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mercoledì 9 marzo 2016

Dolcedorme Via della Grotta e variante dell’Aquila














Domenica 6 Marzo, dopo le nevicate dei giorni precedenti era auspicabile trovare condizioni accettabili per quanto riguarda l’innevamento e già sabato, il giorno prima tutto lasciava presagire ad una bella salita con un discreto manto nevoso. Il meteo però come una spada di Damocle non dava molta speranza prevedendo scirocco e pioggia a volontà. Ma la voglia di andare dopo cinque lunghe settimane di stop era troppo forte. Con Pasquale decidiamo comunque di darci appuntamento al solito posto e scegliere una destinazione a vista.
















 Valutate le condizioni optiamo per una salita sul versante sud del Dolcedorme, meta la Direttissima immaginando che il canalone di vetta si trovi in discrete condizioni. Aspetto positivo è che il tempo sembra tenere, non dovrebbe piovere e anzi, ci sono anche delle aperture. Si va.
















Partiamo come sempre dal sottopasso dell’autostrada direzione Valle Piana prima, Passo di Valle Cupa dopo. Dopo un’ora e mezza siamo li per rimontare il maestoso Crestone Sud dei Loricati che cominciamo a risalire ripidamente imbattendoci aimè in veri e propri cimiteri di alberi abbattuti e bruciati dal poderoso incendio del 2012 che ha interessato l’intero versante.





































La neve compare solo a 1700 metri subito dopo esserci disimpegnati in facile arrampicata lungo un tratto di cresta rocciosa che termina alla località Campo Base da dove sarebbe iniziata la nostra via. Purtroppo il meraviglioso tronco adagiato a terra che caratterizzava quel luogo magico è completamente carbonizzato, un altro simbolo cancellato dalla stupidità dell’uomo.















Per proseguire lungo la Direttissima bisognerebbe guadagnare un altro breve tratto ed operare un traverso nel bosco a sinistra fino a prendere il grande canalone dal quale si diramano le varianti per la vetta. Invece lo ignoriamo e puntiamo dritti verso due lingue  che potrebbero costituire altre interessanti varianti di questa via spettacolare.





































Andando in esplorazione raggiungiamo in  breve tempo e dopo una bella pettata, la base di un canale che risaliamo per un tratto. Subito dopo impegniamo il ramo di destra che sembra più comodo, considerando che non sono abbondantemente innevati e che ancora non abbiamo calzato i ramponi. Man mano che aumenta la pendenza è più che opportuno abbandonare i bastoncini e tirar fuori le picche.







































Ed ecco la scoperta, a metà canale vi è una grotta piuttosto profonda, cinque, sei metri o più che ci apprestiamo a perlustrare e fotografare. Ridiscesi l’insidioso pendio nevoso-erboso che dava alla grotta proseguiamo nella progressione del canale fino ad imbatterci in un buco determinato da un grosso masso incastrato. Non è difficile passarci sotto e superarlo . Un’altra chicca di questa bella via. Infine, risalendo e scavalcando un masso con un piccolo loricato perfettamente aderente alla parete ci si cala in un altro canale. Intanto folate di nebbia si impossessano dell’anfiteatro roccioso di vetta del Dolcedorme.














Visto che al momento non ho notizie se la via in questione sia stata percorsa mi prendo la libertà di chiamarla col nome di “Canale della Grotta”. Quello successivo  che intercettiamo alla fine del primo risulta invece essere la “Variante dell’Aquila” della Direttissima che si dipana a destra della “Gola del Turbine” e la interseca appena sopra la strozzatura dove fino a qualche tempo fa vi era un tronco incastrato.














Non ci resta che risalire la seconda parte della Gola del Turbine fino a guadagnare la cresta mentre alcuni piccoli pini loricati  completamente ghiacciati e altri secchi avvolti dalla nebbia ci salutano con un freddo abbraccio. Rimane una breve crestina rocciosa  da risalire e la vetta del Dolcedorme è cosa fatta. Una via piuttosto articolata direi che nel complesso costituisce sempre la “Direttissima” al Dolcedorme strutturata però in tre differenti varianti: il Canale della Grotta, la Variante dell’Aquila e la Gola del Turbine. Incameriamo così anche questa dura salita invernale se così possiamo dire sperando di riuscire a farne qualche altra nel periodo che rimane di questo inverno  “abortito”.




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