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martedì 6 marzo 2012

Pietra Colonna,magnifica via per il Dolcedorme




Finalmente “Pietra Colonna”.Dopo un mese di stop forzato sono fortemente deciso a rifare questa via che mi mancava da ben tre anni,quando l’affrontai con l’inesauribile Mimmo. Questa volta con Pasquale da Lungro e un ritrovato Damiano (l’ultima volta una direttissima estiva al Dolcedorme ben cinque anni fa).Grazie a lui,disponendo del fuoristrada riusciamo a raggiungere Valle Piana,località di partenza per le vie a Sud del Dolcedorme.Sono convinto che questa sia la via più difficile per scalare il tetto del Parco. Un canale lungo 800 m che presenta difficoltà progressive e che raggiunge pendenze di  50 gradi in alto quando ormai le forze vengono a mancare.




  
Le abbondantissime nevicate del mese di Febbraio mi lasciano in dubbio sulla praticabilità del canale il quale come pensavo si presenta  notevolmente innevato. Una slavina all’attacco del canalone in prossimità della diramazione con la“Via Luzzo”la dice lunga sulla notevole quantità di neve a monte. Durante la progressione iniziale constatiamo che nonostante faccia caldo il fondo è piuttosto compatto. L’abbondanza di neve quest’anno “appiattisce”le difficoltà incontrate tre anni fa,riuscendo a superare con disinvoltura sia il “Crepaccio”che il “Liscione”, un masso tondo e liscio che l’ultima volta ci ha dato non poco filo da torcere.



Più in alto decidiamo di evitare l’arrampicata alla parete detta “Radice magica”optando per una nuova variante a destra costituita da un ripido canalino che raggiunge una selletta dalla quale si apre una vista mozzafiato sui dirupi della Sud in direzione del “Faggio Grosso”. Quì ci imbattiamo in un paio di passaggi delicati da affrontare con estrema cautela.  Dapprima bisogna risalire un’ affilata e tecnica crestina rocciosa affiancando poi una paretina resa pericolosissima dalla neve morbida sulla quale le picozze non hanno presa.



Con estrema concentrazione e facendo sicura su un loricato riusciamo a passarla e rimontare una successiva rampa ricoperta da un metro di neve. Siamo a ridosso di una seconda  sella. Bisogna rientrare nel canalone percorrendo con estrema attenzione un delicato traverso e risalire un successivo canalino ostruito alla sommità da alcuni rami secchi e contorti di pino loricato che formano un “buco”attraverso il quale non è facile passare. Un ultimo tratto di cresta e siamo in vista della “Pietra Colonna”, singolare  cuspide rocciosa posta a 2000 m. che dà il nome all’intera via.



Alla nostra sinistra i “Denti” e la “Bocca” del Dolcedorme dominano incontrastati il paesaggio selvaggio innalzandosi maestosi fino in vetta. Siamo alquanto stanchi e provati ma è necessario profondere un ultimo sforzo per superare gli ultimi 200 m. di dislivello lungo l’ultimo tratto di canale che,come osservavo all’inizio tocca i 50 gradi di pendenza nella parte sommitale. Il crinale è lassù,sembra irraggiungibile,il biancore della neve impatta fortemente con il blu cobalto del cielo,i ramponi e le piccozze continuano a spingere incessantemente.



 
C’è silenzio attorno,ogni fibra nervosa e muscolare è impegnata nell’ultimo strenuo sforzo ma finalmente è fatta. Siamo più su di tutto e di tutti. La discesa è per il classico “imbuto”del Faggio Grosso”che grazie alla giusta consistenza della neve si trasforma in una pista da bob naturale,basta sedersi e lanciarsi come matti prendendo velocità e giungendo in breve fino alla faggeta. Chiudiamo questo fantastico anello andando a riprendere il sentiero del Passo di Valle Cupa fino a Valle Piana dove ci aspetta il nostro fuoristrada.

4 commenti:

bupa77 ha detto...

che spettacolo!!!grazie Giù per questa fantastica salita...un saluto e alla prossima!!

falcotrek ha detto...

Per poco ci si poteva incontrare: ora si capisce di chi erano le tracce trovate dopo pietra colonna (ma siete saliti Sabato o Domenica?).
Gran bella salita Peppe, integrale e temeraria
Un abbraccio
P.

***IL FALCO*** ha detto...

Finalmente risolto il mistero delle tracce che ci avevano preceduto. Anche se fra le tante ipotesi, c'eri anche tu Pè.
Peccato che non ci siasmo incontrati, sarebbe stato bello salutarci in vetta dopo una bella scalata del genere.
Ciao pè...alla prox.
Falco

Pollinofantastico ha detto...

Siamo saliti domenica e voi eravate sul crestone e sentivamo le vostre voci solo che eravamo molto in anticipo rispetto a voi.Una volta sopra abbiamo subito preso la discesa per il faggio grosso.Le impronte sulla vetta erano di mimmo ippolito che ha fatto la direttissima il giorno prima.Comunque una delle vie che prediligo.Un salutone