Anche quest'anno
la stagione invernale è giunta al termine. E' stata nel complesso molto
soddisfacente, ricca, varia e in qualche occasione esaltante. Iniziata a
novembre, in anticipo rispetto agli standard delle nostre latitudini, ho
cercato di adottare nei limiti del possibile una mia personale filosofia di
realizzare sempre itinerari e vie diverse.



Così ho scoperto
“Highlander” sul Sirino, “Mavavi'”e “Vivi e lascia vivere” su Monte Alpi, la
strepitosa “Dyrekta” sul Pollino e il “Canalone Centrale” di Celsa Bianca. Inoltre
ho avuto il piacere di condividere queste ascensioni con nuovi compagni di
cordata come "Vesuviano" e la sua squadra dal napoletano, Giacomo da
Postiglione e Falk dalla Puglia, ragazzi molto disponibili e motivati oltre che
tecnicamente preparati.
Ora per chiudere
volevo una gita fuori porta da farsi a fine Aprile e così la scelta è caduta
sul Terminillo, uno dei massicci montuosi che non conoscevo ancora.


La vetta più
elevata, la terza del Lazio misura 2217 m. e fa parte dei monti reatini. E'
considerato un simbolo della provincia di Rieti ma è allo stesso tempo chiamato
"la montagna di Roma". Appartengono allo stesso massiccio il monte
Terminilletto 2104m., la cresta Sassetelli 2139 m. e l'Elefante 2015 m. Mentre
il versante meridionale è più dolce e antropizzato, quello settentrionale invece
è aspro e selvaggio, con presenza di rupi, brecciai e circhi glaciali. E'
solcato da diversi canali già meta di frotte di alpinisti nella stagione
invernale come il Centrale, l'Orsacchiotta, il Chiaretti Pietrostefani e il
canalino Nord.


Dovendo
scegliere un itinerario abbiamo tenuto conto delle condizioni dello strato
nevoso che a primavera inoltrata e dopo una fase di caldo anomalo si presentava
molle, crostoso e poco portante. Così al preventivato Chiaretti Pietrostefani, abbiamo
optato per il Canale dell'Orsacchiotta, lineare, elegante ma un po' più "tranquillo"
rispetto al primo.



Colgo al volo
l'invito di Gennaro e ci diamo appuntamento a Roma alla fermata della
Metro Eur Fermi da dove ripartiamo per il rifugio Sebastiani. Ci avviamo alle
8.30 in una giornata discreta, non fa freddo e ogni tanto il sole si fa vedere
tra una nuvolaglia umida e sciroccosa, preludio della pioggia che arriverà
copiosa il giorno dopo. Qualche solitario si avvia in contemporanea mentre
altri ci hanno già preceduto. Tra questi ci stanno due con un cane che a metà
del canale centrale si fermerà costringendoli a scendere e ritentare
sull'Orsacchiotta. Però il povero cagnolino evidentemente soffre di vertigini e
come la pendenza aumenta getterà la spugna bloccandosi lì dov'è.



Procediamo senza
tanta fretta immettendoci nel vallone sotto la Sella di Leonessa saggiando la
consistenza della neve che come ci si aspettava è quella di primavera
inoltrata. In breve raggiungiamo la base della parete Nord da dove partono
tutti i canali. Qui il Terminillo si mostra in tutta la sua peculiare bellezza
con i suoi canaloni innevati che si alternano agli speroni rocciosi che li
delimitano. Si sale su inclinazioni che vanno progressivamente aumentando, dai
quaranta ai quarantacinque gradi nella prima parte.

A metà canale il
compagno precedendomi raggiunge una variante sulla sinistra, uno stretto
canalino che tocca i 55' e che dà la sensazione di essere facilmente
abbordabile. Risalitolo in libera per metà non senza qualche difficoltà è
costretto a rinunciare per via del fondo davvero pessimo che non dà sicurezza, uno
strato di neve poco compatta che non lega più con la roccia sottostante, provocando
il cedimento dei ramponi ad ogni passo. La manovra della disarrampicata faccia
a monte non è delle più agevoli e tranquille. Avesse aspettato un attimo, si
sarebbe potuto proteggere attrezzando una sosta e farlo in totale sicurezza. Piccolo
eccesso di frenesia che gli perdono tranquillamente.


Superato
comunque l'intoppo puntiamo dritti verso la cornice terminale, un muretto a
strapiombo di qualche metro da aggredire con decisione. Ma è fatta, siamo sulla
cresta che percorriamo seguendo il filo fino a guadagnare i 2217m. della vetta
dove è posto un pilastrino metallico. Davanti a noi il Terminilletto più basso
e la Cresta Sassetelli alla nostra destra. Sul versante Nord Est scendono
dirupati i vari canali mentre fa da contraltare monte Elefante con le ultime
lingue di neve del suo versante meridionale. Ma in fondo all'orizzonte domina
su tutto sua maestà il Corno Grande dall'alto dei suoi 2912 m.


Dopo le foto di
rito in vetta decidiamo di scendere lungo il Canale a sinistra del Centrale. Raggiunta
la base si potrebbe prendere in considerazione di farne un altro ma la neve a
questo punto è una pappetta e decidiamo così di fermarci qui e andare a bere
una meritata birra al Sebastiani.


Salita
piacevole, regolare senza problemi particolari a conquistare una nuova vetta
insieme a un nuovo compagno per suggellare la stagione invernale 2018 e
l'obiettivo di ritrovarci per una prossima avventura.

