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sabato 14 aprile 2018

Celsa Bianca Canalone Centrale


Spesso le cose più belle e inaspettate nascono dal caso. E’stato così in occasione della ascensione lungo il canalone centrale alla Celsa Bianca di sabato 7 aprile. La primavera prorompente e di conseguenza le temperature in rialzo hanno ormai preso piede ma la poderosa nevicata di fine marzo ha fatto in modo che anche a sud tutte le vie rimanessero in condizione e questo per le nostre latitudini è una rarità. 


Per sfruttare l'ultima invernale su questo versante mi sento con Falk programmando una salita lungo la Direttissima al Dolcedorme e in particolare pensando alla variante della “Scaletta di Mimmo”. Appuntamento alle 5.30 dopo il sottopasso dell'autostrada, sulla sterrata che conduce alla località di partenza Valle Piana. Fino a qualche anno fa ci si arrivava con l'auto, ora non più a causa del fondo rovinato. Quindi al già notevole dislivello da affrontare si vanno ad aggiungere altri quattro chilometri di marcia, due all'andata e due al ritorno. 



































La giornata è splendida e la voglia di montagna tanta. Alle 6 si parte di buona lena con il Dolcedorme baciato dai primi barlumi di luce dell'alba.Le pareti di vetta risultano scoperte ma sappiamo che nei canali la neve ancora resiste.Mentre procediamo lungo la pista per il Passo di Valle Cupa però, ecco la sorpresa, la situazione inaspettata. Buttando l'occhio su Celsa Bianca notiamo al centro della parete questa elegante ed invitante linea bianca che si biforca in alto che sembra chiamarci come il coro delle sirene di Ulisse.E’ il Canalone Centrale che risulta innevato dalla base fino in cresta. Certo non ci aspettiamo neve eccezionalmente portante ma dovrebbe essere in condizione soddisfacente. 


































Al bivio che conduce al Varco del Pollinello ci fermiamo per un rapido consulto nel decidere se proseguire per la Direttissima come programmato o tentare questa via mai fatta prima.Il Canalone è facilmente visibile e già conosciuto anche in ambito storico in quanto la base e' costituita dalla Neviera di Celsa Bianca utilizzata anticamente per l'approvvigionamento del ghiaccio,attività che e'perdurata fino agli anni sessanta,poiché il possesso dei frigoriferi era un privilegio riservato a pochi.La gente si serviva delle neviere per refrigerare cibi e bevande e preparare in estate sorbetti.Però la sua scarsa o assente frequentazione in ambito alpinistico rispetto alla parete del Dolcedorme e' dovuta alla sua esposizione in pieno sud e alla quota di attacco a circa 1400 m.che raramente gli consente di andare in condizione.Per questo è inoltre interessato anche da scariche di pietre. 


Consapevoli quindi che è un vero peccato lasciarci sfuggire questa ghiotta occasione sacrifichiamo la Direttissima fatta già diverse volte. Ci bastano venti secondi per decidere, così tralasciando il sentiero che conduce al Crestone sud prendiamo a sinistra la pista che va ad intersecare il ghiaione principale il quale riunisce a quello di Celsa Bianca sia il canale di Scilla e Cariddi che si riallaccia alla Direttissima in alto sia il canalone che scende dalla sella tra il Dolcedorme e Timpa di Valle Piana.Procediamo lungo il fondo tra sterpaglie e ciottoli lasciandoci a destra la deviazione per Scilla e Cariddi. 


Durante l’avvicinamento notiamo però che subito dopo la prima rampa, la zona della Neviera appunto, la lingua di neve risulta interrotta da un salto scoperto. Potrebbe darsi che si inforri tra le pareti andando a descrivere una curva a sinistra, invisibile fino a questo momento."Lo scopriremmo solo vivendo" cantava il buon Lucio. 


 

































Per scoprirlo ci portiamo finalmente all'attacco del canale, ampio e non molto ripido. Siamo intorno ai 35'con neve durissima, da ramponi. Casco, imbrago, materiale vario ma non ci leghiamo,al momento non occorre.Risaliamo la prima rampa agevolmente fino ad arrivare al punto "sospetto". 


In effetti come temevamo il nevaio va a morire contro una parete alta una ottantina di metri completamente scoperta per riprendere in alto. Scalarla non costituirebbe tecnicamente un grosso problema trattandosi di un III+ anche se su roccia friabile. Però preferiamo deviare su un canalino appena a destra, anch'esso scoperto ma più facilmente abbordabile con la tecnica del dry-tooling senza bisogno di legarci. Innevato avrebbe avuto una inclinazione di 65' all'attacco per diminuire a 55 in alto.

































Mi avvio con le picche sui ciuffi d'erba fino ad una crestina con alcuni piccoli loricati abbarbicati sulle rocce e raggiungo un comodo terrazzino dove posso sedermi ed aspettare il mio compagno che nel frattempo va in arrampicata. Infatti non ama molto la tecnica dry-tooling e preferisce muoversi prevalentemente mettendo le mani sulla roccia.



































Come si osservava da lontano il canale riprende subito dopo questo ostacolo procedendo stretto e dritto verso l’alto. Intanto il panorama spazia superbo verso sud aprendosi sulla piana di Castrovillari, Morano e sui Monti Caramolo e Cozzo del Pellegrino. 


































Alla ripresa del fondo nevoso le pendenze cominciano ad aumentare toccando i 45' fino a raggiungere una larga diramazione. Prendiamo a sinistra cercando di mantenere la linea più dritta possibile mentre l'altro ramo si ricongiunge in alto presso l’anfiteatro finale. Superati alcuni saltini scoperti giungiamo in dura erta ad una piccola fascia rocciosa oltre la quale vi è l'ultima rampa a 50'. 







Da questo punto l'occhio impatta sui vertiginosi canali che costituiscono la Direttissima al Dolcedorme con le sue varianti e agli splendidi boschi di pini loricati che allignano a quelle quote,ma è tempo di affrontare l'ultima pettata fino in cresta. Così dopo 1376 m. di dislivello raggiungiamo finalmente i 2086 m. della parte terminale delle Murge di Celsa Bianca che non ha un vero e proprio culmine ma si conforma come una cresta quasi orizzontale protendendosi verso la Timpa di Valle Piana.


































La grande quantità di neve che troviamo nonostante il sole batta forte ci lascia sorpresi e ancor di più quando cominciamo a scendere dal versante opposto per la via del ritorno in faggeta, dove ad ogni passo sprofondiamo di almeno trenta centimetri costringendoci a una bella ravanata su neve. Ma prima ci godiamo a lungo il maestoso panorama che si apre a trecentosessanta gradi sulla Piana e il Golfo di Sibari, la Sila lontana e le vette maggiori dell’Orsomarso con lo Stromboli che occhieggia sul Tirreno. Poi Vetta del Dolcedorme, Serra di Crispo e Monte Pollino la cui cresta Est presenta importanti cornici di neve.



































Lungo la via per il Varco del Pollinello troviamo addirittura un palo con cartello quasi completamente sepolto dal manto nevoso, ma proprio al Varco la scena cambia drasticamente. Da un’ambiente di tipo invernale passiamo a quello arido mediterraneo e la neve scompare improvvisamente. 



Ci immettiamo in tal modo nello spettacolare sentiero scavato nella roccia che si affaccia sulla Valle del Coscile dove è posta una croce nel punto in cui durante la seconda guerra mondiale due giovani piloti tedeschi persero la vita schiantandosi con il loro aereo. 



Il sentiero scende ripidamente e rapidamente di quota e dopo numerosi tornanti prima tra pini loricati e in faggeta e dopo tra pini neri, aceri e carpini raggiungiamo finalmente le nostre auto chiudendo questo fantastico e grandioso anello veramente soddisfatti per questa via inedita. Saprò in seguito che abbiamo realizzato la prima ripetizione in invernale dopo diverso tempo e questo aggiunge al tutto un ulteriore pizzico di orgoglio.



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4 commenti:

bupa77 ha detto...

complimenti per questa bella via! da ripetere magari l'anno prossimo con un innevamento migliore! ciao e presto carissimo!

Pollinofantastico ha detto...

Trovare la parete piena di neve sarebbe davvero interessante.Chissà.

ppsy55 ha detto...

proverò ad esplorarla, un pò da sotto e un pò da sopra

ppsy55 ha detto...

https://www.facebook.com/photo.php?fbid=10217142289258154&set=a.10217142276657839.1073741965.1497313279&type=3&theater