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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

venerdì 6 luglio 2012

"Acqua della fame"


































 “Acqua della fame” è un corso d’acqua  interessante collocato in un ambiente molto suggestivo dal punto di vista paesaggistico,la Valle dell’Abatemarco nel settore del Parco del Pollino sud-occidentale denominato anche “Monti d’Orsomarso”.Esso scende lungo il fianco occidentale di Monte Trincello e il suo ultimo salto è visibile percorrendo la strada di fondovalle poco dopo la centrale. Il toponimo dovrebbe essere legato al fatto che essendo un bacino di raccolta di sole acque piovane,gli agricoltori ogni qualvolta avevano bisogno di usufruirne per scopi di irrigazione risultava molto povero in quanto a portata.Questa sua caratteristica di inaffidabilità si  riperquoteva  negativamente sul raccolto.



































Per l’occasione contatto  Angelo alias Krokicio (rana in dialetto) esperto in torrentismo e canyoning  nonché appartenente al soccorso alpino. I misteriosi ruderi di S.Michele stanno a guardia della Valle come un baluardo e bisogna percorrere alcuni chilometri lungo la strada di fondovalle per raggiungere la centrale dell’acquedotto.Dal punto di sosta degli automezzi impegniamo il costone a destra del corso d’acqua (sinistra idrografica) e in circa 30 minuti raggiungiamo l’attacco. All’interno della forra vengono effettuate circa 12 calate di diverse altezze e la prima è quella che rompe gli indugi,una cascata perfettamente verticale di 30 metri. Come mi spiega Angelo,tutte le manovre vengono eseguite dalle guide e solo per chi ha praticato tale sport,previo verifica della guida stessa,è consentita la progressione in autonomia. Chiaramente scendo in autonomia anche perché incarico Angelo a riprendermi con la fotocamera impegnando così entrambe le mani.



































Giusto per fare una precisazione,le tecniche di progressione in torrentismo sono diverse da quelle alpinistiche alle quali sono più abituato. Senza scendere in dettagli tecnici,mi viene fatto notare che le manovre utilizzate in alpinismo che salvano la vita la possono togliere in torrentismo. Il primo salto è mozzafiato e la cascata  spettacolare in un ambiente di vera wilderness.Di seguito un’altra decina di salti ci vede impegnati con corde e discensori fino ad arrivare all’ultimo anch’esso molto estetico da farsi in tre segmenti fino ad atterrare in una magnifica pozza.


Con il caldo torrido non c’è niente di meglio che praticare il torrentismo,sempre a contatto con l’acqua e godendo della frescura della forra immersi sempre nella natura selvaggia.

“Acqua della fame”; Comune di Verbicaro.

Percorso: Forra
Tempo totale di percorrenza: 5 ore
Tempo di percorrenza in forra: 3 ore
Dislivello totale s.l.m.: 600 mt
Dislivello totale in discesa: 400 mt
Tipo di percorso classificazione C.A.I: difficoltà di tipo “EA”
(escursionisti attrezzati)

2 commenti:

indio ha detto...

Veramente spettacolare e wilderness questo posto! Anche io la penso come te...In estate la cosa migliore è fare torrentismo, anche semplicemente "escursionistico". Anche perchè ci sono posti ancora da esplorare in questo ambito ....
Ciao, Indio

U Lupu ha detto...

Ciao Carissimo, è sempre un piacere sapere che sei sempre attivo... Grazie per i complimenti sul mio blog...eh si...è davvero una gran bella montagna e devo confessarti che ogni volta che ci sei andato tu...ti ho benevolmente invidiato...ah, e comunque ti ho nominato parecchio.
Un abbraccio e a presto
Ciao Pè!