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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

domenica 12 luglio 2026

Monte Caramolo via Serra Cuparelli per il tramonto

Alla fine il grande caldo, quello vero, è arrivato. E se il Nord Europa sta "andando a fuoco", anche la Calabria non scherza. Per smaltire definitivamente le scorie dell'inverno, con Pasquale organizziamo una "tranquilla" uscita pomeridiana per andare ad ammirare il tramonto da una delle cime più panoramiche del Pollino, il Monte Caramolo. Un'escursione che per me ha una doppia valenza, visto che quassù non mettevo piede da ben ventotto anni.



Il Caramolo si raggiunge abbastanza agevolmente risalendo il fondo della valle Palermo lungo una comoda sterrata che conduce a Piano Caramolo. Poco prima del piano si devia su un sentierino laterale che, con ripidi tornanti, porta ai 1827 metri della cima.



Per rendere l'escursione più accattivante però, faremo un anello: da Piano Campolongo, località di partenza, andremo verso est per intercettare il crinale di Serra Cuparelli, fino allo spoglio Timpone Borraccia. Raggiunta una sella, risaliremo infine la cresta sud del Caramolo fino in vetta. Il ritorno avverrà lungo la via normale.















Partiti dal centro arbëresh di Lungro intorno alle 15:45 in auto, attraversiamo le fresche e ombrose foreste di Piano del Faggio, raggiungendo in circa mezz'ora l'ampio e arioso pianoro di Campolongo. Qui sorge un accogliente rifugio, aperto generalmente nei fine settimana. 




















Da Campolongo ci dirigiamo verso est seguendo un tracciato poco agevole e superando almeno tre ripidi e profondi fossi immersi nella vegetazione fitta fino alle pendici di Serra Cuparelli. 

















La cresta si sviluppa con andamento aereo e panoramico, alternando tratti aperti a passaggi nel bosco. Il profilo è sinuoso ed elegante, in alcuni tratti più affilato, con ampi scorci paesaggistici che caratterizzano l’intero sviluppo della dorsale.











Attraversando rimboschimenti di pino nero, formazioni arbustive di ginepro con le sue caratteristiche bacche nere e un sottobosco tappezzato di fioriture varie e qualche esemplare di semprevivo e orchidea neottia, si aprono progressivamente ampie vedute sulla Piana e sul Golfo di Sibari, sul bacino del Sellaro e sulla Valle del Coscile, dove si riconoscono diversi centri abitati, dai più vicini Saracena e San Basile ai più distanti Castrovillari e Frascineto. 



Verso sud ovest domina la scena l’imponente mole del Cozzo del Pellegrino, affiancato da La Mula e La Muletta, con la cresta frastagliata della Montea appena visibile sullo sfondo. Di fronte emergono invece il boscoso Timpone Scifarello e Serra Lupara, riconoscibile per l'inconfondibile torre dei ripetitori.



Guardando verso il Tirreno, spicca il cono dello Stromboli e più lontano, appena percettibile, si distingue l'imponente profilo dell’Etna con i rilievi della Sicilia settentrionale e la Costa Viola calabra.



Senza fretta, e con ampio margine rispetto al tramonto previsto per le 20.25, raggiungiamo la cresta sud del Caramolo. La risaliamo seguendo facili passaggi su roccia fino a guadagnarne la vetta, purtroppo deturpata dalla presenza di un grande e fatiscente ripetitore.



Da qui il panorama si apre in tutta la sua magnificenza a 360°da lasciare senza fiato, abbracciando l'intera catena del Pollino, dai Colli dell'Anticristo fino al Monte Sellaro. Lo sguardo si spinge ancora oltre, verso i rilievi dell'Alto Tirreno calabro lucano, fino a comprendere il massiccio del Sirino e il Monte Alpi. Un fantastico balcone naturale sui monti della Calabria, Basilicata e Campania.


















A questo punto dopo aver apposto una firma sul libro di vetta, posizioniamo cellulari, macchine fotografiche e action cam e attendere con pazienza il tramonto. Il sole lentamente va a nascondersi dietro distanti e non ben definiti monti che si affacciano sul Tirreno regalandoci uno spettacolo di rara bellezza.



Le cime si trasformano gradualmente in sagome scure, creando un suggestivo gioco di contrasti e sfumature che dona profondità al paesaggio e invita lo sguardo a perdersi verso l'orizzonte. Bello inoltre osservare il cono d'ombra del Caramolo che si proietta sulla piana di Sibari fino al mare. Infine, quando ormai il crepuscolo comincia ad avvolgere la montagna, ci avviamo lungo il sentiero che porta a valle.



Il ritorno all'auto con le frontali sancisce la fine di una serata che ci ha regalato silenzi, orizzonti infiniti e un tramonto capace ancora una volta di lasciare il segno.






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