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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

domenica 17 aprile 2016

Monte Sirente Canale "Ritorno al Sole"




Finalmente, dopo le continue fluttuazioni di questo inverno avaro, riesco ad organizzarmi per una fantastica due giorni in terra d’Abruzzo toccando due complessi montuosi di straordinaria bellezza, il Sirente e Monte La Meta, quest’ultima appartenente  alle Mainarde e ricadenti nell’unificato Parco Nazionale d’Abruzzo,Lazio e Molise.




Il Monte Sirente la cui cima più elevata raggiunge i 2349 m, fa parte di un breve gruppo montuoso dell’Appennino Abruzzese ed è compreso nella catena del Velino-Sirente appartenente al Parco Naturale Regionale Velino - Sirente.




La morfologia del territorio è davvero contrastante. “A far da contraltare al dolce e sonnacchioso versante meridionale che scende placidamente verso Ovindoli, a nord la montagna precipita bruscamente con un impressionante muro roccioso che si estende per quasi 10 chilometri e nella sua parte centrale supera d’un fiato un dislivello di oltre 600 metri. Questa discesa a picco è interrotta solo da alcuni ampi e ripidi canaloni, sedi di antichi ghiacciai del Pleistocene. Il più imponente di tutti è il canalone Maiori, vero paradiso per gli scialpinisti.”(http://sirenteonline.wix.com)




Risalendo il Maiori, in entrambi i lati si diramano vie alpinistiche ardite di grande respiro e di estrema eleganza. Una di queste sarà la meta della giornata di Domenica 10 Aprile, il canalino “Ritorno al Sole” che raggiunge infine la Cima Sud (2295 m.),salita per la prima volta da Guzzardi, Angelilli e Davide il 18 Gennaio 1996.Ha uno sviluppo di 250 m. circa, difficoltà AD- con inclinazioni a 50/55 gradi e un passo a 60.Il tutto fa parte, dal punto di vista alpinistico del cosiddetto “Settore Centrale” che comprende oltre il Maiori anche la Valle Lupara.



La partenza per l’Abruzzo inizia però sotto cattivi auspici in quanto piogge e forti acquazzoni interesseranno le regioni centrali dal sabato pomeriggio e ininterrottamente fino a domenica mattina, proprio poco prima dell’ascensione. Il meteo però prevedeva miglioramento progressivo dalla tarda mattinata per il sopraggiungere dell’alta pressione, e così è stato.




Passando per il pittoresco borgo di Secinaro ci si ritrova presso lo Chalet del Sirente (1200 m.) dove attendo altri 16 intrepidi appartenenti all’associazione Alta Quota di Roma, sodalizio molto ben organizzato per le attività di montagna, dall’alpinismo alla mountain bike, capitanato dal prode Silvio. Il piazzale dello chalet è colmo di auto parcheggiate nonostante il tempo non sia eccezionale con cielo coperto e leggera pioggerellina.





Dopo i preparativi di rito ci si avvia lungo il sentiero che si dipana al lato del fabbricato e si insinua nella faggeta aumentando man mano di pendenza. Ad un bivio i “capogita” decidono di salire dritto quando invece sarebbe stato più comodo andare a destra dove la pista era più ampia ed evidente. Anche la mia traccia gpx scaricata preventivamente mi dava i due percorsi che potevano essere seguiti scambievolmente.





Infatti quasi al termine della faggeta e all’attacco del Maiori ci ritroviamo ad attraversare una zona senza sentiero cercando di farci strada in mezzo ad un intrico di piccoli faggi contorti e piegati dal peso della neve. Alla fine però ne usciamo anche se con qualche difficoltà. L’inizio del Maiori è scoperto e dobbiamo risalirne un tratto su fastidioso ghiaione che termina dopo un centinaio di metri cedendo il posto alla neve. E’ un canalone molto ampio e dall’aspetto di una immensa conca circondata da speroni rocciosi di ogni foggia e pareti impressionanti.



Alla nostra sinistra si stacca invece il Vallone della Lupara, secondo per dimensioni dopo il Maiori, anch’esso costellato di vie alpinistiche e canalini secondari come del resto tutto il versante nord del Sirente. Purtroppo folate di nubi che si rincorrono impediscono di ammirare al meglio il paesaggio che ci circonda rendendolo al contempo misterioso ed arcano. Un po’ più in alto indossiamo caschetto e ramponi puntando dritti l’attacco del canalino Ritorno al sole. Il nome della via sembra proprio evocativo in quanto il tempo comincia a schiarirsi aprendoci gradualmente il sipario sui contrafforti rocciosi delle pareti di vetta, scoprendosi e svelandosi in tutta la sua maestosità.



 






























Finalmente dopo una dura rampa su neve non proprio compatta ma portante raggiungiamo la base dello stretto canalino che si insinua tra due strette pareti rocciose sviluppandosi a forma di esse. In fila indiana vi entriamo  procedendo slegati grazie alla consistenza della neve che non ci “obbliga” ad assicurarci. Con neve ghiacciata e in diciassette li dentro  sarebbe stata un’altra storia e avremmo preso precauzioni diverse.




Al passaggio chiave, un passo a 60 gradi con poca neve qualcuno in testa alla cordata incontra qualche difficoltà che si risolve grazie all’assistenza di Silvio e Sua moglie Francesca. L’uscita della prima parte del canale diventa spettacolare in quanto la nebbia completamente dissoltasi cede il posto al fulgore del sole che abbiamo proprio di fronte e ad un cielo blu cobalto. Ora capisco il perché del toponimo del canale.




Dopo un’ampia selletta risaliamo l’ultimo segmento guadagnando l’esile crestina rocciosa che ci porta decisamente a conquistare i 2295 m. della Cima Sud. Spettacolare visione sul muro di roccia della vetta del Sirente inciso da una marea di canalini. Proprio sulla vetta consumiamo il nostro pranzo frugale che ci consente di recuperare una buona dose di energia e proseguire verso la Sella del Maiori e successivamente verso la Castellina, un’altra delle numerose vette del massiccio di 2277 m.



Anche questo duemila degrada dolcemente verso sud rendendo il paesaggio piatto e tranquillo. Verso Nord invece impressionanti orridi precipitano sulla Neviera, altro ampio e ripido canalone costellato a sua volta di canali e speroni rocciosi precipiti. Stanchi ma ampiamente soddisfatti per l’esaltante ascensione all’interno di uno dei più spettacolari massicci dell’Appennino, ritorniamo sui nostri passi verso la Sella del Maiori e poi discesa rapida lungo l’omonimo canale fino allo Chalet passando questa volta per il sentiero migliore.




Ora non mi resta che rientrare e recuperare velocemente le energie perché l’indomani mi attenderà un’altra salita di tutto rispetto sulle Mainarde, il monte La Meta lungo il canale degli “Scontronesi”, ma questa volta in solitaria.



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