
Il
gran caldo di questa lunghissima estate ha dirottato i miei passi ad
andare non tanto per monti quanto per gole e canyon,numerosi e
spettacolari qui nel Pollino.Il
contatto con l’acqua al riparo dal sole cocente spinge infatti molti
turisti ed escursionisti a praticare dalle mie parti il torrentismo.
Inizio
Agosto,dopo la sortita sulle Dolomiti mi sento con Carlo,con il quale
eravamo d’accordo per la ferrata del Caldanello a Cerchiara di Calabria.
Cerchiara
è uno splendido paesino arroccato a 650 m. sul livello del mare alle
pendici del Monte Sellaro.E’ lambito da questa splendida gola,il
Caldanello , considerata una delle più belle d’Italia(simile se vogliamo
al suo fratello maggiore,il Raganello).
Partendo dalla briglia, si sviluppa una interessante e divertente via ferrata, divisa in due tratti che si snodano sulle opposte pareti della forra. Quest’ultima è costituita da segmenti orizzontali e verticali e giunge fin sopra le rovine diroccate del castello del paese.L’altro tratto è molto interessante se consideriamo la parte iniziale,da brivido:si scende su uno spezzone di cavo d’acciaio posto a strapiombo sulla gola.

Dopo un breve tratto orizzontale suggestivo su vertiginose cengie si interrompe improvvisamente presso un boschetto. Il percorso parte dal basso,presso il depuratore del paese. Ci avventuriamo nelle cengie attrezzate.





Il cavo si interrompe bruscamente presso un boschetto laddove si innalza una parete di una trentina di metri.Da
qui si potrebbero attrezzare due vie interessanti,una dritta (almeno di
5°,5+),l’altra sale per alcuni metri in verticale e poi si sposta verso
destra per terminare presso alcuni alberi (4°).
Percorriamo entrambi i tratti di ferrata in andata e ritorno (ca. 4 ore).
E poi ritorno alle auto in piazza.Dopo una birra al bar ci diamo appuntamento questa volta a “casa sua” nel Gran Sasso.