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Attenzione: per alcune escursioni è possibile scaricare le tracce GPX in basso dopo il testo!!

martedì 25 giugno 2013

Le cascate dell'Esaro




Nelle giornate torride ed afose non c’è di meglio della pratica del torrentismo,sempre a contatto con l’acqua all’ombra e alla frescura del bosco. Quest’anno inauguriamo con la discesa delle cascate del fiume Esaro.La Valle omonima è un luogo selvaggio di estrema bellezza adagiata ai piedi della Montea. L’Esaro ha due rami sorgentizi,quello di destra orografica, corre lungo una spettacolare gola,ma è sempre secco. In sinistra orografica invece,sorge sotto la cima di monte Faghittello e dopo aver attraversato il vallone tra quest’ultimo e Serra del Finocchio,descrive nella parte inferiore una serie di cascate miste a marmitte stupende. E’ conosciuto sin dai tempi della colonizzazione greca per essere stato una “via d’acqua”usata per il collegamento Jonio- Tirreno.E’costeggiato da un sentiero che si inerpica fino al Passo della Melara,e da lì attraverso un’altra pista si sposta sul versante “mare” fino alla chiesetta di Serra La Croce,snodo importante per l’ascensione ad’una serie di cime quali il Cannittello,La Castelluccia,La Caccia.
 


































Partiti dal “Passo dello Scalone”alle 7,con Pasquale scendiamo poco più in basso per intraprendere la sterrata che giunge alla località Renazzo dove si attraversa il torrente Massapollo.L’ambiente è grandioso e selvaggio,da sinistra le dirupati pareti del Cannittello e Serra Croce che precipitano a Valle,al centro le propaggini di Montea e Petricelle e a destra la boscosissima Serra del Finocchio che sale ripidissima prima di collegarsi dopo una interminabile cavalcata al crestone principale della Montea.




































Poco dopo il Massapollo incrociamo il fiume Esaro,dove scorre acqua in abbondanza e questa è una sorpresa perché essendo interessato da fenomeni di permeabilità,in questo tratto è quasi sempre in secca. In realtà se l’acqua non è abbondante essa scompare sotto il suo letto. Chissà le cascate…Il timore che quest’ultime possano avere una portata tale da comprometterne la discesa. Invece realizziamo che lungo le pareti lisce scorre la giusta quantità d’acqua,in modo da effettuare la discesa in tutta sicurezza. Risaliamo così il sentiero lungo il fiume fino a raggiungere il primo salto. Da questo punto togliamo fuori l’attrezzatura e via con le calate in “doppia” sfruttando solidi arbusti ai lati del fiume. Vi assicuro,un bel divertimento. In particolare il penultimo salto davvero spettacolare,un primo tratto di sei,sette metri su marmitte e poi un salto di una dozzina di metri quasi verticale con l’acqua che ti scorre davanti. Concludiamo con due cascate consecutive che segna la fine della discesa.




Si tratta di un bel percorso di torrentismo “tecnico” alla portata di tutti,previa la giusta preparazione a questa pratica e la capacità di usare corde e discensori in un ambiente davvero suggestivo,d’incanto,lontano dai soliti circuiti escursionistici.

lunedì 10 giugno 2013

Sul Pellegrino con Nicola Zaccato e…altri amici


Nicola Zaccato non ha bisogno di presentazioni,almeno per coloro che frequentano e conoscono il Pollino. Troverete un ampio profilo sul sito “Alla scoperta del Pollino”.E’ l’uomo delle dieci vette in un giorno,del “Trekking dei due mari” in 16 giorni, toccando 35 vette e di altre imprese. La nuova sfida in programma è quella  di scalare 85 vette del Parco Nazionale del Pollino in 365 giorni  ( Giugno 2012 - Giugno 2013).Avevo in mente di portare alcuni amici sul Cozzo del Pellegrino tra cui l’amico Gianni,e grazie a lui,essendo cugino siamo riusciti a coinvolgerlo. Quindi abbiamo dato un valore aggiunto all’escursione.

mercoledì 5 giugno 2013

Monte Alpi "I Moschettieri" (video)

Ecco finalmente il video della strepitosa ascensione a Monte Alpi lungo il canalone Ovest detto "I Moschettieri" nel Marzo scorso.Buona visione


lunedì 20 maggio 2013

Ferrata del Caldanello,Ramo Imperiale



Siamo nel territorio di Cerchiara di Calabria,destinazione Ferrata del Caldanello.Tale percorso è stato già ampiamente descritto in questo blog,e per l’occasione ho montato anche un video su Youtube.Nel Settembre scorso (2012) però,è stato creato un nuovo segmento chiamato “Ramo Imperiale”.Esso sfrutta una cengia stretta e molto esposta in sinistra idrografica sulla parete del torrente Caldanello al di sotto dei ruderi del castello. Con Edo, new entry tra i miei compagni di cordata,nel pomeriggio di domenica 19 Maggio abbiamo realizzato l’intero percorso della ferrata includendo appunto quello nuovo. 


Edo,possiede una notevole esperienza di ferrate essendo cresciuto praticamente nelle Dolomiti. Rientrato da poco in Calabria è partito alla scoperta del Pollino che conosce poco (alcune escursioni da giovanissimo) e quale occasione migliore per ritrovarci su un terreno a lui molto familiare.






Credo (a mio parere) che il modo migliore per realizzare l’intera via,sia quello di recarsi presso la briglia percorrendo la stradina che si dipana dalla piazzetta del paese e scende al depuratore. Da li,attaccare il lato destro della ferrata in A/R. Dalla briglia poi,risalire il lato sinistro fino ai ruderi del castello. Ci si dirige dietro il castello tra i vicoletti del paese per rintracciare un sentiero che scende verso le gole procedendo a destra un po’ ad’occhio,non essendoci nessuna indicazione. Scendendo lungo il costone vi è un corrimano metallico. Ad un certo punto,dove il sentiero si avvia decisamente verso sinistra,bisogna abbandonarlo guardando la parete alla nostra destra. Salendo per qualche metro direzione parete si giunge all’attacco dove è posta una targa.
Da li si segue la ferrata con la massima attenzione essendo molto esposta e che sfrutta,come dicevo una cengia molto stretta che ti costringe a procedere inarcando il corpo. Prima che curvi a destra vi è un tratto difficile e tecnico dove i piedi non hanno appoggio e bisogna procedere a forza di braccia in trazione con il cavo metallico. Si interseca in tal modo l'altro ramo di ferrata al di sopra della briglia. Da questo punto si scende verso essa ritornando al punto di partenza.



































E’ chiaramente un percorso non adatto a chi soffre di vertigini e da fare assolutamente con il kit da ferrata munito dei due spezzoni di corda,dissipatore di energia e moschettoni da ferrata. Un interessante via che fatta in sicurezza permette di attraversare un ambiente di forra di estrema bellezza.



































Segue anche un breve video che riprende il primo tratto del Ramo Imperiale.