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lunedì 3 marzo 2014

Montea, ode alla bellezza




Leggendo le varie guide escursionistiche sulla Montea sovente ci  si imbatte in frasi del tipo: “….ambiente incontaminato di creste,vette e grandi boschi dai panorami mozzafiato….in mezzo ad un ambiente molto spettacolare per il suo carattere selvaggio”.Durante l’ultimo Festival di Sanremo nel cercare  di descrivere la “Bellezza”sono stati espressi vari pareri. Sappiamo che nel corso del tempo filosofi,scrittori,poeti ecc. hanno cercato di estrinsecare il significato più adatto a questo concetto e forse non si arriverà mai ad individuare quello più verosimile e completo di ciò che essa esprime,ne a parole ne attraverso la realizzazione di un opera d’arte in ogni sua forma.




Nel mio piccolo sono sicuro che Bellezza è anche ciò che ti fa sentire in pace con te stesso e con tutto ciò che ti circonda,che generi un senso di serenità interiore che conduca infine all’armonia totale con il creato e con il tuo stesso essere. Questo perché Bellezza è sinonimo di Divino che trascende ogni possibile descrizione umana delle cose.





La dura fatica nello scalare le montagne infine ti porta inevitabilmente a questo stato di beatitudine ,di estasi  celestiale che poi attraverso mezzi umani e terreni come la fotografia,la poesia,il racconto o la pittura cerchi di rappresentare al meglio. Si suol dire:”non rende appieno l’idea”.








Questa montagna magica,scalata in una giornata perfetta produce tali sensazioni. Osservando le immagini nessuno scommetterebbe che siano state scattate in un giorno di “pieno inverno (16 Febbraio)”.Eppure la Montea ha saputo regalare emozioni impareggiabili. Le condizioni di luce erano perfette e nonostante la giornata calda la vista riusciva a carpire tutti i particolari fino ad un raggio di 300 chilometri all’orizzonte. Strane le condizioni:la montagna divisa a metà dove i versanti esposti a sud erano quasi completamente privi di neve,a nord condizioni invernali anche se le chiome dei loricati e le uscite dei canaloni erano scoperti.





































Ma durante il durissimo saliscendi lungo il crinale seghettato davanti a noi si apriva progressivamente come un sipario uno  spettacolo impareggiabile. Già dalla Fontana di Cornia guardando verso il Tirreno si scorgeva la Stromboli fumante e non appena  siamo saliti un po’ in quota eccoci davanti direzione sud ovest il Gigante,”Iddu”,come lo chiamano i locali,il maestoso Etna innevato e anch’esso fumante,così ben visibile che erano chiaramente osservabili  i vari canaloni di Nord-Ovest e il suo fumo denso che si estendeva per svariati chilometri in direzione Est.


Ancora più su e il quadro diveniva ancora più vasto,sconfinato. Verso sud tutta la costa tirrenica calabrese fino allo Stretto di Messina,chiaramente visibile; poi l’Etna come descritto,la costa siciliana e i Monti Nebrodi e poi la sfilata di tutte le isole Eolie fino ad Ustica.Risalendo con lo sguardo si abbracciava il Golfo di Policastro fino alle falesie di Marina di Camerota e Capo Palinuro con le vette più elevate del Cilento in evidenza,la piramide del Bulgheria,il Gelbison e l’innevato Cervati,e pensate,le isole di Capri ed Ischia.Incredibile visione mozzafiato. Ci pareva di tenere  il mondo in mano,di trovarci in un reame superiore,di abbracciare l’orizzonte e di percepire la bellezza assoluta.





Bellezza può essere anche piccole cose:scendendo dalla montagna incantata mentre il sole cominciava a calare all’orizzonte e le atmosfere e i colori assumevano tinte più calde, ecco le isole Eolie che divenivano più distinte,dai contorni netti e,nel nostro procedere lungo il sentiero fermarci  presso la pittoresca sorgente di Acqua La Pietra,baciata dai raggi di sole e ammantata per intero  da un tappeto di muschio e felci come se non fosse mai stata fatta da mani umane,incastonata perfettamente in quell’ambiente suggestivo e selvaggio. Questa è  Montea,la più bella montagna calabrese ,questo è lo spettacolo che ci ha offerto.



5 commenti:

Anonimo ha detto...

Bellissima come sempre, peccato la poca neve, ma pare che a Marzo forse forse...

Anonimo ha detto...

PS: intendevo anche Bellissme foto!!
F.Raffaele

Pollinofantastico ha detto...

Grazie del passaggio.A quanto si vede dal meteo qualcosa riusciamo a rimediare.
Saluti

fabbio85 ha detto...

Ciao, insieme ai miei amici ci piacerebbe salire sulla montea, però siamo ragazzi comuni e non scalatori ehehehe, ci sono itinerari più semplici per arrivare alla vetta? Che livello di difficoltà si incontra? ciao ciao e complimenti!

Pollinofantastico ha detto...

X fabbio85.
Scusa ma mi sono accorto solo ora del commento.
La Montea è faticosa e impegnativa.L'itinerario classico è di partire da Fontana di Cornia(fuoristrada) o con l'auto si arriva al max presso un rifugio in legno.Dalla fontana dirigersi a dx fin quando la sterrata scollina e si risale il crestone fin quando non emerge dal bosco.Seguire il crinale sempre su roccia e pini loricati e dopo un'infinito saliscendi si giunge al pilastro metallico della prima vetta.Il ritorno per la stessa via.Assolutamente da non fare in caso di nebbia o peggio tempo incerto.Per info più precise scrivetemi su dgiusep@tiscali.it