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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

martedì 22 giugno 2010

Al Petricelle per la cresta N-O

Nell’Alto Tirreno Cosentino,all’altezza di Diamante è curioso notare come a distanza di qualche chilometro in linea d’aria si passa da una zona votata ad un asfissiante turismo di massa in estate ad un’altra dove la presenza dell’uomo è praticamente inesistente. Mi riferisco al più meridionale gruppo montuoso del Massiccio del Pellegrino o Monti di Orsomarso,quello della Montea,caratterizzato da valloni dirupati,orridi profondi che si tuffano verso valle dalle linee di cresta. Interessante è il crinale che dal santuario “Madonna della Neve” del XVIII sec. posto a 720 m. presso l’abitato di Buonvicino raggiunge il Monte Petricelle (1758 m.) passando per i tre culmini di Monte Frattina (1535 m.).Cresta interminabile dal forte dislivello (1038 m.) il percorso aereo e dai vasti panorami mozzafiato permette all’escursionista di spaziare con lo sguardo sia verso il “lato mare” lungo la costa tirrenica fino al Golfo di Policastro con le occhieggianti isole di Cirella e di Dino, sia verso il “lato Corvino”,la profonda vallata che da queste cime precipita. La Valle del torrente Corvino riveste di una notevole importanza archeologica per la presenza di due antichi villaggi,quelli di Tripidone e Salvato,le cui popolazioni diedero origine all’abitato di Buonvicino.Sono tuttora visibili i ruderi di questi villaggi;tra le macerie si sono rinvenuti mattoni,cocci e utensili di ferro e di osso. I villaggi furono inoltre abitati da antiche tribù di origine greco-bizantine dall’VIII sec d.C.,dopo che Ottone II aveva riconquistato l’Italia meridionale,scacciandone musulmani e bizantini. La valle è attraversata dal placido torrente Corvino che all’altezza del Sasso dei Greci si incassa tra pareti verticali in una gola lunga un centinaio di metri tappezzata di stalattiti. Al centro della gola,si apre una minuscola grotta,che fu il romitorio di Ciriaco,patrono del paese.



Raggiungere la cima boscosa del Petricelle (1758 m.)dunque non è cosa facile. Il percorso completo richiede circa quattro ore e mezza e bisogna effettuarlo in buone condizioni climatiche,pena problemi di orientamento in caso di nebbia. Il 5 giugno era iniziato con questi buoni propositi e le condizioni meteo promettevano bello. Io ed Angelo siamo così partiti dal Santuario Madonna della Neve inerpicandoci con l’auto su per una ripidissima stradina che si dipana dall’abitato di Buonvicino. Già da questo punto il panorama è superbo soprattutto verso il Corvino dove la Montea campeggia in tutta la sua bellezza alpestre e il Sasso dei Greci si innalza con il suo profilo severo e acuto rivelandone l’ asprezza e l’inaccessibilità dei luoghi. Quello che più mi ha colpito però è l’immensa e impenetrabile foresta che tappezza valli e monti a perdita d’occhio,magnifico polmone verde di questo settore del parco. Il mio rammarico più grande è come la stragrande maggioranza dei turisti che invadono la costa come sciami di cavallette ignorino completamente l’esistenza di uno spettacolo del genere,seppur a “pochi passi”dal mare.

Dopo l’aggiramento sulla destra di una impenetrabile fascia di lecci che riveste la cima a ridosso del santuario guadagnamo l’erta pendice spoglia che ci porterà sul crinale principale. Da qui una traccia di sentiero tra zone rade alternate a fitta foresta ci condurrà ad un campo base dove si dovrà deviare ulteriormente a sinistra per guadagnare il crinale principale di Monte Frattina che raggiungiamo. Nel frattempo i soliti banchi di nebbia cominciano a salire dal mare e in breve ricoprono l’intera valle del Corvino precludendoci ogni superba visione. Dalla cima del Frattina riusciamo appena a scorgere quello che alcuni escursionisti hanno definito il profilo più bello della Montea,acuto e seghettato simile a quello delle Alpi. Dal Frattina la mole tozza e boscosa del Petricelle si staglia di fronte a noi,apparendo e scomparendo nella nebbia che si fa sempre più consistente.





Dopo qualche incertezza decidiamo di proseguire, seppur dopo un ampio aggiramento a destra siamo costretti a perdere circa 200 metri di quota per raggiungere il passo tra il Frattina e il Petricelle e da li impegnare l’aderto costone. Ora nebbia e bosco non sono un felice connubio,pertanto decidiamo durante l’erta pendice che ci porterà in vetta di costeggiare il filo dei paurosi dirupi della parete N-E del Petricelle sbucando di tanto in tanto in labili ed esposti terrazzini per ammirarne l’ambiente selvaggio fatto di roccia marcia e contorti pini loricati abbarbicati su pietraie instabili. Dopo una dura rampa sempre sul filo di cresta ed evitando accuratamente di addentrarci all’interno del bosco raggiungiamo la cima completamente nel bosco e caratterizzata dalla presenza di inghiottitoi e grotte di sprofondamento. La mia mente ritorna inevitabilmente a tanti anni fa quando scalai il Petricelle dal versante del Passo della Melara per errore. La nebbia che da queste parti regna sovrana aveva dirottato i nostri passi dal Monte La Caccia,nostra meta portandoci invece sul Petricelle. All’epoca non avevamo cartine,solo qualche descrizione del percorso e con la nebbia è facile sbagliare. Come dice il Bevilaqua nella sua guida:”…la particolare asprezza dei luoghi consiglia di effettuarli solo se dotati di notevole esperienza e dopo aver frequentato e conosciuto a lungo queste montagne”.Concordo pienamente!!Durante la discesa nella nebbia tra sagome irreali di enormi tronchi di faggio nella nebbia torniamo per la stessa via. Solo qualche piccolo problema di orientamento sotto la terza cima del Frattina per via,è ovvio della nebbia che ormai avvolge tutto,e così riguadagniamo il crinale principale fino al termine.




Sicuramente una bella galoppata. Questa è la mia proposta di escursione col gruppo Cai Castrovillari il prossimo mese di Settembre. Ringrazio Angelo,la prima volta con me supportandomi e sopportandomi per tutto il percorso,davvero bravo e agguerrito nonostante sia stata una delle sue prime escursioni in assoluto.

Spero soltanto che a Settembre la nebbia decida di andarsi a fare una vacanza da un’altra parte.