
La Valle del torrente Corvino riveste di una notevole importanza archeologica per la
presenza di due antichi villaggi,quelli di Tripidone e Salvato,le cui
popolazioni diedero origine all’abitato di Buonvicino.Sono tuttora visibili i
ruderi di questi villaggi;tra le macerie si sono rinvenuti mattoni,cocci e
utensili di ferro e di osso. I villaggi furono inoltre abitati da antiche tribù
di origine greco-bizantine dall’VIII sec d.C.,dopo che Ottone II aveva
riconquistato l’Italia meridionale,scacciandone musulmani e bizantini. La valle
è attraversata dal placido torrente Corvino che all’altezza del Sasso dei Greci
si incassa tra pareti verticali in una gola lunga un centinaio di metri
tappezzata di stalattiti. Al centro della gola,si apre una minuscola grotta,che
fu il romitorio di Ciriaco,patrono del paese.

Raggiungere la cima boscosa del Petricelle (1758 m.)dunque non è cosa facile. Il percorso
completo richiede circa quattro ore e mezza e bisogna effettuarlo in buone
condizioni climatiche,pena problemi di orientamento in caso di nebbia. Il 5
giugno era iniziato con questi buoni propositi e le condizioni meteo
promettevano bello. Io ed Angelo siamo così partiti dal Santuario Madonna della
Neve inerpicandoci con l’auto su per una ripidissima stradina che si dipana
dall’abitato di Buonvicino.

Già da questo punto il panorama è superbo soprattutto verso il Corvino dove la Montea campeggia in tutta la sua bellezza alpestre e il Sasso dei Greci si innalza con il suo profilo severo e acuto rivelandone l’ asprezza e l’inaccessibilità dei luoghi. Quello che più mi ha colpito però è l’immensa e impenetrabile foresta che tappezza valli e monti a perdita d’occhio,magnifico polmone verde di questo settore del parco. Il mio rammarico più grande è come la stragrande maggioranza dei turisti che invadono la costa come sciami di cavallette ignorino completamente l’esistenza di uno spettacolo del genere,seppur a “pochi passi”dal mare.