, l’ombreggiato versante nord ovest della mastodontica Serra del Prete e le tre cime cosiddette minori del Timpone Capanna, Timpone Viggianello e la Coppola di Paola disposte a corona.






Si rientra di nuovo in faggeta per un altro breve tratto, e dopo qualche tornante usciamo definitivamente allo scoperto dove ci accolgono abbaiando due maremmani e un pastore tedesco che stanno a guardia di una mandria di mucche a pascolare placidamente sulle praterie di vetta. Risaliamo il crinale e dopo un’ora circa di cammino totale raggiungiamo la prima cima di giornata, i 1890 m di monte Grattaculo dal quale si apre un panorama superbo. Lo sguardo abbraccia per intero le valli del Frido, del Mercure e del Sinni con tutte le vette limitrofe.






L’occasione diviene propizia anche per inaugurare la mia nuova bridge della Nikon dopo la brutta fine della precedente fotocamera precipitata rovinosamente dalla cresta di monte Santa Croce due mesi or sono. Lo sguardo spazia dalle cime dell’alto Tirreno cosentino e del Cilento al Sirino, i monti La Spina e Zaccana con il Monte Alpi e il Raparo appena dietro. Più ravvicinate sorgono le piccole cime di Serra dell’Abete e Monte Serra, tipici pilastri tettonici della valle del Frido. Sempre in senso orario, in lontananza spicca la piccola timpa di Pietrasasso, di origine vulcanica, caratteristica formazione di lava detta “a pillow” e infine molto lantana la cresta costellata di pini loricati della Serra di Crispo. E’ la terza volta che salgo su questa cima facile, ma che ti regala panorami mozzafiato a trecentosessanta gradi.






Dopo l’immancabile autoscatto di vetta cominciamo la discesa lungo il versante nord per andare a prendere un accenno di traccia in faggeta nominato sulla mappa come 910B che conduce al bivio Dimoniello. Qui’ decidiamo per l’anello più lungo considerando che ancora è presto e il meteo sembra tenere. Dopo un tratto in discesa e aver attraversato una radura di bassi arbusti di sorbo con le bacche rosse raggiungiamo la seconda cima di giornata, i 1685 m di Cozzo Dimoniello, un piccolo culmine roccioso arrotondato dal quale si scorge già la cima di Cozzo dell’Eremita e Serra Mauro ancora più lontana. In forte discesa rientriamo ancora in faggeta passando per un’ampia sella dove vi è un ulteriore bivio che prenderemo al ritorno. Dopo un tratto in salita sbuchiamo nuovamente allo scoperto per percorrere la cresta rocciosa del cozzo dell’Eremita disseminata di fioriture di calcatreppola ametistina. In breve tempo anche la terza cima di giornata di pari elevazione del cozzo Dimoniello è fatta. Lo sguardo da qui’ si amplia ulteriormente sul boscoso versante nord di Coppola di Paola con il rifugio Fasanelli ai suoi piedi e verso i monti di Orsomarso, in particolare sul gruppo del Ciagola. Si pone in bella evidenza anche il paese di Laino Borgo che domina la valle e la stretta gola del Lao sovrastato dal poderoso viadotto Italia che l’attraversa.






Rinunciando alla Serra di Mauro che ci impegnerebbe un’ora buona tra andata e ritorno invertiamo la marcia. E mentre una coppia di falchi sorvola il cielo terso sopra di noi andiamo a riguadagnare il bivio che ci condurrà prima nei pressi di Piano dell’Eremita immerso in una solenne faggeta e infine incrociando una comoda carrareccia raggiungiamo Piano Ruggio a mezzogiorno. Mentre si sta animando di turisti a frotte non ci resta che concludere in bellezza questa breve ma gratificante escursione consumando il nostro panino accompagnato dall’ottima birra prodotta da Damiano. Dopo due mesi di stop e problemi fisici vari per tutti e tre direi che è stato come un ripartire da zero e un ottimo test per riscaldare i motori in vista di nuove avventure più impegnative.