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domenica 14 dicembre 2008

Pollino,prima invernale

Ci sono cose, che non possono essere descritte o mostrate in una semplice immagine poichè devono essere intimamente vissute per poterne cogliere tutta la loro bellezza o il misterioso fascino che le circonda. Il Pollino è una di queste "cose".

Il sorriso di un bambino,la carezza di una persona cara,gli occhi della persona amata. La bellezza,quando si percepisce nelle sue varie forme può elevare l’animo umano al di sopra di una condizione di semplice ingranaggio nella società;lo esalta nello spirito e nella mente,lo rende diverso dal resto del creato,lo tocca profondamente dentro.

Forse è per questo che noi,amanti della montagna andiamo alla costante ricerca del bello e del sublime provando infinite sensazioni come quelle che può generare un paesaggio naturale. E questo processo si rinnova anche quando si ritorna nello stesso posto con le stesse condizioni,perché in natura niente si ripete,niente annoia,niente infastidisce.

Il Pollino,nella nostra prima invernale ha davvero lasciato il segno. Quante volte abbiamo solcato la stessa neve percorrendo i medesimi sentieri,ma ogni volta è una splendida novità,un toccasana per il nostro cuore e un rinnovamento dell’animo. Poco importa se il freddo si fa sentire e se la fatica è tanta. Dopotutto in una società consumistica come la nostra che ci invoglia a fare meno sforzi possibili,a muoverci il meno possibile e ci fossilizza fisicamente e mentalmente in una condizione sedentaria intorpidendo i nostri sensi e ci fa considerare negativo tutto ciò che ha che fare con l’ambiente esterno,la pioggia,il vento,il freddo ecc. direi di considerarci dei privilegiati;e in quei giorni in cui decidiamo di affrontare tutto ciò invece di sprofondare nei nostri divani ad assorbire passivamente dosi massicce di raggi catodici ritorniamo migliori,più consapevoli di chi sia veramente l’uomo nell’universo.

Per questa splendida overture ,io,Max e Franco alias Harrybosh abbiamo pensato in grande puntando verso il tetto del parco,la Serra Dolcedorme dal versante Nord,per la cresta Tomaselli.Come dicevo,davvero tanto freddo, 0 gradi ca. a Colle dell’Impiso dove abbiamo lasciato l’auto. La neve è perfetta,ghiacciata al punto giusto da farci camminare senza affondare. Solo nel passaggio fra il Passo delle Ciavole e l’attacco alla cresta avremmo trovato neve più morbida. La marcia è tranquilla e spedita, la luce del cielo eccezionale. Attraversiamo dapprima i Piani di Vaquarro con la Serra del Prete che troneggia immensa sulla nostra destra. Molto evidente il circo glaciale che la contraddistingue avente forma a “braccioli di poltrona”.Testimonianza forte questa di un periodo di glaciazione terminato 30.000 anni fa nel periodo di Wurm.Ai Piani di Pollino la corona di monti dell’Acrocoro Centrale emerge in un biancore assoluto,Monte Pollino e la sua Grande Frana domina imponente mentre la Serra delle Ciavole adagiata mestamente verso N-E appare costellata di Pini Loricati. Solo in fondo,al di la di un bianco lago di neve il Dolcedorme con il suo culmine a forma piramidale attende l’arrivo di tre impavidi pronti a sfidare i suoi ghiacci e le sue rocce.

Immensi quanto longevi pini loricati ci danno il benvenuto al Passo e si comincia a risalire il versante N della montagna costeggiando il bosco di piccoli faggi piegati e contorti dalle intemperie.Superata la fascia boschiva,quando il freddo si fa pungente una piacevole sorpresa.Un piccolo segugio si avvicina timoroso con i suoi latrati che riecheggiano tutt’intorno.Il poverino che chiameremo Ronny è affamato ma non infreddolito.Ci seguirà fino in vetta e giù fino all’auto divorando buona parte del nostro pranzo al sacco.Chissà,forse un altro giorno a quella altitudine e con quel freddo non sarebbe sopravvissuto.

Il freddo così intenso (probabilmente – 7 o – 8)mi fa perdere temporaneamente la sensibilità alle dita dei piedi e mi sento un po’ come quegli alpinisti sulle vette dell’Himalaya che sovente devono subire l’amputazione delle dita a causa dell’ipotermia.Ma il ritorno al sole,passando dal versante Nord a Sud e un the caldo che ti scende fino ai piedi fanno tornare tutto alla normalità.Lontano il mar Tirreno riflette i rossastri raggi del sole già basso in questo periodo.Qualche foto di rito e si scende giù per la via normale attraversando ambienti incantati tra sculture di ghiaccio in un paesaggio lunare e desolato.Ormai il giorno volge al termine e le nostre ombre si allungano;si scende nella valle del “Malvento”per ritornare ai Piani di Pollino ed infine imboccare il sentiero che ci porterà a Colle dell’Impiso.Il crepuscolo ci ha sopraffatti,sfumature rosso arancio colorano il cielo e una argentea luna quasi piena ci accompagna illuminando i nostri passi nel bosco,tanto che non sarà necessario utilizzare le frontali.E’ ormai buio.Giungiamo all’auto con il nostro Ronny che non si è stancato di seguirci.Infine le nostre 9 ore di duro cammino saranno premiate con una caldissima e densa cioccolata consumata al rifugio De Gasperi.

Tutt’intorno è notte,è freddo,è neve e ghiaccio,è luna d’argento,è una miriade di stelle brillanti e….il nostro Pollino.

Guarda il fotoalbum dell'escursione

Serra Dolcedorme via Tommaselli


3 commenti:

indio ha detto...

ehilà... fra un po' torno anch'io per la prima invernale... sul mio blog fiora ho potuto mettere solo fantasia... alla prossima, e viva il pollino!

edvaristan ha detto...

Bellissimo questo post!...
Scritto in modo talmente diverso dagli altri...con tratti poetici che mi hanno commossa!...
Complimenti!

Ho visto il fotoalbum e...mi sono persa a guardare le foto...neve pura e bianca in un paesaggio quasi lunare...bello!

Continua a scrivere così.

Un abbraccio ...Edva...**

Anonimo ha detto...

COMPLIMENTI,
bel post soprattutto: in un periodo sociale come questo molto vuoto e
scarso di valori il tuo scritto è un punto di riferimento, per
ricominciare ad arricchirci di cose vere.

Saluti
Pino P.