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domenica 17 maggio 2009

Le "Vallje" di Civita (CS)

domenica 23 aprile 2006

Le Vallje



Ogni martedì dopo Pasqua nei paesi Arbëreshë di Civita e Frascineto (CS) si svolgono le Vallje. Letteralmente danza, è un particolare genere coreutico-musicale eseguito dalle comunità albanesi dell'Italia meridionale per rievocare le gesta epiche dell'eroe albanese Skanderbeg,specialmente la sua vittoria sui tuchi. Furono i suoi soldati, nel 1448, a fondare i primi paesi arbëreshë. Skanderbeg, dopo la sua morte, divenne un mito, un eroe, in Albania e fuori. Gli Arbëreshë d?Italia lo cantano nelle loro Rapsodie; e suoi busti troneggiano in tutte le piazze dei paesi arbëreshë. Skanderbeg, per gli Arbëreshë, è sinonimo di Albanesità: amore per la lingua, la cultura e le tradizioni albanesi. Agli Arbëreshë ha insegnato i valori della libertà e della democrazia.

Le danze e i canti, sono di solito cori a più voci, accompagnati o no da uno strumento musicale. I canti tradizionali più antichi (vjershë) si eseguono solo con la voce, e sono un elemento originale della cultura orale dei paesi Arbëreshë; le contaminazioni della cultura "latina" sono minime.

Ha inizio nelle prime ore del pomeriggio quando ragazzi e ragazze, vestiti con il costume albanese, intrecciano le ridde, cantano le gesta dell'eroe condottiero e canzoni d'amore per le vie del paese. Ogni tanto,
scherzosamente, i ragazzi accerchiano un forestiero e gli chiedono di ripetere una particolare parola albanese, al fine di scoprire se si tratta di un latino (italiano) o di un arbëresh (albanese d'Italia): se si tratta di un latino è obbligato a offrire un rinfresco, in caso di rifiuto sarà segnato sulla guancia con la fuliggine di un vecchio tegame; un arbëresh non è tenuto a offrire il rinfresco.

La danza si articola in due fasi: una prima parte è eseguita in forma processionale. Le persone disposte su due file parallele, si tengono con dei fazzoletti percorrendo le strade del paese. La seconda parte della danza è eseguita sul posto, in una piazza o davanti alla casa di una persona che si vuole celebrare Il ballo, guidato da un uomo, denominato flamurar, è caratterizzato da passi saltellati ed accompagnato da un canto che viene eseguito dagli stessi danzatori. Il canto è polivocale (a due parti) e contraddistinto da una tecnica vocale che fa uso di numerosi glissandi che si concludono sul falsetto.

La vallja si sposta sempre, come un drappello di soldati in battaglia, a volte temporeggia, a volte si apre e va incontro al "nemico"; così i balli si snodano nelle vie del paese per culminare nella piazza. E qui che si può osservare la vallja muoversi in percorsi sinuosi in fila indiana e poi a sorpresa chiudersi a circolo. Si tratta anche di una parata in cui le donne mostrano con orgoglio il proprio costume tradizionale, confezionato con preziose sete colorate e arricchito da ricami e galloni d'oro.I colori del vestito civitese sono blu o azzurro per il corpetto e fucsia per la gonna. Le donne sposate completano il costume con una gonna supplementare di colore blu.

Gli Albanesi risiedono in Calabria da secoli, lungo la dorsale appenninica, ed hanno arricchito questa terra con la loro cultura. Comunità sociali fortemente coese attorno ad una antica storia condivisa i cui epigoni di sopraffazioni e stragi giunsero fino all?esilio nella terra calabrese che ancora oggi accoglie con civile umanità profughi provenienti dalle vicine terre al di là del mare. Una vita quotidiana indistinguibile da quella di chi vive negli altri vicini comuni, tranne che in occasione delle feste tradizionali nelle quali si consolidano i processi d?identità comunitaria indossando e mostrando i ricchi costumi , evocando con i canti il ricordo del condottiero Skanderberg ancora così presente nella memoria collettiva sebbene elemento della storia antica.

Chi era Skanderbeg?
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