Avevo atteso con ansia la prima invernale sul Pollino visto
che alle prime nevicate tra impegni vari e cattivo tempo non ero riuscito a
muovermi.E’ arrivata sabato 22 dicembre e purtroppo è andata male perche’ ci siamo
dovuti ritirare a quota 2060 m dalla cresta Nord di Serra del Prete,la terza
elevazione del Pollino.Si tratta di una ascensione non difficile sia per l’avvicinamento
che è zero sia perché le pendenze tranne la rampa terminale non sono considerevoli
anche se da Colle Impiso il dislivello è di 600 m.Questo ti fa comprendere come
a volte la natura impone la sua legge nonostante ti muovi su un terreno facile.
Il programma era in realtà diverso, molto più ambizioso.
Avevamo pensato di fare un lungo ed impegnativo giro per attaccare infine la
Cresta Nord di Serra Crispo o tentare l’alpinistica via di Lupi sulla Nord del
Pollino. Dopo il solito giro di messaggi restiamo in due e le previsioni non
sono neanche malvage, il simbolo è nuvola e sole con rialzo termico. ”Alla
faccia del bicarbonato di sodio” avrebbe detto Toto’ perché in quota avremmo
trovato condizioni di pieno inverno con almeno zero gradi o forse meno.Da
qualche tempo queste benedette previsioni meteo sono diventate una sorta di mistero
della fede,una branca nella quale anche gli addetti del mestiere pare stiano trovando
difficoltà nell’elaborare modelli di previsione precisi ed attendibili.L’unica
certezza e’ che la neve e’ scarsa,si parla di una decina di cm circoscritta
nella parte centrale del massiccio nei versanti a nord ad una quota di 1600 m.
in su.Infine si decide di non portare attrezzatura alpinistica e fare l’anello
su Serra Crispo.

In autostrada prima di Capotenese un vento fortissimo
proveniente da ovest porta improvvisamente nuvoloni neri e pioggia che in breve
tempo investono la montagna. Con grande incredulità andiamo avanti speranzosi
che le cose possano migliorare. L’altra incognita riguarda il fondo stradale. Non
ho montato ancora gomme termiche ma dalle scarse notizie pare che Colle
dell’Impiso si riesca a raggiungere. Riusciamo a passare Colle del Dragone,un
punto delicato ma aimè un chilometro prima di Piano Ruggio ci dobbiamo
arrendere perché ci imbattiamo in tratti di vetrato superabili solo con un buon
fuoristrada probabilmente.
In ogni caso ci avviamo verso il pianoro sperando di trovare
neve nei versanti esposti a Nord di Timpone Capanna,almeno per restare in zona
ma niente,solo nebbia e desolazione totale.L’unica soluzione che ci rimane è
raggiungere Colle Impiso a piedi che sono cinque chilometri e attaccare la
cresta nord di Serra del Prete, almeno sul quel versante la neve ci sta di
sicuro.Dalla cima avremmo poi attraversato i pianori di vetta per discendere
dal lato opposto guadagnando Piano Ruggio e l’auto li vicino.
Ci affrettiamo a percorrere a piedi la strada asfaltata che
dopo Vallone Zaperna è una sottile lastra di ghiaccio impercorribile. Finalmente
raggiungiamo la nostra localita’ di partenza a 1575 m dopo circa un’ora e intraprendiamo
il sentiero diretto per la cima. Guadagnando quota troviamo la neve che man
mano aumenta fino ad una decina di centimetri non di piu che in compenso é
bella compatta e croccante.Superati i 1900 m della fascia boscosa dopo aver
risalito un pendio ripido colpito un paio d’anni fa da una slavina usciamo allo
scoperto.A parte la nebbia piuttosto fitta per il resto sembra relativamente
tranquillo,ma non appena raggiungiamo il filo di cresta siamo investiti dal
vento fortissimo proveniente da ovest.Impetuoso e bagnato di nebbia umida non
ci consente di andare molto lontano.
La nebbia si fa piu’ fitta tanto da perderci quasi di vista
con il compagno. Unico riferimento gli omini di pietra che intravediamo appena
mentre noi sembriamo due fantasmi persi nella nebbia. Tentiamo di tamponare la
furia del vento procedendo riparati al di sotto della cresta ma come ci
affacciamo la bufera ci blocca. A questo punto a quota 2060 m. realizziamo l’amara
conclusione di battere in ritirata. Proseguire oltre con visibilità zero e vento
forte non avrebbe alcun senso. Ci tocca ritornare sui nostri passi e
ripercorrete a ritroso l’intero percorso dell’andata.
Chi poteva pensare che una montagna non difficile un
giorno mi avrebbe detto di no. Oggi ha vinto lei ed è anche giusto cosi perche’
di tanto in tanto devi ricordarti di non sfidarla, che non c’è nessun trofeo da
conquistare e che sicuramente ed anche a breve ci saremmo rifatti, e allora
alla prossima.