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sabato 26 settembre 2026

Rafting nel fiume Lao tatto superiore Laino Borgo Campicello

Per la terza uscita “acquatica” della stagione, lunedì 3 agosto ritorno nel mitico fiume Lao per una discesa in rafting sul tratto superiore. A differenza di quello inferiore, affrontato già il 27 giugno, meno “chiuso e verticale”, il percorso alto, chiamato anche “Grand Canyon Tour” prende il via da Laino Borgo e rappresenta senza dubbio il settore più spettacolare dell’intero corso d’acqua. Lungo circa 16 km, il fiume s'incassa per 8 chilometri all'interno delle gole e scorre tra imponenti pareti calcaree che danno vita a passaggi stretti, rapide e cascate, mentre l’acqua assume spesso intense sfumature di verde. Quando la corrente rallenta, basta alzare lo sguardo per cogliere l'imponenza del canyon, le cui pareti rocciose raggiungono altezze vertiginose e sorgenti che sgorgano direttamente dalla roccia. La sola discesa richiede almeno tre ore di navigazione.





Dopo la vestizione ci spostiamo sulla sponda a pochi metri dal centro rafting, per il consueto briefing. L'equipaggio del nostro gommone, guidato da Alberto, comprende me, Giuseppe, Marco, Mattia e Luca, che mi ha invitato per l'occasione. Le guide, tutte sudamericane, provenienti da Argentina, Colombia e Venezuela, considerano questo fiume tra i più spettacolari e tecnicamente interessanti del centro sud Italia. Si parte navigando lungo un tratto relativamente tranquillo e aperto, utile per prendere confidenza con gommone e pagaia. Poi, progressivamente il fiume si inforra, entrando in un vero e proprio canyon dalle pareti sempre più vicine e strapiombanti in un contesto davvero selvaggio. Qui si alternano rapide consecutive, passaggi stretti tra le rocce, piccoli salti, pozze più calme, cascatelle e ruscelli che precipitano dalle pareti, lunghi tratti in cui il gommone scorre letteralmente tra due gigantesche pareti di roccia. In un punto critico bisogna effettuare un trasbordo a piedi per aggirare una serie di rapide pericolose di grado alto. Ne approfittiamo per una pausa tra divertenti tuffi e una nuotata.





Dopo un paio di chilometri dalla partenza, transitiamo sotto il gigantesco Viadotto Italia, che attraversa la gola a un’altezza vertiginosa. Inaugurato nel 1969, è stato per ben 35 anni il ponte più alto d’Europa e conserva tuttora il primato nazionale, con la sede stradale sospesa a 260 metri sopra il fondo della gola, uno scenario che dal basso appare ancora più imponente. Proseguendo, raggiungiamo la Cascata di Malomo, o "dei Briganti" che con i suoi 30 metri di salto, è una delle tappe più attese della discesa. La sosta qui è un vero proprio rito per posare in gruppo o individualmente sotto il poderoso salto d'acqua. Il canyon regala poi un altro luogo incantevole, denominato “Pandora”, caratterizzato da grotte naturali con stillicidio d'acqua tipo acque piangenti.





È un susseguirsi di paesaggi sempre mutevoli, che rendono l’esperienza molto più di una semplice discesa sportiva. Ogni passaggio impegnativo superato con successo è festeggiato con la classica “celebrazione”, una sorta di “batti cinque” collettivo incrociando le pagaie in alto. Non sono mancate neppure un paio di esilaranti cadute in acqua, nei momenti in cui il raft, incastrandosi tra le rocce era sul punto di ribaltarsi. Poi, lentamente, le pareti si abbassano, la vegetazione diventa più rigogliosa e iniziano a comparire piccole spiagge. Il carattere del fiume cambia sensibilmente rispetto alla parte più stretta e selvaggia delle gole, segno che il viaggio ormai volge al termine.





Raggiunta la località Campicello, dove inizia il tratto basso, sbarchiamo sulla riva destra e raggiungiamo un bar ristoro, dove cambiarsi e concederci finalmente un gustoso panino con salsiccia e zucchine grigliate, accompagnato dall’immancabile birra, prima di rientrare alla base in navetta. Sicuramente è stata una discesa intensa e spettacolare, dove la forza del Lao, le gole selvagge e le cascate hanno regalato emozioni che restano dentro, molto oltre l’ultimo colpo di pagaia, lasciandoci anche la voglia di ritornarci il prossimo anno.











 

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