Con l?ultima escursione credo di aver scritto insieme a Massimo una delle pagine più importanti di alpinismo d?alto livello del Pollino.La via è la risalita del canalone che porta direttamente alla vetta di Serra Dolcedorme, chiamata ?Pietra Colonna?;proprio perché al culmine vi è un monolito che visto di taglio appare di forma colonnare anche se in realtà si tratta di una roccia piatta e sottile.Questo percorso lo avevamo già affrontato in maggio di quest?anno(vediAltro che Alpi ) giudicandolo il più difficile per scalare il tetto del parco,sicuramente impossibile da effettuare d?inverno per ovvie ragioni tecniche:pendenze di 50,60,addirittura 75 ° in alcuni punti e l?esposizione di questo versante a sud,quindi pericoli di crolli e slavine d?inverno.
Comunque,le nevicate dei giorni scorsi,il freddo notevole avuto per parecchi giorni, pensiamo, avrà compattato lo strato nevoso non peraltro notevole.La giornata senza sole ci ispira a partire per questa ?terribile?via.A differenza della volta precedente ci attrzziamo fino al collo,imbraghi,chiodi da ghiaccio,corde,ramponi,piccozze,discensori e quant?altro e si và.Appena imboccata la testata del canalone inizia a piovere e la cosa non ci rassicura molto,la giornata è grigia,buia.Dopo un primo segmento di pietraia la pioggia diventa nevischio che si appiccica addosso e si alza la nebbia.Non abbiamo problemi di orientamento perché la via è obbligata e,finalmente,dopo una buona ora di cammino il canalone diventa ripido,ghiacchiato.Tiriamo fuori le picozze,e montiamo i ramponi.Lo scricchiolio delle punte dei ramponi e delle piccozze che mordono il ghiaccio rievocano nella mia mente film d?alpinismo visti in tv,come ?La morte sospesa?,che inizia appunto con lo stesso suono secco.
Il canalone diviene sempre più ripido fino al ?crepaccio?,punto in cui un enorme masso insuperabile ci sbarra la strada.Siamo costretti ad innestarci nella ?bretella?,una deviazione obbligata dal canalone,per rientrarvi giusto sotto la Pietra Colonna.E? qui che produciamo uno sforzo immane usando la tecnica di risalita con le piccozze chiamata ?piolet traction?.La fatica muscolare nell?affrontare i 75° di pendenza mi provoca un accenno di crampi.Infortunarsi qui sarebbe un bel guaio.Ma il monolito è li,davanti a noi,immersa nella nebbia.Un attimo per riposarci per riprendere la marcia.Manca poco per l?uscita in cresta ma prima dobbiamo fare i conti con l?ultimo ostacolo,lo stretto canalino verticale invaso da una ?brutta neve?,uno strato ghiacciato sotto,un secondo più morbido sopra.Massimo lo affronta per primo.Nella sua progressione però sfascia lo strato nevoso che avrebbe dovuto consentire a me di piantare la piccozza.Con tanta buona volontà e coraggio anche questo ostacolo è superato.Qualche metro di facile pendio e siamo in cresta.Il peggio però lo troviamo proprio qui.
Ci ritroviamo nel mezzo di una tormenta di neve.Il vento impetuoso che polverizza la neve e la nebbia non ci consentono di vedere più niente.Solo bianco tutt?intorno.Ciò che vedo davanti a me è soltanto la sagoma di Massimo sballottata dal vento,sospesa in un chiarore irreale.Solo per qualche secondo riusciamo ad intravedere il filo di cresta alla nostra destra.Il problema stà nell?individuare l?attacco del vallone del ?Faggio Grosso?per la discesa che ci ricondurrà al punto di partenza.Purtroppo scendiamo un po? oltre fino ad imboccare un vallone parallelo,il ?Vascello?,che si congiunge con la ?Valle Stiavucca? e poi con ?Valle Scura? fino ad un?altra località di partenza del versante sud del Dolcedorme: Cozzo Palombo.Sembra un incubo senza fine.L?auto che dobbiamo andarte a recuperare è a cinque chilometri di distanza da noi (un piccolo errore a monte ci ha deviato di parecchi chilometri a valle).Già stanchi ,provati fino al limite,fisicamente ed emotivamente attraversiamo sotto una pioggia persistente i rimboschimenti di pino nero che tappezzano Valle Scura e Valle Piana alla ricerca della sterrata percorsa la mattina con l?auto.Finalmente!Eccola,non crediamo ai nostri occhi.Solo qualche centinaio di metri e scorgiamo la bianca sagoma della nostra ?Panda 4x4?.E?finita.E dopo un?avventura come questa non possiamo che esclamare come il sommo poeta quando uscì dall?Inferno:
??.salimmo su,el primo e io secondo,
tanto ch?i? vidi delle cose belle
che porta ?l ciel,per un pertugio tondo;
e quindi uscimmo a riveder le stelle."
In foto:Massimo si staglia di fronte al canalone di Pietra Colonna