
Dopo ben cinque anni mi riesce di compiere nuovamente la traversata del Raganello.In realtà le gole del Raganello sono due:?la gola del Barile ? o ramo alto del Raganello,lunga tre chilometri circa, e il ramo basso, lungo ben sette chilometri.Solitamente la gola del Barile viene percorsa dai torrentisti in andata e ritorno e per questo motivo risulta più comoda visto che basta giungere con una sola auto alla località di partenza.Per compiere la traversata del ramo basso occorrono invece due auto staffetta,una da lasciare a Civita,l?altra a S.Lorenzo Bellizzi dove verrà recuperata alla fine.L?emozione è grande :quando ci si accinge ad entrare in questo santuario della natura non si può che rimanere entusiasti nell?osservare luoghi come ?Pietraponte?,un enorme macigno staccatosi nella notte dei tempi dalla parete sovrastante ed andatosi ad incastrare fra le due pareti del canyon;le formazioni di travertino con stillicidio d?acqua tutt?intorno;la stretta forra d?Illice sovrastata dall?omonimo ponte imbruttito però da antiestetiche impalcature (fra quanti ?secoli ?verrà restaurato?);la soleggiata ?Conca degli Oleandri?;la ?Tetra fenditura?,dove i raggi del sole non raggiungono mai il fondo delle gole;la ?Grande frana?,la ?Grande muraglia?,e alla fine il Ponte del Diavolo.Il tutto sovrastato da pareti alte centinaia di metri.Sempre a contatto con l?acqua destreggiandosi fra le pietre.Quattro ore di intense emozioni.Unico aspetto negativo rispetto a cinque anni fa la ridotta portata d?acqua .Questo mi è sembrato strano,visto l'inverno rigido trascorso e la neve in montagna fino al mese di maggio.Invito tutti i lettori di questo blog a visitare queste meravigliose gole,ma consiglio loro di andarci con una buona preparazione e con un minimo di attrezzatura.L?ambiente è grandioso ma allo stesso tempo pericoloso:bisogna munirsi di casco ,di uno spezzone di corda di una quindicina di metri,ma soprattutto è necessario sapersi destreggiare fra le pietre nell?acqua.Una distorsione,una caduta ecc. può rendere estremamente difficile ritornare sui propri passi e rendere i soccorsi alquanto difficoltosi soprattutto se non si conoscono bene le poche vie d?uscita presenti lungo le gole.Un?ultima nota:come raccomanda Giorgio Braschi nella sua illustre guida ?Sui sentieri del Pollino?,l?entusiasmo non deve mai farci scordare che qui è opportuno muoversi in silenzio,con prudenza e rispetto,badando a non disturbare la fauna e a non lasciare traccia del nostro passaggio.Buona attraversata.
In foto: in ammollo in una pozza (prima attraversata integrale De Luca Giuseppe,Grispino Pietro 3 agosto 1998)