Prologo
Ricordo
ancora quel 28 luglio 2007 quando di ritorno da una sortita turistica alle Tre
cime di Lavaredo ricevetti la telefonata di Francesco,guida alpina delle
dolomiti,dicendomi che il Civetta per la ferrata degli Alleghesi non si sarebbe
fatta a causa delle avverse previsioni meteo. La scalata alla Marmolada per il
ghiacciaio effettuata il giorno prima insieme al mio gruppo Cai Castrovillari
non dissipò completamente l’amarezza per la rinuncia al Civetta. Ci volle del
tempo per digerire la cosa. Chissà quando mi sarebbe capitata l’occasione di
ritornare sulle Dolomiti. In queste occasioni rammento sempre la solita
frase:”le montagne sono sempre li.”…sigg!!
Infatti è
così. Dopo tre anni ci sono ritornato e questa volta il meteo mi ha premiato in
quanto i due giorni necessari alla salita ,il primo per raggiungere il
rif.Coldai e il secondo per l’attacco alla vetta sono stati a dir poco
spettacolari,a dispetto dei precedenti e dei successivi alla scalata,davvero
brutti,quasi invernali.
Con me per
questa sortita un agguerrito quanto affiatato gruppo appartenente al Cai della
Valmalenco contattato via internet qualche settimana prima,20 intrepidi che mi
hanno “arruolato”per l’occasione. L’11 Settembre pomeriggio sono ad Alleghe con
il suo pittoresco lago che in questo periodo dell’anno è semideserto,solo
qualche albergo aperto e gli impianti di risalita che avrebbero chiuso il
giorno successivo. In compenso l’aria settembrina e le piogge dei giorni
precedenti rendono il cielo terso e i paesaggi limpidi e cristallini. Davvero
strano vedere questo importantissimo centro turistico così vuoto.
Da Alleghe
al Lago e Rifugio Coldai
Dopo aver
lasciato i bagagli in albergo ed essermi cambiato,zaino a spalla mi dirigo
verso le funivie. Un primo tratto mi porterà ai Piani di Pezzè (1452 m.)dove
faccio una pausa pranzo nei pressi dell’area ristoro Fontanabona. Nel frattempo
sopraggiunge un primo gruppetto di quattro dalla Valmalenco con in testa
l’organizzatore Andrea e sua moglie Debora.Ci diamo appuntamento al rifugio
Coldai in serata . Mentre io preferisco sfruttare la seggiovia che porta al Col
dei Baldi (1922 m.)guadagnando circa 450 m. di dislivello ,loro partono per il
sentiero n°4 che conduce in forte salita prima al lago Coldai e poi al rifugio.
La seggiovia lentamente mi porta al Col dei Baldi dove d’improvviso compare la
mole rocciosa ed imponente di Monte Pelmo,il primo culmine delle Dolomiti ad
essere stato conquistato. A Sud-Ovest troneggia la “Regina delle Dolomiti” la
Marmolada con l’impressionante parete Sud detta anche Parete d’Argento.
Il percorso
che parte dal Col dei Baldi al rifugio è una passeggiata gradevole di un’ora e
mezza , meta di innumerevoli escursionisti e turisti. Prima un tratto di
sterrata che conduce a Malga Pioda e poi il sentiero n°556 attraverso alcuni
tornanti e gli ultimi metri in forte salita conducono ai 2135 m. del rifugio
Sonino al Coldai passando attraverso la Forcella di Alleghe ,valico tra la Val
Cordevole e la Val Zoldana.
Un
andirivieni di escursionisti diretti e provenienti dal rifugio animano di
continuo questo frequentatissimo sentiero,attirati tra l’altro dallo smeraldino
laghetto Coldai sovrastato dalla mole dell’omonima torre. E’ dunque d’obbligo
una visita in questo angolo di paradiso. La mente inevitabilmente torna a tre
anni fa quando insieme a Salvatore e Pasquale attraversammo la Val Civetta
lungo il sentiero n° 560 ai piedi della “Parete delle Pareti” per raggiungere
il rifugio Attilio Tissi,lasciandoci rapire dalla visione sublime delle Torri
del Civetta:Torre del Lago,Pan di Zucchero,Punta Civetta e così via. La via del
ritorno ad Alleghe poi,vi assicuro,scendendo per il dirupato Vallone
dell’Antersass è stata un’avventura nell’avventura. Che emozioni forti riuscì a
trasmetterci questa meravigliosa montagna,tra le più belle del mondo,paradiso
di alpinisti e arrampicatori,regno del “sesto grado”.
Al rifugio
mi unisco agli altri che man mano sono sopraggiunti andando a completare il
folto gruppo. Al tramonto il Pelmo si infiamma di rosso catturando lo sguardo
di tutti e delle nostre macchine fotografiche. A cena tra primi piatti a base
di “Kanederling” al burro e secondi di spezzatino con polenta che ristorano il
cuore e l’anima ci scambiamo esperienze montane fatte nelle rispettive terre di
provenienza. Davvero persone squisite,queste della Valmalenco a testimonianza
del fatto che il Cai in tutta Italia è una grande famiglia.
Prima della
“nanna” molti escono fuori per ammirare estasiati un cielo stellato come non
l’ho visto mai;le stelle sono diamanti brillanti incastonati nella volta
celeste,in un cielo terso e limpido di cristallo e la Via Lattea un fiume in
piena di stelle che si perdono nell’infinito dell’oscurità. Uno spettacolo
straordinario,grandioso preludio ad una giornata perfetta.
Dal Coldai all'attacco della ferrata
E’ il
fatidico giorno della Ferrata degli Alleghesi,la lunghissima ed affannosa
quanto bellissima via attrezzata che ti porta dritto sulla cima del Civetta a
3220 m. Siamo in molti. L’organizzatore decide saggiamente di anticipare la
partenza per non trovarci imbottigliati ad attendere altri gruppi di
arrampicatori e quindi rallentare notevolmente la marcia e i tempi di rientro.
Alle 6.30 di uno splendido mattino siamo in marcia in direzione della forcella
Coldai per immetterci sull’alta via n°1(sentiero Tivan n° 557).Lungo questa
prima parte del percorso cogliamo il sorgere del sole appena a destra di Monte
Pelmo in uno scenario di superba bellezza .Sullo sfondo le cime e le creste
frastagliate dell’Antelao e del Cadore. Il sentiero prosegue successivamente in
leggeri saliscendi e porta inizialmente ad una forcella,e poi svoltando verso
est sale lentamente un costone attrezzato in alcuni punti con corde fisse fino
ad una conca cosparsa di grossi massi,con grandiosa vista sul Civetta ,fino a
raggiungere lo Schenal del Bech a 2300mt dove si lascia l'alta via verso destra
come indicato su un grosso masso da una freccia rossa con
scritta"Alleghesi". Dopo un breve tratto attrezzato ed alcune facili
roccette si arriva all'attacco della ferrata. Sono le 8.00.


La Ferrata degli Alleghesi
L'inizio è
verticale ed esposto ma attrezzato con pioli e scalini ,superato questo primo
salto verticale si traversa a sinistra per risalire ancora su staffe ed una
successiva scaletta in ferro. La via,continuamente segnata in rosso,continua
all'interno di una lunga serie di canali spesso in ombra che caratterizzano la
ferrata fin dall'attacco risalendo fino in cresta a quota 2550mt girando le
spalle alle stupende torri del Civetta .Mentre il lungo serpentone di audaci
arrampicatori avanza,nubi ovattate risalgono dalla valle ricoprendo
parzialmente le pareti del versante sud rendendo il paesaggio surreale. La
cresta volge a sinistra,si risale traversando in diagonale ed in forte
esposizione ma sempre in sicurezza grazie alla fune ed una successione di pioli
,un successivo tratto verticale diverte per la possibilità di arrampicare e
porta ad una ampia cengia da dove,meteo permettendo,è possibile ammirare gran
parte della Val Zoldana.Si percorre la cengia verso nord-ovest e si risale
nuovamente fino ad un pulpito panoramico dove è possibile prender fiato prima
di riprendere in traversata su roccia.



La
via,sempre obbligata prosegue per canalini e placche fino a raggiungere lo
spigolo da dove si ha una bella prospettiva sulle torri settentrionali (Pan di
Zucchero,Torre di Val grande e Torre D'Alleghe), poi per vari salti rocciosi e
attraverso un difficile camino verticale si giunge alla cresta in
corrispondenza della forcella tra Punta Civetta e Punta Tissi. Ora la vista si
apre sul versante opposto,nella valle si vede Alleghe con il verde lago e sullo
sfondo l'imponente mole della Marmolada.Usciti dal solito lungo canale inizia
la risalita in cresta con alcune roccette non attrezzate e terrazzi detritici
dove è necessaria attenzione per non provocare caduta massi.




Sotto la
cima affrontiamo un insidiosa cengetta attrezzata e ghiacciata su parete
strapiombante,molto stretta dove manca inspiegabilmente uno spezzone di cavo e
che costringe a fare delle complicate manovre di “aggancio” tra gli
arrampicatori. I tratti attrezzati non sono finiti ma ormai la vetta è vicina.
Si superano ancora dei "massi di roccia"dove la fune è utilizzata esclusivamente
per aggancio di sicurezza vista anche la stanchezza così come nel culmine della
cresta levigata che in pochi minuti porta alla cima del Civetta a 3220 m. alle
12 in punto (4 ore dall’attacco della ferrata). In vetta siamo in 40 circa.
Inutile ribadire che da quassù la vista tutt’intorno è mozzafiato,sospesi su un
fazzoletto di roccia sulla parete N-O alta più di 1000 metri e ampia sette
chilometri.
Per la
discesa,anche se una timida vocina mi dice di scendere per l’altra ferrata,la
Tissi,che dilaterebbe di due ore i tempi di rientro,prendiamo la via normale
che passa per il piccolo rifugio Torrani (2984 m.)dove ci fermiamo qualche
minuto per una pausa. Su terreno detritico e tratti attrezzati giungiamo al
Passo del Tenente a 2380 m. un caratteristico lastrone di roccia fortemente
inclinato,poi ampie placche conducono ai ghiaioni alla base del massiccio.
Tracce di sentiero tra i nevai ci aiutano a trovare il sent.Tivan che passa
vicino allo Schinal del Bech ,e percorrendo poi il tragitto dell'andata ci si
riporta infine al rif.Coldai .Sono state necessarie 10 ore e trenta ai quali si
aggiungono 1.30 ore per scendere a piedi ai Piani di Pezzè dove ci aspetta
l’auto.
Considerazioni
finali
Il Monte
Civetta è un colosso dolomitico che rapisce per la sua arditezza ed eleganza,la
ferrata è davvero impegnativa ed affannosa,ma allo stesso tempo appagante.Il
tutto immerso nel paesaggio delle Dolomiti che,ricordo,fanno parte dell'Unesco,
patrimonio dell'umanità.Non a caso quest'anno ho preferito il Civetta ad un
4000 valdostano.L'itinerario ha sicuramente soddisfatto ogni mia aspettativa e
poi,la compagnia di maestri della montagna appartenenti al Cai della
Valmalenco,non poteva che rendere la sortita piacevole e sicura.Mi sono sentito
a casa mia,perchè le montagne tutte...sono casa mia. Ritornerò nella mia
terra,il Pollino con rinnovato entusiasmo e un bagaglio di ricordi bellissimi.