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mercoledì 26 agosto 2026

Canyoning nel torrente Castiglione

 











Canale Castiglione atto terzo. Dopo le precedenti discese del 2014 e del 2022 rieccomi a Papasidero per un'altra avventura carica di fascino e adrenalina. Papasidero è un piccolo borgo calabrese affacciato sulla valle del Lao, nel cuore del Parco Nazionale del Pollino. La presenza dell’uomo in questa terra è antichissima, come testimonia la vicina Grotta del Romito, importante sito preistorico che conserva la celebre incisione del “Bos primigenius”. Il centro abitato, di origine medievale, si sviluppò tra l’XI e il XIII secolo attorno a una rocca, poi trasformata e ampliata nei secoli successivi.











È anche una delle capitali calabresi degli sport d’acqua. Oltre al rafting sul Lao, nelle sue gole si pratica il canyoning nel torrente Castiglione, una forra selvaggia e tecnica, dove l’acqua ha scavato profondamente la roccia. Il percorso si sviluppa tra cascate, pozze, scivoli naturali e calate in corda, con una spettacolare verticale finale di circa 35 metri. Anche durante le estati più secche il torrente mantiene generalmente una buona portata, rendendo il Castiglione una delle più interessanti palestre di torrentismo della Calabria. Scenderlo significa quindi entrare in un ambiente nascosto e quasi primordiale, dove acqua, roccia e vegetazione accompagnano ogni passo, trasformando una semplice escursione in una vera esperienza di avventura.



Il canyoning qui affonda le sue origini almeno nei primi anni Duemila. Una delle prime esplorazioni documentate risale al 18 agosto 2002, quando Michele Angileri e Renato Donati discesero la forra, allora ancora un ambiente poco conosciuto. Non fu una semplice escursione. Angileri racconta che quel giorno furono affrontati i tratti verticali con calate in corda, in condizioni rese più delicate dalle abbondanti piogge dell'estate 2002. Furono effettuate tre calate e raggiunta la grande cascata finale.



Da quelle prime esplorazioni il Castiglione si è progressivamente affermato come una delle forre più interessanti e frequentate della Calabria. Oggi viene proposta anche dalle attività outdoor locali di Papasidero, insieme alle altre esperienze fluviali del Lao. Tra queste associazioni opera "Canyoning Calabria" capitanata dal "mitico" Antonio Calandra con cui mi vedrò sabato 18 luglio.



La mente torna a quattro anni fa quando affrontammo la forra con un gruppo molto numeroso, cosa che comportava inevitabilmente tempi morti consistenti e attese prolungate durante le manovre di calata e nelle varie fasi della discesa. Questa volta, invece, siamo appena in cinque, una scelta dettata dal desiderio di affrontare l’itinerario con maggiore tranquillità e meno apprensione, favorendo al tempo stesso un maggiore affiatamento tra i partecipanti e permettendoci di completare la discesa in tempi più brevi.



Anche la portata d’acqua risulta più ridotta a causa di questa torrida estate e il livello più basso delle pozze comporta qualche toboga e qualche tuffo in meno. Inoltre, la divertente teleferica situata nella parte finale del percorso è stata smantellata.






















  Mentre procediamo, osserviamo oltre una cascata laterale, anche i resti di antichi mulini ad acqua incastonati sulle pareti della gola, testimonianze di un passato che meriterebbe di essere riscoperto e valorizzato. Questi luoghi potrebbero infatti costituire interessanti itinerari di escursionismo storico archeologico, capaci di unire l’esplorazione del territorio alla conoscenza della sua storia.



Purtroppo, la vegetazione ha ormai inghiottito gran parte dei sentieri e delle tracce che un tempo permettevano di raggiungere questi siti, rendendoli difficilmente accessibili. È davvero un peccato che non si faccia nulla per recuperarli, ripristinarne l’accessibilità e valorizzare una parte così interessante del patrimonio storico del territorio.

















Ciò che invece non è cambiato è la maestosa e impetuosa “Cascata degli Ubriachi”, con il suo poderoso salto nel vuoto di 35 metri, che conclude la discesa e rappresenta senza dubbio il pezzo forte dell’intero itinerario. Dopo l’adrenalinica calata lungo la parete, ricoperta di muschio e capelvenere, non resta che concedersi un po’ di relax nell’ampia pozza sottostante, ideale per immortalare con foto e video l’esperienza appena vissuta.



La stessa cascata può essere raggiunta anche dal basso, attraverso il sentiero nel bosco che parte dal ponte sul Castiglione, in località Vitimoso, dove in precedenza avevamo lasciato le auto. Si tratta di un accesso completamente diverso, che naturalmente non offre le stesse emozioni della discesa in canyoning. Il modo migliore per concludere questa seconda esperienza “acquatica” nel canyon del Castiglione, intensa e ricca di divertimento non poteva che essere il classico buon panino accompagnato da una birra gelata, presa al bar del paese prima di ripartire e tornare alla “civiltà”.